Coronavirus e pandemie: i santi più invocati per la protezione

Attualità e Società
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La diffusione del Coronavirus (o, se volete, del covid-19) sta cambiando le nostre abitudini di vita.
Sono varie le figure, a cui la gente si riferisce in questo periodo di preoccupazione per il contagio.
La preghiera è rivolta sempre a Dio Padre, ma si sa che l'intercessione per ottenere grazie, miracoli e protezione può essere richiesta alla Madonna e ai Santi.
Ma quali Santi in particolare? A Palermo, nel 1624, S. Rosalia apparve in sogno a un cacciatore e a una malata, indicando la via per ritrovare le sue reliquie da portare in processione e liberare la città dalla peste.
A Milano, fu portato in processione il corpo di S. Carlo Borromeo, per combattere la peste del 1630, descritta da Alessandro Manzoni nei "Promessi Sposi".
Non sono pochi i Santi invocati contro le epidemie e le malattie contagiose, ma tre spiccano su tutti. Ecco le loro storie.
San Rocco, Patrono anche di Aprigliano, francese della città di Montpellier, lasciò le sue ricchezze e divenne pellegrino sulle orme di S.Francesco per dedicarsi ai poveri. Taumaturgo e guaritore vissuto nel Trecento, fu contagiato dalla peste in un ospedale a Piacenza. Cacciato dagli altri malati per i suoi continui lamenti, dovuti a un dolorosissimo bubbone all'inguine, si ritirò in una capanna, dove un cane portandogli ogni giorno un pezzo pi pane, gli permise di sopravvivere. Guarito, tornò in Francia e si dedicò nuovamente ai malati. E' il Santo più invocato fin dal Medioevo contro tutte le malattie contagiose non solo in Europa,ma anche in Asia.
San Sebastiano, Patrono di Cellara, anch'egli francese, del paese di Narbonne, venuto a Milano, era una guardia pretoriana e svolgeva attività caritativa versoi bisognosi. Fu condannato a morte mediante il supplizio delle frecce, ma sopravvisse miracolosamente ai colpi infertigli. L'imperatore lo fece uccidere a bastonate. Le ferite causate dalle frecce sono paragonate ai segni della peste: per questo ci si rivolge a lui sperando di salvarsi dalla malattia. Inoltre l'ira divina è paragonata alle frecce scagliate da un arco e, nel Medioevo, il diffondersi della peste fu visto come lo scatenarsi dell'ira di Dio.
San Cristoforo, infine, gigante palestinese, aiutava i pellegrini ad attraversare un fiume pericoloso e un giorno trasportò un bambino che diventava sempre più pesante: giunto faticosamente all'altra riva, riconobbe nel passeggero Gesù. Anche Cristoforo, convertito al Cristianesimo, fu condannato al martirio delle frecce, ma queste non lo raggiungevano e anzi colpivano i persecutori. Cristoforo è protettore dei viaggiatori ed è uno dei 14 Santi chiamati ausiliatori, invocati in occasione di gravi calamità o pericoli e la sua protezione era ricercata in particolare in tempo di peste.
Naturalmente anche Maria è una grande figura di protezione. La Madre della Misericordia, con il suo ampio mantello, difende dai pericoli di guerra, carestia e peste. Ad esempio, la B. Vergine della Consolazione, Patrona di Reggio Calabria, si è manifestata durante molte epidemie che hanno afflitto la nostra regione.
Giuseppe Pizzuti, docente