A Marzi il clima politico si fa sempre più teso. Dopo l’articolo pubblicato nei giorni scorsi sul nostro giornale in merito all’incontro di Pedolata, arriva una smentita netta e senza sfumature da parte del gruppo “Marzi Democratica”.
“Nessun invito, da parte di chicchessia, è stato rivolto al nostro gruppo per la riunione di Pedolata”, precisano con fermezza, respingendo al mittente ogni ipotesi di coinvolgimento nella nascita di un nuovo gruppo civico alternativo all’attuale amministrazione comunale.
Una presa di distanza chiara, che va ben oltre la semplice precisazione. “Marzi Democratica” rivendica infatti una linea politica autonoma e coerente, ribadendo la propria contrarietà a operazioni che definisce senza mezzi termini “ammucchiate”.
“Siamo un gruppo serio – si legge nella nota – e siamo sempre stati contrari a questo tipo di dinamiche. Continueremo a seguire la nostra linea, attenta alle problematiche della comunità, che sono davvero tante e che questa amministrazione non riesce a risolvere”.
“Il nostro gruppo è sulla scena politica da oltre 30 anni, ed ha contribuito in modo determinante allo sviluppo ed alla crescita della comunità, rigettando sempre qualsiasi forma di inciucio che potesse in qualche misura violare i valori fondanti del gruppo stesso”.
Parole che diventano subito attacco politico. Il giudizio sull’operato della maggioranza è duro: “È facile amministrare l’ordinario. Ci vogliono fatti, non chiacchiere”.
Ma la parte più pungente arriva nel finale, con un passaggio che sa di stoccata interna. Il gruppo non risparmia una frecciata ai tre consiglieri comunali eletti alle scorse elezioni – Vincenzo De Luca, Yuri Merenda e Armando Altimari – oggi fuori da “Marzi Democratica”: “Si sono dimessi dal gruppo, ma non dal Consiglio comunale. E questo la dice lunga”.
Una frase che pesa, e che riaccende i riflettori sulle dinamiche politiche interne e sugli equilibri ancora instabili all’interno dell’opposizione.
La vicenda Pedolata, invece di chiarirsi, si arricchisce dunque di nuovi elementi e tensioni. E mentre i gruppi si smarcano e si posizionano, una cosa appare evidente: a Marzi la campagna elettorale, anche se non dichiarata, è già iniziata.









