di Antonietta Malito

Aiello Calabro si conferma tra i protagonisti del percorso nazionale dedicato al Turismo delle Radici. Il sindaco Luca Lepore ha preso parte all'incontro organizzato alla Farnesina su invito del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, insieme ad amministratori locali, rappresentanti istituzionali e realtà territoriali impegnate nella valorizzazione del legame tra l'Italia e le sue comunità all'estero.

L'app untamento ha rappresentato un'importante occasione di confronto sulle strategie volte a rafforzare il rapporto con gli italiani nel mondo e con i loro discendenti, trasformando la memoria dell'emigrazione in una risorsa per lo sviluppo dei territori.

Per il primo cittadino aiellese è stata l'opportunità di presentare il percorso avviato dal Comune negli ultimi anni, finalizzato a consolidare il rapporto con gli emigrati e a promuovere la riscoperta delle proprie origini da parte delle nuove generazioni.

«Essere presenti alla Farnesina significa dare voce ad Aiello e agli aiellesi sparsi nel mondo», ha sottolineato Lepore, evidenziando come il legame con le proprie origini rappresenti oggi una delle risorse più preziose per il futuro delle piccole comunità.

La partecipazione all'incontro assume un significato ancora più rilevante alla luce del recente ingresso di Aiello Calabro nel circuito de I Borghi più Belli d’Italia, riconoscimento che valorizza il patrimonio storico, culturale e identitario del paese. Un traguardo che premia la qualità del centro storico, la ricchezza delle tradizioni locali e il lavoro svolto dall'amministrazione comunale per la promozione del territorio.

Il Comune ha aderito con convinzione al progetto nazionale del Turismo delle Radici promosso dal Ministero degli Esteri, sviluppando una serie di iniziative culminate nel 2024, Anno delle Radici, con il progetto “Scoprirsi Aiellesi”. Attraverso questa esperienza sono state organizzate attività e momenti di incontro destinati a rafforzare il rapporto con gli emigrati e con le comunità di origine aiellese presenti nei diversi continenti.

Tra le iniziative più significative spicca l'intitolazione della villetta di località Aricella agli “Aiellesi nel Mondo”, un gesto simbolico pensato per rendere omaggio a quanti, pur vivendo lontano dalla propria terra, continuano a mantenere vivo il senso di appartenenza alla comunità di origine.

I risultati di questo lavoro iniziano già a manifestarsi concretamente. Sono infatti sempre più numerosi i discendenti degli emigrati che scelgono di tornare ad Aiello Calabro per riscoprire i luoghi della memoria familiare, approfondire la storia dei propri antenati e riallacciare il legame con le proprie radici. Un fenomeno che l'amministrazione considera non solo un importante valore culturale, ma anche un'opportunità per contrastare il calo demografico e favorire nuove prospettive di crescita economica.

Per il sindaco Lepore, il Turismo delle Radici va ben oltre la semplice promozione turistica e si configura come uno strumento capace di generare relazioni, attrarre visitatori, valorizzare le tradizioni locali e sostenere il tessuto economico del territorio.

«Investire sulle radici significa investire sul futuro», è il messaggio che l'amministrazione comunale continua a portare avanti, nella convinzione che cultura, storia, tradizioni popolari, eccellenze enogastronomiche e patrimonio identitario possano diventare motori di sviluppo per i borghi dell'entroterra.

All'incontro di Roma ha partecipato anche l'assessore Giuseppe Rocchetta, a testimonianza dell'impegno condiviso dell'intera amministrazione nel rafforzare il rapporto con gli aiellesi residenti all'estero.

La presenza alla Farnesina conferma il ruolo sempre più attivo di Aiello Calabro nel panorama nazionale del Turismo delle Radici, settore sul quale il Comune intende continuare a puntare per trasformare il patrimonio di storia, relazioni e identità in nuove opportunità di crescita e valorizzazione del territorio.

Perché, come ama ricordare Lepore, un paese che custodisce le proprie radici è un paese che sa guardare lontano. 

 

ANTONIETTA MALITO
Author: ANTONIETTA MALITO
Biografia:
Antonietta Malito, giornalista e scrittrice, si è laureata in Scienze Economiche e Sociali presso l’Università della Calabria, dove ha conseguito anche un Master in Management Pubblico. Coltiva, sin da bambina, una profonda passione per la scrittura, che l'ha portata a costruire un percorso professionale ricco e variegato nel mondo del giornalismo e della cultura. Direttore responsabile di Diario Pontino - Magazine di Latina, collabora stabilmente con La Voce del Savuto, di cui è stata direttore, e con La Voce agli italiani. È coordinatrice nazionale del Centro Studi "Atlantide" per le Arti e la Letteratura. Ha scritto per le testate giornalistiche: Edizione della Sera, La Provincia Cosentina, Calabria Ora, Calabria.Live (dove ha curato la rubrica domenicale “Nextelling”), il periodico Grimaldi 2000, la rivista internazionale MedAtlantic, il magazine di moda Life & People, il giornale online Italiani.it (la rete globale degli italiani nel mondo), e per i portali internazionali Malta.it, Parigi.it, Madrid.it, Toronto.it. Ha diretto la rivista culturale Tracce di un tempo. Opere pubblicate: Grimaldi, viaggio nel 2008; Grimaldi, I tesori del borgo smeraldo (vol. I); Trasparente, pensieri e poesie (Atlantide Edizioni); Fino all’alba (Bertoni Editore). Opere in coautoria: Savuto, sprazzi di folclore; Riti e tradizioni della Settimana Santa nel Savuto; Lungo le vie del tempo (Atlantide Edizioni). Ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo impegno culturale e giornalistico, tra cui il Premio Sabatum 2006 per il Giornalismo e il Premio Autori Italiani. Oltre alla scrittura, coltiva con passione anche la fotografia, l’arte, la natura e l’amore per gli animali.


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