Il celebre valzer calabrese si veste di nuove sonorità nel mini album “Io sono Calabria”
C’è un filo sottile che lega la nostalgia alla musica. Un filo che attraversa generazioni, partenze, amori difficili e radici mai dimenticate. Roberto Bozzo lo afferra con sensibilità e coraggio artistico e lo trasforma in emozione pura nel suo nuovo lavoro discografico.
La bellissima sorpresa arriva da “Calabrisella mia”, storico brano della tradizione popolare calabrese che, nel nuovo riarrangiamento firmato da Bozzo, cambia pelle senza perdere anima. Anzi, acquista una dimensione completamente nuova.
Quel famoso valzer che tutti conoscono si trasforma infatti in una raffinata ballad pop-rock dalle sfumature romantic dark, intensa, elegante e sorprendentemente moderna. Un ascolto che colpisce subito per profondità emotiva e atmosfera.
In questa nuova veste, “Calabrisella mia” diventa il racconto malinconico di tutti quei calabresi costretti a lasciare la propria terra, ma anche il canto delicato di chi continua ad amare nonostante gli ostacoli della vita. C’è dentro il dolore della distanza, il peso delle partenze, ma anche una dolcezza struggente che accompagna ogni nota.
Ed è proprio questo “sentiment” a rappresentare il cuore pulsante di “Io sono Calabria”, il mini album che Roberto Bozzo si prepara a consegnare al pubblico. Un EP che si annuncia come un vero viaggio musicale ed emotivo dentro l’anima più autentica della Calabria.
La tracklist si apre con l’omonimo singolo “Io sono Calabria”, manifesto artistico e identitario dell’autore. Un brano che dipinge una Calabria inedita, raccontata con uno sguardo insieme poetico e realistico: una terra meravigliosa, ricca di tesori e bellezza, ma allo stesso tempo segnata da contraddizioni, difficoltà e ferite profonde. Una Calabria quasi “dannata”, ma impossibile da non amare.
Il percorso musicale continua poi con tre brani dedicati alle minoranze linguistiche calabresi – occitana, grecanica e arbëreshë – a testimonianza di un lavoro di ricerca culturale e identitaria raro nel panorama musicale contemporaneo.
Poi arriva “Australia”, probabilmente uno dei momenti più toccanti dell’intero progetto, dedicato alla grande emigrazione calabrese del secondo dopoguerra. Un pezzo che parla di valigie, sacrifici, sogni e nostalgia. Di chi è partito inseguendo un futuro migliore senza mai riuscire davvero a staccarsi dalla propria terra.
A chiudere il cerchio c’è proprio questa intensa versione di “Calabrisella mia”, che sembra quasi raccogliere e sintetizzare tutto il senso dell’album.
Con “Io sono Calabria”, Roberto Bozzo conferma ancora una volta la sua instancabile voglia di esplorare nuovi mondi musicali, riuscendo nell’impresa più difficile: sperimentare senza perdere identità. I diversi generi, gli strumenti e i linguaggi utilizzati si fondono in maniera naturale, coerente e profondamente personale.
Ne viene fuori un piccolo grande tesoro musicale. Un album sincero, coraggioso e autentico, che racconta la Calabria attraverso gli occhi innamorati di un figlio che ha scelto di restare, di crederci e di lottare nonostante tutto.
Tutti i brani sono già disponibili sulle principali piattaforme musicali. E forse, oggi più che mai, vale davvero la pena fermarsi ad ascoltarli.










