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ROGLIANO - Il nosocomio roglianese paga i ritardi dell’Azienda ospedaliera di Cosenza per come fa notare oramai a cadenza settimanale il sindaco Giovanni Altomare (nella foto). «Non sono stati ancora segnati i percorsi anti Covid - spiega il primo cittadino -. E questo, mentre è attivo al pieno delle degenze il reparto di Medicina e mentre la sala operatoria è stata utilizzata nelle scorse settimane per un paio di piccoli interventi. La vigilanza notturna è stata annullata dalle 19 alle 7. In queste condizioni, chiunque può accedere all’interno del presidio, senza alcuna garanzia di sicurezza. Lo sportello delle prenotazioni è chiuso da più tempo con il risultato che l’utenza interessata contribuisce al sovraffollamento del Cup dell’Annunziata. Non ci sono organi di controllo che dedichino un minimo di attenzione a questo sfascio, mentre va avanti una gestione che ritiene di non avere alcun collegamento con le amministrazioni locali. Il “Santa Barbara” continua ad essere sottoutilizzato, nonostante ci siano quaranta posti letto disponibili, con ampi spazi per le degenze. Gli ambulatori non sono stati ancora riattivati; il Punto prelievo è chiuso; mancano unità Oss. Una situazione a rischio, - conclude il sindaco - e l’Ao di Cosenza se ne deve assumere le responsabilità».

Piero Carbone, giornalista pubblicista

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Basta pubblicare su Facebook una foto di uno dei nostri paesi per ricevere nell’immediatezza “mi piace” e commenti da parte dei tanti emigrati che ricordano con affetto le proprie origini.
Sono davvero tanti i grimaldesi che, sul social più seguito, mantengono il legame con il paese nativo. E’ così che si sono ricreati quei contatti andati persi da molto tempo, chi ricordava gli amici lontani ma non aveva corrispondenze, oggi si trova a rivivere emozioni scrivendosi e sentendosi telefonicamente.
Dalla Germania arriva la storia di Concetta Renda e Piera Orlando. «I miei genitori - racconta Concetta - sono Antonio Renda (da qualche anno deceduto) e Franceschina Funaro. Abitavo in via Palmarini. Prima venivo ogni anno ma adesso non mi è più possibile, non per cattiva volontà ma per il lavoro che fa mio marito, anche lui di Grimaldi, Antonio Oliverio, conosciuto come il figlio di Celeste. Del mio paese ho sempre un bel ricordo ci sono stata fino all'età di 20 anni e da più di 40 sono in Germania, i miei amici erano la famiglia Cuzzetto che vive ad Alessandria e la famiglia Macchione emigrata in Belgio, ma a Grimaldi siamo tutti amici».
Concetta commenta con emozione le foto pubblicate: «Che bella la ex casa parrocchiale, ricordo i balli che ho fatto su quel terrazzo nel lontano 1975».
Piera Orlando in Berardelli, invece, lascia Grimaldi a 18 anni. «Sono in Germania da più di 20 anni, e sono contenta di essere partita perché mi trovo abbastanza bene. Non sono stata costretta però a partire, è stata una decisione mia e di mio marito Emilio, non come si faceva una volta che dovevano emigrare perché da noi non si trovava lavoro o non si guadagnava abbastanza per mandare avanti la famiglia. La mia Calabria però mi manca tanto».
Le foto di Grimaldi commentate su facebook dai grimaldesi all'estero, riguardano in particolare i “Tri Canali”, “U Trappitu”, l’ex Convento, la fontana di Merisacchio che oggi non esiste più.
Rosy Turco nel merito scrive: «Estate del 1990... l'ultima volta che ci sono stata io. Mi ci portarono i miei genitori per farmi vedere uno dei tanti posti dove loro da piccoli andavano spesso a giocare».
Anche Rina Bruni è legata all'area dove sgorgava l'acqua della salute. «Mio padre era nato a Merisacchio e io da bambina andavo a trovare mio nonno Antonio Bruni che abitava lì vicino. Noi andavamo a prendere l'acqua a quella fontana. Questo è un ricordo che mi fa sempre nostalgia!».
Annarita Fiorino, invece, commenta casa di sua nonna, in via padre Michele Saccomanno. «Tante belle memorie nel mio cuore della mia nonna Emilia. È da tanto tempo che ci manco, ma questa casa, questo paese avrà sempre un posto sicuro in me. Chiudo gli occhi e posso vedere la gente e sentire i bambini. Ricordo bene gli amici, i cugini, gli zii, le passeggiate. Non vedo l'ora di rivederli. Bacioni e abbracci a tutti».
Si aggiungono ai ricordi di Grimaldi su fb anche Maria Caria Mauro e Peter Mauro.
Piero Carbone, giornalista pubblicista 

