Altilia. La “Grotta di San Francesco”, un'importante meta turistica-religiosa

Attualità e Società
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ALTILIA - E’ da tutti chiamata “Grotta di San Francesco” per la presenza dell’immagine del taumaturgo paolano ma l’anfratto custodisce anche gli affreschi di Cristo, della Vergine, e di San Sebastiano. La cavità, che si trova nella roccia a ridosso dei resti dell’ex convento e della chiesa di Santa Maria delle Grazie, è meta di numerosi visitatori e ultimamente di alcuni studiosi che si dicono convinti che attraverso l’analisi dei materiali con i quali sono state realizzate le quattro figure si possa stabilire la datazione del lavoro, e se di conseguenza esista un nesso con la presenza di san Francesco in Altilia prima della partenza per la Francia.
Quindi, il piccolo paese di Altilia nella Valle del Savuto in provincia di Cosenza, già conosciuto come luogo di nascita della Carboneria calabrese e dei maestri scalpellini, oggi si appresta a divenire importante meta turistica-religiosa.
Ma facciamo un passo indietro.
In Altilia, è testimoniata da documenti storici, la presenza della congregazione dei Terziari con sovrintendente il sacerdote Angelo Serra; mentre nel “Processo calabro” tra i testimoni era presente una suora correttrice in Altilia di sedici terziarie di san Francesco di Paola, la quale attestò che un’antica sorella di quella congregazione, Giovanna Caserta, era stata vessata per anni da ossessione maligna e resa libera dal servo di Dio. Un altro dato che porta a considerare lo stretto legame con san Francesco e la sua possibile permanenza, se pur breve, ad Altilia è la vicinanza con il Santuario di Paterno Calabro, eretto dal santo in persona nel 1472.
Nel centro collinare del Savuto già ad attrarre i fedeli sono la chiesa di S. Maria Assunta edificata intorno al 1600, sul cui altare è impressa la tela del pittore fiammingo Guglielmo Borremans, l’ex convento e la chiesa di S. Maria delle Grazie fatti erigere proprio dall’Ordine Francescano. In qualche modo legata simbolicamente alla grotta eremitica, è la zona “Parrere” ricca di pietra tufacea dove si estraevano i blocchi ad uso degli scalpellini: qui sono presenti diverse grotte che hanno impresse alcune date (su una è incisa 1316) che si riferiscono ai periodi in cui vi lavorarono i tagliapietre. Proprio la scuola degli scalpellini sorse per volontà dei monaci del Convento. Altilia in virtù dell’importante ritrovamento, nella ricorrenza del Sesto centenario della nascita del santo è stata inserita nel calendario dei festeggiamenti. Il ritrovamento casuale della grotticella, avvenuto anni fa durante dei lavori proprio all’ex convento, viene oramai visto dai fedeli altiliesi come un segno inviato dal santo. Da qui l’idea di ricordarlo con l’intitolazione della piazzetta a lato della sede comunale: Slargo San Francesco di Paola.
Intanto, dopo il finanziamento ottenuto dal Comune, è in questi giorni all’opera nella grotta una esperta della Sovrintendenza. Il contributo è relativo a una convenzione firmata con la Regione Calabria per un importo di trecentomila euro, ed è destinato alla realizzazione di un varco di entrata in piazza Marsico, un arco in pietra tufacea locale, un impianto elettrico per illuminazione, una rampa in legno con passamano laterale, e per il recupero degli affreschi. Una volta terminati i lavori, la grotta avrà tutte le caratteristiche per accreditarsi come un grande attrattore turistico, culturale, e religioso.
Piero Carbone, giornalista pubblicista