di Fiore Sansalone
ROGLIANO – L’estate è finita, le feste pure. Le luminarie sono state smontate, le ferie archiviate e settembre sta per consegnarsi al calendario. A Rogliano, però, c’è qualcosa che ancora non si vede: un candidato a sindaco.
Anzi, a voler essere precisi, di potenziali candidati se ne intravedono parecchi. È il candidato vero, quello con nome, cognome, lista e benedizione politica, che continua a mancare.
E così la lunga vigilia delle amministrative assomiglia per il momento a una partita nella quale le squadre sono negli spogliatoi, gli allenatori discutono la formazione e il pubblico aspetta. Il pallone, però, è ancora fermo a centrocampo.
Il voto ordinario è atteso nel 2027. L'attuale amministrazione guidata da Giovanni Altomare nasce infatti dalle comunali del 3 ottobre 2021. C'è dunque ancora tempo, ma non così tanto come potrebbe sembrare, soprattutto per chi dovrà mettere insieme coalizioni, programmi e liste.
Nella maggioranza una partita tutta da giocare
Il primo nodo riguarda proprio l’attuale area di governo.
I nomi attorno ai quali, secondo le indiscrezioni che circolano negli ambienti politici locali, si concentrerebbe il confronto sono tre: Giovanni Altomare, Francesco Altomare e Fernando Sicilia.
Il primo è il sindaco uscente. Il secondo è l’attuale vicesindaco. Il terzo siede in giunta come assessore. La composizione dell'attuale amministrazione conferma dunque che si tratta di tre figure centrali della maggioranza.
Chi la spunterà?
Per adesso nessuno mette le carte sul tavolo.
Una precedente ricostruzione politica aveva già indicato l'ipotesi di una nuova candidatura di Giovanni Altomare. Ma, allo stato attuale, non risulta una candidatura ufficializzata.
Ed è proprio questo il punto. Prima ancora di scegliere un nome, l'attuale area di maggioranza dovrà capire se presentarsi nel segno della continuità oppure preparare un passaggio di testimone.
Differenza non proprio secondaria.
Perché un conto è chiedere agli elettori di confermare un'esperienza amministrativa; altro è presentarsi con un nuovo candidato che di quella esperienza rivendichi l'eredità ma, inevitabilmente, anche qualche elemento di discontinuità.
Centrodestra, la candidatura che ancora non c’è
Se nella maggioranza si ragiona, nel centrodestra non sembra esserci molta più fretta.
Forza Italia punta ad avere un ruolo determinante nell'indicazione del candidato sindaco. Fratelli d’Italia, dal canto suo, non sembra intenzionata a limitarsi ad applaudire il nome scelto da altri. La Lega, almeno pubblicamente, mantiene invece un profilo più defilato.
Già nei mesi scorsi il dibattito era cominciato. Il consigliere Leonardo Citino aveva sollecitato Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati a convergere su un professionista dell'area, senza però renderne pubblico il nome.
Segno che il problema non nasce oggi.
Il centrodestra dovrà soprattutto decidere il metodo: prima il candidato e poi la coalizione, oppure prima la coalizione e successivamente il candidato?
Domanda antica quasi quanto la politica. E spesso capace di occupare più tempo della stesura del programma.
A complicare ulteriormente il quadro potrebbe esserci la componente che fa riferimento politicamente a Roberto Vannacci. Secondo informazioni raccolte in ambito locale, quest'area starebbe valutando una propria presenza nella competizione roglianese. Al momento, però, è corretto parlare di interlocuzioni e indiscrezioni, non di una candidatura formalizzata.
E poi ci sono i civici
Ridurre la partita a centrosinistra contro centrodestra sarebbe però un errore.
A Rogliano esistono gruppi e personalità che possono pesare indipendentemente dalle sigle nazionali.
Tra questi c'è l'area che fa riferimento al consigliere comunale Diego Sicilia, attualmente presente nell'assemblea cittadina.
C’è poi il gruppo riconducibile all’ex sindaco di Marzi, Rodolfo Aiello, che potrebbe rappresentare un altro elemento di aggregazione nel mosaico che si sta componendo.
Non è detto, insomma, che al momento decisivo la geografia delle liste coincida perfettamente con quella dei partiti.
Nelle elezioni comunali, soprattutto nei centri delle dimensioni di Rogliano, le appartenenze contano. Ma contano altrettanto i rapporti personali, le storie amministrative, le famiglie politiche e, particolare tutt'altro che trascurabile, la capacità di trovare sedici persone disposte a metterci nome, faccia e preferenze.
Ed è generalmente a quel punto che molte strategie elaborate davanti a un caffè incontrano la realtà.
L’incognita delle associazioni
C'è infine un mondo meno rumoroso della politica organizzata, ma da osservare con attenzione: l'associazionismo cittadino.
In particolare, gli occhi sono puntati sull’Associazione Vicolo Annunciata e sulle esperienze civiche che negli ultimi anni hanno animato il dibattito culturale e sociale roglianese.
Da lì potrebbe arrivare qualche sorpresa.
Non necessariamente una lista autonoma. Potrebbe essere un candidato, un gruppo di candidati o semplicemente un contributo capace di spostare gli equilibri di una coalizione.
Del resto, le amministrative hanno una caratteristica che i grandi strateghi qualche volta dimenticano: si vota a Rogliano, non a Roma.
E una tessera di partito, da queste parti, non sempre pesa più di una reputazione costruita in paese.
Dopo Natale si apriranno le danze?
La frase che circola più frequentemente negli ambienti politici è ormai diventata una specie di ritornello: «Dopo Natale si capirà tutto».
Può darsi.
Natale, nella politica locale, possiede del resto virtù taumaturgiche sconosciute ai comuni mortali. Scioglie riserve, ricompone coalizioni, moltiplica candidati e qualche volta trasforma vecchi avversari in compagni di lista.
Ma gennaio arriverà presto.
E a quel punto non basterà più far circolare nomi.
Serviranno candidati, coalizioni e soprattutto un'idea di Rogliano per i prossimi cinque anni: sviluppo economico, spopolamento, commercio, servizi, lavori pubblici, centro storico, politiche sociali, rapporti con gli altri comuni del Savuto. Temi che lo stesso dibattito pubblico recente ha riportato al centro dell'attenzione.
Perché alla fine gli elettori non saranno chiamati a scegliere chi ha vinto la lunga gara delle candidature.
Dovranno scegliere chi amministrerà Rogliano.
Per ora, dunque, molti aspiranti, qualche autocandidatura sussurrata, parecchie riunioni e nessun candidato ufficiale.
Settembre se ne va.
La campagna elettorale, invece, è già cominciata. Anche se, per il momento, quasi tutti fanno finta di niente.