Nella foto: Concetta Renda con il marito Antonio

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Un gruppo di imprenditori di Camigliatello Silano insieme per l'elisoccorso. Una vera e propria cordata, quella portata avanti dagli operatori  del luogo, per chiedere alle autorità competenti la creazione di un punto "attrezzato" per l'elisoccorso, nei pressi della nota località turistica calabrese.

"La realizzazione di una postazione è indispensabile per tutto il territorio silano, anche in virtù dei lavori  che interesseranno, per i prossimi mesi,  alcuni tratti della  statale 107 silana-crotonese. La piattaforma "attrezzata"   garantirebbe una sicurezza maggiore per i tanti turisti, e anche per gli abitanti del posto", ha affermato l'imprenditore Sandro Scrivano, durante una chiacchierata telefonica con la nostra redazione. 

Omar Falvo

Giornalista Pubblicista

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BELSITO – «L’aggregazione dei giovani in tempo di pandemia, misure di distanziamento e socialità, discutiamone insieme».
Su questo tema l’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Antonio Basile (nella foto), domani alle 18.30 incontra la cittadinanza presso la piazzetta e area verde adiacente alla ex sede municipale.
Nel corso dell’incontro verranno altresì illustrate le iniziative che l’esecutivo intende avviare nella stagione estiva appena iniziata, motivo per cui viene richiesta la partecipazione attiva dei ragazzi e dei giovani tra i sei e i diciotto anni, ed anche il contributo dei genitori.
Piero Carbone, giornalista pubblicista

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di Gino Pascuzzo

Come vanno le cose in questa importante area della regione, dopo l’emergenza, ancora tutta da decifrare, da Covid19 non è dato sapere.
Ovunque ci si attiva per portare a casa quanto di meglio potrà essere utile a superare le ferite inflitte dalla pandemia e dalle misure conseguenti, ma il Savuto sembra vivere nel mondo dei sogni.
Basta fare un giro fra i più importanti centri del territorio per rendersi conto che, di fatto, il lockdown persiste anche se non imposto totalmente.
Attività commerciali che aprono a singhiozzo, servizi pubblici carenti e molto limitati, manutenzioni stradali inesistenti, giusto per citare quanto è sotto gli occhi di ogni comune osservatore, fanno da corollario a quel silenzio assordante che proviene dalle stanze del comando.
Si ha quasi l’impressione che i cittadini di quest’area siano assuefatti alla rassegnazione di una convivenza non reattiva con il virus e dunque una sconfortante attesa che altri possano risolvere il problema. 


Intanto quei servizi essenziali, e spesso vitali, per ogni cittadino del Savuto come i servizi sanitari, stentano a riprendere il loro ritmo per cui può capitare che un’emergenza a Bocca di Piazza possa trasformarsi in tragedia se il punto di riferimento è l’Ospedale di Cosenza mentre a Rogliano esiste una struttura che opera al 10% della sua potenzialità, senza per questo dover impiegare chissà quali risorse aggiuntive per renderlo fruibile dei servizi essenziali. Almeno quelli diamine!
Di tutto questo dovrebbero però essere più consapevoli coloro i quali sono stati delegati ad occuparsene, attraverso forme di sollecitazione e di programmazione degli aiuti di stato, che pure sono stati attivati anche a beneficio del territorio del Savuto.
Non si riesce nemmeno a programmare l’utilizzo dei percettori di reddito di cittadinanza per i lavori di pubblica utilità anche in presenza di precise normative di legge che aiuterebbero, non poco, piccoli e grandi comuni.


