Presentata la proposta progettuale per la messa in sicurezza dell’area a rischio idrogeologico. L’intervento previsto ammonta a oltre 2,7 milioni di euro. Tra gli obiettivi anche il rilancio del Vivaio Tardo e il recupero di un collegamento importante per il territorio
Una strada interrotta da oltre vent’anni e un collegamento che il territorio attende di recuperare. L’Amministrazione comunale prova ora a compiere un passo concreto verso la riapertura dell’arteria Bocca Colle–Vivaio Tardo–Calendola, chiusa in seguito ai danni provocati dalle avverse condizioni meteorologiche del 2005.
È stata infatti presentata la proposta relativa al progetto esecutivo denominato “Interventi di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico in località Vivaio Tardo”, per un investimento complessivo quantificato in 2.763.112,87 euro.
Un intervento che parte da un problema rimasto irrisolto per molti anni e che non riguarda soltanto il ripristino della viabilità. La chiusura della strada ha inciso sui collegamenti e sulla possibilità di raggiungere agevolmente una zona che conserva risorse e potenzialità ancora da valorizzare.
Per arrivare alla redazione della progettazione esecutiva è stato ottenuto un finanziamento di 182.607 euro, previsto dal decreto ministeriale relativo ai fondi destinati alla progettazione. Disporre di un progetto esecutivo consente adesso all'ente di puntare al passaggio più impegnativo: reperire le somme necessarie per realizzare materialmente le opere.
La proposta è stata presentata nell’ambito della quota dell’8 per mille dell’Irpef a diretta gestione statale per l’anno 2026, nella categoria “Calamità naturali”. L’obiettivo è ottenere il finanziamento necessario per intervenire sull’area, metterla in sicurezza e restituire alla viabilità il collegamento.
Il progetto assume particolare rilievo anche per la presenza del Vivaio Tardo. Recuperare la strada significherebbe infatti rendere più facilmente accessibile questa realtà e creare condizioni migliori per una sua piena valorizzazione. Il vivaio viene considerato dall’Amministrazione una risorsa sulla quale costruire nuove opportunità per il territorio, a condizione che possa contare anche su collegamenti adeguati e sicuri.
C’è poi un aspetto che va oltre i numeri dell’opera pubblica. Ventuno anni di chiusura rappresentano un tempo lungo per una comunità. Una strada interrotta non è soltanto un tratto d’asfalto che non può essere percorso: modifica abitudini, allunga distanze e finisce per separare luoghi che per storia e geografia appartengono allo stesso territorio.
Da qui il significato attribuito dall’Amministrazione comunale alla proposta appena presentata. Riaprire l’arteria Bocca Colle–Vivaio Tardo–Calendola vorrebbe dire affrontare una criticità idrogeologica, ma anche recuperare una continuità perduta dal 2005.
Il percorso, naturalmente, non è ancora concluso. Dopo la progettazione occorre ottenere le risorse per l’esecuzione dei lavori. La candidatura sui fondi dell’8 per mille rappresenta proprio il tentativo di trasformare il progetto già predisposto in un cantiere e, successivamente, in una strada nuovamente percorribile.
L’Amministrazione comunale ribadisce in questo senso l’impegno a seguire l’iter, con una prospettiva che tiene insieme sicurezza del territorio, viabilità e sviluppo locale.
Dopo oltre due decenni, l’obiettivo è riportare quel collegamento alla sua funzione originaria. E fare in modo che una strada chiusa dal 2005 possa tornare, finalmente, a unire.









