di Fiore Sansalone
ROGLIANO – A meno di un anno dalle elezioni amministrative, la politica roglianese sembra aver scelto la strategia più prudente di tutte: non muoversi. Se nei mesi di aprile, maggio e giugno indiscrezioni, telefonate, cene riservate e candidature più o meno spontanee sembravano annunciare un'estate bollente, luglio ha riportato tutti con i piedi... ben piantati a terra.
Insomma, tutti fermi. Una sorta di "tana libera tutti", ma senza che nessuno abbia ancora deciso di uscire allo scoperto.
E sono fermi anche i cosiddetti "vannacciani", che La Voce del Savuto conosce bene. Un gruppo tutt'altro che trascurabile, capace – almeno sulla carta – di spostare gli equilibri nel campo del centrodestra. Per il momento, però, più che una corrente politica sembrano una riserva naturale: tutti li osservano, tutti li aspettano, ma nessuno sa quando entreranno davvero in scena.
Nel centrosinistra il quadro è tutt'altro che definito. Si continua a tenere il massimo riserbo, mentre la domanda resta sempre la stessa: chi sarà il candidato sindaco? Il primo cittadino uscente Giovanni Altomare, il vice Francesco Altomare oppure l'assessore Fernando Sicilia? Tre nomi, tre possibili strade e, almeno per ora, nessuna fumata bianca. Più che una scelta politica, sembra una partita a scacchi dove nessuno vuole muovere il primo pezzo.
Nemmeno il centrodestra appare particolarmente frenetico. Fratelli d'Italia continua a puntare sulla candidatura di Raffaele Davoli, mentre in casa Forza Italia il ventaglio resta aperto. In pole position figurano il consigliere comunale Giandomenico Costanzo, il medico Mario Buffone e il responsabile cittadino del gruppo "Rogliano 2026", Antonio Renzelli. Tre nomi, una sola candidatura e una domanda che continua a rimanere senza risposta.
Ma, come spesso accade a Rogliano, la politica ama sorprendere quando meno te lo aspetti. La vera novità potrebbe arrivare dagli ambienti vicini all'associazione "Vicolo Annunciata", dove si lavora ottotraccia. Le indiscrezioni parlano di settembre come del mese decisivo per sciogliere le riserve e presentare una candidatura che potrebbe rompere gli schemi tradizionali e togliere sonni tranquilli sia al centrosinistra sia al centrodestra.
Nel frattempo il calendario corre più veloce dei protagonisti. Luglio è ormai agli sgoccioli, agosto sarà probabilmente il mese delle feste patronali, delle vacanze e delle immancabili foto sui social. Poi arriverà settembre, quindi l'autunno e, con esso, il momento in cui non basteranno più i "si dice", i "forse" e i "vedremo".
Perché una cosa è certa: le elezioni non aspettano nessuno. E se la politica continua a rimanere ai box, prima o poi qualcuno sarà costretto ad accendere il motore. Anche perché, come insegna il vecchio proverbio, chi parte troppo tardi rischia di trovare già occupati tutti i posti in prima fila.









