di Fiore Sansalone
È uscito lo scorso 6 giugno “Il Sud che balla”, il nuovo progetto musicale firmato da Sandro Sottile, autore roglianese di testi e musiche, con la direzione artistica e gli arrangiamenti curati da Francesco Altomare. Artwork by, Giuseppe Sottile.
Registrato presso il RSP Studio Rogliano, questo lavoro rappresenta un viaggio emozionale e culturale nel cuore pulsante del Sud Italia, tra pizziche, tarante e tarantelle.
L'album contiene nove brani inediti, ognuno dei quali racconta, in modo autentico e vibrante, storie, paesaggi e sentimenti che appartengono alla tradizione meridionale. Tra i pezzi più significativi spiccano due canzoni che rievocano pagine intense della storia del Mezzogiorno:
"Qui si fa l’Italia o si muore", una rivisitazione del Risorgimento vista dalla parte dei briganti,"Giosafatte Talarico", dedicato al celebre brigante originario di Panettieri.
Non mancano omaggi al territorio e alle sue tradizioni, come “Luminere”, che celebra il paese di Pentone (CZ), o “Sotto la luna del Gargano”, in cui la magia del promontorio pugliese prende vita grazie alla collaborazione con i Rione Junno, storica formazione musicale di Monte Sant’Angelo.
Un altro momento di forte energia arriva con “Ritmo mediterraneo”, che vede la partecipazione della talentuosa Ylenia Cuzzolino del gruppo Taranta Nova, a conferma della vocazione inclusiva e dialogante di questo progetto.
Ad accompagnare l’uscita dell’album, è stato pubblicato anche il videoclip del brano che dà il titolo al disco: “Il Sud che balla”, girato tra i vicoli di Cuti (Ruga), per la regia di Giuseppe Sottile. Il video vede protagonisti le danzatrici della Mary Dance Stars di Mariateresa Marcianò e della International Dance Academy, con le coreografie firmate da Michele Bevacqua. Tra gli interpreti anche Mariachiara Alessio e il giovanissimo Filippo Aiello, che con la loro presenza rendono il tutto ancora più coinvolgente e genuino.
Con “Il Sud che balla”, Sandro Sottile ci regala non solo un album musicale, ma un vero e proprio manifesto d’amore per il Sud: un Sud che non smette di raccontarsi, di suonare, di danzare. Un Sud che resiste, vibra e incanta.
In un'epoca in cui le radici culturali rischiano di essere dimenticate, “Il Sud che balla” si impone come un’opera necessaria: un invito a riscoprire l’identità attraverso la musica, il ritmo e la memoria collettiva. È un tributo al Sud che resiste con fierezza, che si esprime con il corpo e con il cuore, e che continua a tramandare la propria storia… ballando.










