di Fiore Sansalone
ROGLIANO – Altro che coalizione compatta. Altro che continuità amministrativa. Dentro “Rogliano di Tutti” è ormai scoppiata una guerra politica vera, feroce, sotterranea ma neanche troppo, in vista delle amministrative della primavera 2027.
Il centrosinistra roglianese si prepara a una resa dei conti che rischia di lasciare macerie politiche pesanti. Sul tavolo c’è la candidatura a sindaco e, a quanto pare, nessuno sarebbe disposto a fare un passo indietro.
Secondo i bene informati, sarebbero almeno tre i pretendenti pronti a contendersi la fascia tricolore: il sindaco uscente Giovanni Altomare, il vicesindaco Francesco Altomare e l’assessore ai Lavori pubblici Fernando Sicilia. Tre nomi, tre aree, tre ambizioni diverse che stanno facendo saltare gli equilibri interni di una maggioranza che fino a ieri cercava di mostrarsi unita.
Il primo cittadino uscente, Giovanni Altomare, starebbe ragionando seriamente sulla possibilità di tentare il terzo mandato. Un’ipotesi che, fino a qualche mese fa, sembrava improbabile ma che oggi tornerebbe con forza nei corridoi della politica locale. Altomare può contare ancora su una parte importante del Partito democratico e su un blocco moderato e centrista che, nonostante le tensioni degli ultimi anni, continuerebbe a considerarlo il candidato più competitivo.
Ma il vero problema per il sindaco sarebbe ormai interno alla sua stessa squadra.
Francesco Altomare, vicesindaco e uomo considerato per anni il naturale successore del primo cittadino, non avrebbe alcuna intenzione di restare alla finestra. Dopo una lunga militanza nel centrosinistra e dopo aver ricoperto ruoli chiave nell’amministrazione comunale, sarebbe pronto a reclamare il passaggio di consegne. Negli ultimi giorni, attorno al suo nome, si sarebbe mosso anche un gruppo di imprenditori locali che vedrebbe in lui il profilo ideale per guidare Rogliano nella prossima consiliatura.
E poi c’è Fernando Sicilia. L’assessore ai Lavori pubblici, da tempo sempre più presente e attivo sul piano politico, rivendicherebbe apertamente la candidatura sulla base di quello che viene definito un vero e proprio “patto di ferro” con l’area del Pd. Un accordo politico che, se confermato, rischierebbe di aprire definitivamente la frattura dentro la coalizione.
Tradotto: nessuno vuole fare il comprimario.
Il clima, raccontano i soliti bene informati, sarebbe già tesissimo. Telefonate, incontri riservati, prove di forza, contatti trasversali e primi movimenti elettorali starebbero animando un’estate che si preannuncia infuocata. E mentre all’esterno si prova ancora a parlare di unità, dietro le quinte sarebbe già partita la conta.
I pettegolezzi roglianesi, sempre attentissimi agli umori del Palazzo, danno oggi in pole position Giovanni Altomare, forte di una struttura politica ancora radicata e di una base elettorale consolidata. Ma la partita è apertissima e il rischio concreto è che il centrosinistra arrivi alle elezioni spaccato, logorato da personalismi e rivalità interne.
Una cosa, però, appare già certa: il nervosismo regna sovrano. E questa volta, più che gli avversari, a fare paura sembrano essere gli alleati di ieri.