E invece si assiste addirittura alla falcidiazione di quello che resta delle precedenti opere rimaste incompiute o programmate e mai iniziate come la Strada del Medio Savuto, l’elettrificazione della tratta ferroviaria Rogliano-Cosenza già finanziata con progetto PISL e mai andata in porto, se non per il rifacimento dei marciapiedi delle stazioni di Rogliano e Piano Lago. Per non parlare del triste epilogo della metropolitana leggera Savuto - Presila - Unical, su cui si sono spesi quintali di inchiostro e consumate tante campagne elettorali, aggiungo impropriamente. Il ripristino della tratta Rogliano-Soveria Mannelli potrebbe rappresentare il recupero a una situazione di normalità dei tanti comuni del Savuto da tempo esclusi e per questo soggetti a uno spopolamento senza precedenti. Ma delle tante promesse è rimasto solo un labile ricordo dei fantomatici 300 mln di euro da investire.
Se il futuro dell’economia di questo territorio ruota attorno al turismo, come possiamo pensare di poterlo incentivare con la viabilità che ci ritroviamo? Parlare di turismo di mare, di montagna e anche culturale, per i quali le terre del Savuto diventano strategiche zone di transito, diventa quantomeno illusorio.
Ecco, di tutto questo dovrebbero occuparsi gli amministratori locali e i rappresentanti delle istituzioni ai diversi livelli che da queste aree hanno attinto voti per poter occupare i posti che occupano.
Ma nel Savuto tutto tace!  

Nelle foto, la strada Medio Savuto

 

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BELSITO - Doppia festa nel caratteristico centro del Savuto tra oggi e domani. Difatti, è in corso da stamattina alle sei, l’antica Fiera della Surda legata al santo Patrono Giovanni Battista.
Chi si trova a passare per la Provinciale proveniente sia da Piano Lago che da Aiello Calabro, nei pressi dell’ingresso che conduce al borgo - il cui nome deriva secondo alcuni storici dall’appellativo datogli da Carlo V che rimase colpito proprio dalla bellezza del luogo - avrà modo di notare gli stand con varie esposizioni come oggettistica e utensili vari, nonché stand gastronomici.
«Un tempo -ha dichiarato il sindaco Antonio Basile - era una bella e grande fiera; una festa per l’intera intera comunità, adesso è ridotta ma mantiene sempre il suo profondo significato. Negli anni - come amministrazione comunale - abbiamo profuso ogni sforzo per cercare di rivitalizzarla abbinando altre iniziative, ma quest’anno con l’emergenza sanitaria abbiamo allestito solo il mercatino».
Domani nella ricorrenza di san Giovanni il Municipio sarà chiuso, e alle 17 sarà celebrata la Santa Messa.
Piero Carbone, giornalista pubblicista

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MANGONE – Prosegue con buoni risultati la raccolta fondi destinata al rifacimento della chiesa della Madonna dell’Arco. Come già annunciato giorni fa, a breve, il luogo di culto potrà essere riaperto. Sono, infatti, terminati i lavori di consolidamento strutturale, ma resta ancora un ultimo sforzo da compiere.
L’amministrazione comunale, che insieme alla parrocchia San Giovanni Evangelista e alle associazioni presenti sul territorio, si è fatta promotrice della raccolta fondi, ne rende note le somme.
«Ad oggi – si legge in un comunicato - è stata raggiunta la cifra complessiva di euro 4.070 di offerte, di cui euro 3.670 ottenute attraverso la piattaforma “Gofoundme”, ed euro 400 in contanti, per un totale di 41 donazioni. Significativo – sottolineano - anche il contributo dei nostri compaesani residenti all'estero, a testimonianza dell’indissolubile legame che resta. A breve – concludono gli amministratori - contiamo di darvi notizia della data di inizio dei lavori di completamento».
Le donazioni (da 5 euro in su), si possono effettuare utilizzando la piattaforma “Gofoundme”; effettuando un versamento sul conto corrente della parrocchia di San Giovanni evangelista; oppure in contanti, rivolgendosi al parroco.
Nello specifico, i lavori ancora da ultimare riguardano: il restauro di alcuni dipinti danneggiati dalle infiltrazioni d’acqua; un intervento anti-tarlo conservativo sull'altare ligneo; la levigatura dei pavimenti; la dotazione alla chiesa delle strumentazioni minimali e funzionali necessarie per la ripresa delle attività liturgiche.
Si ricorda che l’edificio è chiuso dal 5 marzo 2015, data in cui un cedimento strutturale del tetto lo rese pericolante.

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