Oggi, 18 marzo, in occasione della Giornata Nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus, la comunità di Rogliano si è raccolta in un momento di profonda commozione, silenzio e riflessione.
Alla presenza del sindaco Giovanni Altomare e del presidente del Consiglio comunale, Antonio Simarco, insieme al comandante della Compagnia Carabinieri, capitano Massimiliano Cervo, e al vice comandante della Stazione Carabinieri di Rogliano, maresciallo Alessio Filippi, è stato reso omaggio alle vittime con un gesto simbolico: la deposizione di fiori ai piedi dell’ulivo, piantato come segno di memoria per tutte le vittime della pandemia.

Un gesto semplice, ma carico di significato. L’ulivo, simbolo di vita, radici e speranza, rappresenta il legame profondo tra passato e futuro, tra il dolore vissuto e la volontà di non dimenticare.
Nel silenzio della cerimonia è stato possibile percepire il peso delle assenze, il dolore delle famiglie e il vuoto lasciato da chi non c’è più. Ogni nome, ogni storia, ogni vita spezzata resta impressa nella coscienza collettiva della comunità.
La commemorazione non è stata soltanto un momento di ricordo, ma anche un’occasione per riflettere su quanto vissuto negli anni della pandemia: la paura, l’isolamento, ma anche la forza, la solidarietà e il senso di umanità che hanno permesso di affrontare uno dei periodi più difficili della storia recente.
Ricordare, oggi, significa dare valore alla vita e trasformare la memoria in responsabilità. Significa continuare a sentirsi comunità, unita nel dolore ma anche nella speranza.
A tutte le vittime del coronavirus, e in particolare a quelle del territorio, è stato rivolto un pensiero profondo, accompagnato dall’impegno condiviso a non dimenticare.
Perché la memoria è un dovere. E il ricordo, oggi più che mai, resta un autentico atto d’amore.









