Roberto Occhiuto si riconferma alla guida della Calabria con un successo ampio e netto. Il governatore uscente, sostenuto dal centrodestra unito, ha raccolto circa il 58 per cento dei voti, distanziando in modo significativo Pasquale Tridico, candidato del campo progressista, fermo attorno al 41 per cento. Molto più indietro Francesco Toscano, leader di Democrazia Sovrana Popolare, che non ha superato la soglia dell’uno per cento.
Un trionfo personale e politico che consolida la posizione di Occhiuto come figura di riferimento per la coalizione, in una regione che conferma il proprio orientamento verso il centrodestra. Tuttavia, dietro il dato elettorale resta un’ombra non secondaria: l’affluenza si è fermata al 43,14 per cento, in calo rispetto alle precedenti regionali. Su quasi un milione e novecentomila elettori, più di uno su due ha scelto di non recarsi alle urne. Un segnale di distacco e sfiducia che pesa sulla politica calabrese e che lo stesso Occhiuto non potrà ignorare.
Nel suo primo discorso dopo la riconferma, il presidente è apparso soddisfatto ma misurato. Ha parlato di un risultato “che mi aspettavo, perché ho percepito grande entusiasmo attorno al lavoro fatto in questi anni”, ma soprattutto ha indicato la direzione dei prossimi mesi. “Ora è il momento di pacificare la Calabria – ha detto – perché la campagna elettorale è stata per certi aspetti molto brutta, segnata da attacchi personali e da troppe fake news. Da domani mi rimetto al lavoro per unire, non per dividere.”
Il primo obiettivo dichiarato è quello della sanità. Occhiuto ha ribadito la volontà di ottenere rapidamente la fine del commissariamento, sottolineando che “dopo anni di sacrifici, la Calabria è pronta a gestire in autonomia il proprio sistema sanitario”. Ha ricordato con orgoglio l’apertura del reparto di cardiochirurgia pubblica a Cosenza, da lui voluta e difesa nonostante le polemiche: “Prima era nel privato, oggi è nel pubblico. È un segnale forte, perché la sanità deve essere un diritto di tutti e non un privilegio per pochi.”
Pasquale Tridico, dal canto suo, ha riconosciuto la sconfitta con fair play, ammettendo le difficoltà di una campagna organizzata in tempi stretti. “È una grande delusione, ma anche una prova importante – ha detto –. Abbiamo cercato di costruire una proposta seria e abbiamo dato una risposta vera ai calabresi, pur sapendo che la sfida era difficile. Ho chiamato Occhiuto per fargli i miei complimenti. Continueremo a lavorare per la Calabria e per rafforzare un’opposizione competente e costruttiva.” L’ex presidente dell’Inps ha anche sottolineato come la decisione di Occhiuto di dimettersi in anticipo per andare al voto abbia sorpreso il centrosinistra, costringendolo a correre contro il tempo per strutturare la propria alleanza.
Più defilato il commento di Francesco Toscano, che ha definito il suo risultato “un segnale controcorrente in un contesto dominato da due blocchi sempre più simili”. Toscano ha rivendicato “una voce fuori dal coro, che continuerà a esistere anche fuori dalle istituzioni”.
Nel dettaglio dei voti, Forza Italia si conferma il partito più forte della regione con circa il 18 per cento, seguita da Fratelli d’Italia e dalla lista civica “Occhiuto Presidente”, che contribuiscono a consolidare la maggioranza in Consiglio. Nel campo progressista il Partito Democratico rimane la principale forza ma non sfonda; il Movimento 5 Stelle e le liste ecologiste raccolgono risultati inferiori alle attese, mentre la lista “Tridico Presidente” aggiunge un contributo limitato ma coerente con il totale della coalizione.
Il nuovo successo di Occhiuto non è soltanto una riconferma ma l’apertura di una nuova fase. Il governatore eredita una regione complessa, ancora attraversata da fragilità economiche e sociali profonde, ma con la possibilità di dare continuità a progetti avviati e di accelerare sulle riforme. Dovrà però confrontarsi con la sfida più difficile: restituire fiducia ai cittadini che hanno smesso di credere nella politica.
“Pacificazione”, ha detto, sarà la parola chiave di questo mandato. Se riuscirà a tradurla in azione, se saprà rendere inclusivo il consenso raccolto e aprire davvero una stagione di cooperazione istituzionale, la sua vittoria potrà segnare non solo la continuità di un percorso amministrativo, ma anche l’inizio di un cambiamento più profondo per la Calabria.









