di Fiore Sansalone
A meno di un anno dalle elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale, a Rogliano, si muovono i primi tasselli della partita politica. Un gruppo trasversale di “strateghi” locali – noti per la capacità di orientare i consensi spostando pacchetti di voti da una parte all’altra ad ogni tornata elettorale – ha individuato il proprio candidato alla carica di sindaco: si tratta di un avvocato molto stimato in paese, che in passato aveva già declinato proposte simili.
«Questa volta è quella giusta», assicurano gli artefici dell’operazione. Secondo quanto trapela, il professionista avrebbe già sciolto le riserve e sarebbe pronto a scendere in campo: «Nella primavera del 2026 – dicono convinti – siederà sullo scranno più alto dell’assise».
Il gruppo promotore, a prevalenza centrodestra ma con qualche elemento proveniente dal centrosinistra deluso dalle recenti gestioni del Partito Democratico, potrebbe rappresentare un ostacolo concreto per i due schieramenti tradizionali. «Dopo oltre trent’anni di egemonia del centrosinistra – fatta eccezione per il quinquennio 2001-2006 a guida Oliveti – Rogliano ha bisogno di cambiare rotta», spiegano.
La candidatura si muoverebbe all’interno di una lista civica, con il coinvolgimento di donne e giovani professionisti del territorio. Tra i nomi già emersi figurano un medico e un architetto, segnale di una volontà di rinnovamento e apertura. L’obiettivo dichiarato è quello di “ridare speranza” a una comunità che oggi chiede sviluppo, lavoro e prospettive per i più giovani.
«Stiamo lavorando – affermano – a un programma amministrativo di qualità, snello ma concreto. Siamo pronti a dire la nostra, per riportare Rogliano agli albori di un tempo. Attendiamo adesioni alla nostra proposta civica».
A Rogliano si profila l’ennesima partita politica giocata non solo sui contenuti, ma sulle geometrie variabili delle alleanze e delle influenze personali. Il ritorno in campo di figure stimate, come l’avvocato in questione, potrebbe effettivamente smuovere gli equilibri storici del paese. Tuttavia, resta da capire se dietro il volto nuovo si celi davvero una nuova visione, oppure solo l’ennesima strategia vecchio stampo travestita da novità. Il giudizio finale spetterà, come sempre, agli elettori. E il tempo delle promesse, presto, lascerà spazio ai fatti.









