di Fiore Sansalone
ROGLIANO – Ci sono canzoni che non invecchiano. Attraversano il tempo, custodiscono ricordi, riaccendono emozioni e, per qualche ora, riescono persino a far tornare tutti un po’ più giovani. È quello che è accaduto a Rogliano, dove le intramontabili melodie dei Dik Dik hanno conquistato piazza Piccadilly, regalando un finale carico di emozioni alla 22ª edizione della Festa dell’Emigrante.
Un vero e proprio fiume di gente ha accompagnato l’ultima serata della manifestazione organizzata dall’associazione Piccadilly & Friends, presieduta da Masino Cozza. Una piazza gremita, tante generazioni insieme e un’atmosfera di festa hanno fatto da cornice a un appuntamento che, anno dopo anno, è diventato parte della tradizione dell’estate roglianese.

Ma la Festa dell’Emigrante è molto più di una manifestazione musicale. È soprattutto una festa della memoria e delle radici. Un modo per rendere omaggio ai tanti uomini e alle tante donne di Rogliano e del Savuto che negli anni hanno lasciato la propria terra, spesso affrontando sacrifici enormi, per cercare altrove un futuro migliore.
Persone partite con una valigia piena di speranze e con il paese sempre nel cuore. Famiglie divise dalla distanza, affetti custoditi attraverso lettere, telefonate e ritorni attesi per mesi. Storie che appartengono alla memoria collettiva di un territorio e che questa festa continua a tenere vive, trasformando la nostalgia in incontro e la lontananza in un grande abbraccio.
Sul palco della piazzetta Piccadilly sono saliti il sindaco di Rogliano Giovanni Altomare, il presidente del Consiglio comunale Antonio Simarco e il presidente di Piccadilly & Friends Masino Cozza.
Cozza ha voluto ringraziare quanti hanno contribuito alla riuscita della 22ª edizione: collaboratori, volontari, sponsor e Amministrazione comunale, rivolgendo un particolare ringraziamento al sindaco. Dietro il successo della manifestazione c’è infatti il lavoro di tante persone che, con passione e spirito di appartenenza, ogni anno mettono a disposizione tempo ed energie.
Altomare e Simarco, nel sottolineare il valore della Festa dell’Emigrante e la sua capacità di richiamare ogni estate tantissime persone a Rogliano, hanno espresso parole di apprezzamento anche per i Dik Dik, protagonisti di una serata capace di unire pubblico e generazioni attraverso la musica.
Particolarmente significativo il momento dedicato agli omaggi alla storica band lombarda. Ai Dik Dik è stata consegnata una targa con una dedica semplice ma densa di significato: «Ai Dik Dik che da 60 anni ci accompagnano con i loro brani e le loro melodie».
E quella tra Rogliano e il gruppo è una storia che viene da lontano.
Per ricordare il primo concerto dei Dik Dik a Rogliano, nel 1979, in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna delle Grazie, alla band è stato donato anche un banner realizzato da Giovanni Anastasio. Un salto indietro di quasi mezzo secolo che ha reso ancora più suggestivo il ritorno del gruppo nella cittadina del Savuto.
Poi le parole hanno lasciato spazio alla musica.
Ed è bastato ascoltare le prime note perché piazza Piccadilly si trasformasse in un grande coro. Sul palco sono tornate a vivere alcune delle canzoni che hanno segnato la storia della musica italiana: “Sognando California”, “Senza luce”, “L’isola di Wight”, “Il primo giorno di primavera”, “Io mi fermo qui”, “Viaggio di un poeta” e tanti altri successi.
Brani che per molti significano giovinezza, primi amori, estati lontane e ricordi custoditi gelosamente. Il pubblico ha cantato insieme alla band, accompagnando le melodie parola dopo parola. I più giovani hanno scoperto il fascino di canzoni nate decenni fa; chi quelle canzoni le ascoltava già allora ha potuto invece riaprire, almeno per una sera, il cassetto dei ricordi.
Sessant’anni di musica sembrano scomparire quando una piazza intera canta la stessa canzone.
Ed è forse proprio questa l’immagine più bella lasciata dalla serata: una comunità riunita sotto il palco, tra musica, memoria e appartenenza. Una fotografia che racchiude anche lo spirito più autentico della Festa dell’Emigrante, nata per ricordare chi è partito ma anche per celebrare quel legame invisibile che continua a unire chi vive lontano alla propria terra d’origine.
Con il concerto dei Dik Dik cala così il sipario sulla 22ª Festa dell’Emigrante, tra applausi, emozioni e la soddisfazione degli organizzatori per una manifestazione che ancora una volta ha saputo richiamare un pubblico numeroso.
Le luci di piazza Piccadilly si spengono, ma resta l’eco delle canzoni e di una serata difficile da dimenticare.
E mentre l’ultima melodia lascia spazio ai saluti, c’è già una promessa che guarda alla prossima estate: l’appuntamento è al prossimo anno, per una nuova Festa dell’Emigrante e per un altro grande abbraccio a tutti i roglianesi e agli abitanti del Savuto sparsi nel mondo.
Foto, di Antonio Simarco









