di Fiore Sansalone
Calabresi, oggi e domani voteremo per il rinnovo del Consiglio regionale della Calabria.
Non è solo un rito democratico, non è un passaggio di calendario: dalle urne usciranno gli uomini e le donne che guideranno la nostra regione, che avranno nelle mani decisioni pesantissime. Perché sarà il prossimo governo regionale a dire se avremo ospedali funzionanti o reparti chiusi, se le nostre strade resteranno piene di buche o finalmente sicure, se i fondi europei diventeranno sviluppo o l’ennesima occasione sprecata. Saranno loro a decidere se i nostri giovani potranno costruire qui il loro futuro o se continueranno a partire con la valigia in mano.
Questa volta non si vota solo un nome: si votano scelte concrete su sanità, lavoro, trasporti, scuola, ambiente. E il prossimo Consiglio regionale dovrà farsene carico.
Tre i candidati in corsa: Roberto Occhiuto, presidente uscente, sostenuto da 8 liste (Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega, Occhiuto Presidente, Forza Azzurri, Noi Moderati, Democrazia Cristiana-Udc e Sud chiama Nord-Partito Animalista);; Pasquale Tridico, candidato del centrosinistra, sostenuto da 6 liste (Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Democratici e Progressisti, Casa Riformista, Lista Tridico Presidente e Alleanza Verdi e Sinistra); infine Francesco Toscano, sostenuto da Democrazia Sovrana Popolare, partito di cui è presidente.
Come si vota: riceveremo una scheda con i simboli delle liste. Barrando il simbolo scelto, il voto andrà anche al candidato presidente collegato. Si può esprimere una preferenza scrivendo il nome di un candidato consigliere della stessa lista. Sarà possibile, altresì, esprimere fino a due preferenze per i candidati al Consiglio regionale, a condizione che siano di sesso diverso, altrimenti la seconda preferenza sarà annullata. Non è consentito il voto disgiunto: non si può votare un candidato presidente e, insieme, una lista che sostiene un altro.

Andare a votare significa esserci, dire quale Calabria vogliamo: una regione che tenga i giovani qui e non li costringa a partire, che faccia della sua bellezza un’occasione e non un rimpianto.
Lo so, la sfiducia è tanta. Ma non scegliere vuol dire rinunciare.
Per questo vi rivolgo un appello semplice: andate a votare. Per voi, per i vostri figli, per la Calabria.









