di Omar Falvo
Sono passati secoli ormai dal glorioso passaggio del sovrano spagnolo Carlo V, un passaggio che ha interessato i territori di una valle straordinaria, quella scalfita dal fiume Savuto e circondata da boschi millenari. Ricchezze, potere, personaggi illustri, il Savuto è tutto questo. Oggi, questi territori sono stati “colpiti” da decine e decine di frane, colpa della pioggia? Non solo ovviamente! Colpa anche dell’abbandono: non vediamo più i cantonieri impegnati nella pulizia di ogni anfratto per permettere all’acqua un percorso privo di ostacoli, non intravediamo i colori delle coltivazioni, ormai migliaia di ettari sono abbandonati al triste destino delle sterpaglie.
Colpa della politica? No! La politica arriva al potere, legittimamente, solo grazie al voto dei cittadini: questa è la pura realtà. L’estinzione di tanti borghi, di antiche frazioni, è certificata. Sopravvivono al tempo dei semplici “puntini” isolati sulle carte geografiche, spesso datate e custodite in qualche vecchio cassetto di archivio.
Una vallata conosciuta nel corso della storia, una vallata che potrebbe ancora "scrivere" pagine indelebili. Eterni lavori stradali, ospedali depotenziati e servizi ai minimi storici. Il vero dato? Una “fuga”, stile Alcatraz, per carenza di lavoro, in primis.
Una “partenza” di massa che colpisce tutto il Sud e non solo la valle del Savuto. Una fuga “testimoniata” dalle case chiuse, da intere famiglie all’estero, e dai giovani alla ricerca di un lavoro fuori regione. Il futuro? Non basta la formula “panem et circenses” per un mese all’anno, e soprattutto non bastano le relazioni da "boom" di turisti. Andrà tutto bene? Chissà!









