di Fiore Sansalone
L’amministrazione comunale di Mangone, con il sindaco Orazio Berardi, ha presentato, nelle scorse ore, il cartellone estivo 2025, ricco di appuntamenti, colori e suoni. Un invito aperto non solo ai residenti, ma anche a chi ha lasciato il cuore tra queste colline del Savuto e cerca ogni anno una scusa per tornare. “Restate a Mangone” – gioco di parole che è promessa e invito – raccoglie e rilancia le energie di un’intera comunità, tra tradizione e desiderio di condivisione.
Dal 21 giugno al 3 ottobre, la cittadina savutana si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto: sport, giochi popolari, gastronomia, arte, musica e spiritualità si intrecciano in un percorso che valorizza le sue anime diverse. Si parte con il torneo giovanile Palla al centro e si passa per eventi cult come il Beer Fest, la Gara di Briscola e Destinazione ’90, che promette di far ballare anche i più nostalgici.
Spiccano nomi come Mimmo Cavallaro (20 luglio) e Michele Zarrillo (13 settembre), che porteranno musica e poesia tra le vie del paese. Spazio anche alla bellezza con la terza edizione di Miss Italia Mangone, e ai sapori autentici con la Sagra del tartufo di Pizzo (28 luglio). L’arte prende vita con la Estemporanea di pittura e la rassegna teatrale Antonella Borgia, mentre il cuore spirituale batte con la festa della Madonna dell’Arco, che chiuderà l’estate insieme ai tradizionali Pignatari.
Fiore all’occhiello del cartellone, l’evento Ricoglitive – Ritroviamoci a Mangone, giunto alla VI edizione, diventa simbolo di un paese che sa ritrovarsi e rinnovarsi, accogliendo con calore chiunque voglia far parte della sua storia.
Tra le righe di questo programma non c’è solo intrattenimento: c’è un’identità che si riafferma, un tessuto sociale che si ricuce, una memoria che si rinnova. Perché a Mangone, d’estate, non si resta solo per il fresco o per un concerto: si resta per ritrovare un senso di casa.
Tra le righe di questo programma c’è il passo lento di chi si prende il tempo per stare insieme, sotto le luci calde di una sera d’estate. C’è la voglia di far rivivere il centro storico, di ascoltare una voce dal vivo, di riconoscersi tra un panino con la nduja e una risata a carte. A Mangone l’estate non è solo calendario: è un modo di abitare il proprio paese, di aspettare chi torna, di non smettere di crederci.

Il sindaco: Orazio Berardi









