di Benedetta Chieffallo

Roccelletta di Borgia (CZ) – Tra le pietre millenarie della Basilica di Santa Maria della Roccella, EMAN ha trasformato il concerto in un racconto collettivo di musica, identità e appartenenza. Una serata intensa quella vissuta ieri nell’ambito del Venitinda Fest 2026, rassegna promossa dal Parco Archeologico Nazionale di Scolacium che unisce archeologia e arti performative. 

Alle 22, sotto una scenografia dominata dalla luce viola, Emanuele Aceto, in arte EMAN, è salito sul palco accompagnato da tastiere, basso e batteria. Fin dalle prime battute è emersa la cifra di un artista difficile da incasellare: reggae e dancehall si intrecciano con sonorità dark, electro-rock e canzone d’autore, in un percorso musicale personale e riconoscibile.

La voce calda e graffiante di EMAN ha guidato una scaletta serrata, costruita senza grandi interruzioni e capace di alternare energia e momenti di maggiore introspezione. Tra questi, particolarmente significativo è stato “Milano”, brano che racconta la solitudine e lo spaesamento della vita nella metropoli. «Senti com’è fredda Milano, mi sento solo quassù in città»: parole che, nella dimensione dal vivo, hanno assunto un significato ancora più forte, trasformando la nostalgia per il Sud in un sentimento condiviso da un’intera platea

Ma è stato soprattutto il racconto personale dell’artista a dare profondità alla serata. EMAN ha parlato del proprio rapporto con la balbuzie, difficoltà vissuta fin dall’infanzia e diventata, nel tempo, parte di un percorso di crescita nel quale la musica ha avuto un ruolo fondamentale. Il palco, da limite, si è così trasformato in uno spazio di libertà e di espressione.

Il rapporto con la Calabria è tornato più volte nel corso della serata. La dedica di “Svegliati”, uno dei suoi primi brani, è diventata un invito a ritrovare orgoglio e consapevolezza delle proprie radici. Un messaggio accompagnato da parole rivolte anche al ricordo della mamma e del papà, e dalla volontà di vivere senza paura: «Tutto ciò che ci rende vivi fa male, ed è proprio questo il bello di vivere».

Non è mancato il tema dell’impegno civile. EMAN ha ribadito la propria contrarietà alla guerra e alle logiche di potere che sacrificano la pace, rivolgendo un pensiero anche alla tragedia palestinese. Sul palco è arrivata “Barricate”, brano che affronta il tema delle divisioni e dei muri, tanto fisici quanto ideologici.

La serata di Scolacium è stata inoltre l’occasione per presentare “Magarìa”, il nuovo progetto discografico dell’artista. Un titolo profondamente legato alla cultura calabrese, che richiama la magia, il fascino arcano, il sortilegio. Un nome che sembra descrivere anche ciò che è accaduto sul palco: la capacità della musica di mettere insieme storie, generazioni e sensibilità diverse.

Al termine del concerto, tra applausi e richieste di un ritorno sul palco, è rimasto il ritratto di un artista che ha scelto di fare della propria terra non soltanto un tema, ma una parte essenziale della propria identità musicale.

E proprio uno dei suoi versi sembra racchiudere il senso della serata:

«Non può esser tutto marcio quello che tu vedi,
non può esser sempre peggio di com’era prima…»

Una frase che diventa un invito a non arrendersi all’idea di una Calabria “tutta da buttare”, ma a riconoscerne le contraddizioni, le ferite e, soprattutto, la possibilità di costruire un futuro diverso.  

 

BENEDETTA CHIEFFALLO
Author: BENEDETTA CHIEFFALLO
Biografia:
Benedetta Chieffallo, 27 anni, è una giovane autrice originaria della Calabria, dove nasce e sviluppa il suo primo interesse per la scrittura e la cultura. Dopo il trasferimento a Roma per motivi di studio, si laurea in Lettere e Culture Moderne alla Sapienza Università di Roma, città in cui prosegue tuttora il suo percorso accademico. Attualmente è specializzanda in Editoria e Scrittura presso lo stesso ateneo, dove sta completando la propria formazione e approfondendo le dinamiche del mondo editoriale e della comunicazione culturale. La passione per la scrittura si traduce nel tempo in esperienze di narrativa, giornalismo e scrittura creativa. Ha collaborato con diverse testate regionali realizzando articoli e recensioni e, nel 2019, un suo racconto è stato pubblicato nell’antologia L’antivirus, a cura di De Filippo, per Edizioni Erranti. Ha inoltre partecipato a concorsi di scrittura e cinematografia, ottenendo riconoscimenti e premi per i propri lavori. Accanto alla letteratura coltiva interessi che spaziano dalla musica al cinema fino agli spettacoli dal vivo, ambiti che segue con attenzione e sui quali scrive abitualmente. È proprio dall’incontro tra queste passioni e la scrittura che prende forma il suo percorso, oggi sempre più orientato verso il giornalismo culturale e il mondo dell’editoria.


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