Ci sono luoghi che il tempo non riesce a cancellare. Luoghi che continuano a vivere nella memoria, nei racconti tramandati ai figli e ai nipoti, nel suono di un dialetto mai dimenticato. Cleto, per la signora Silvia Chiarello, è sempre stato uno di quei luoghi.
Questa mattina il piccolo borgo del Tirreno cosentino ha riabbracciato una sua figlia, emigrata in Canada insieme alla famiglia quando aveva appena undici anni. Un distacco vissuto troppo presto, che le aveva portato via la quotidianità della sua infanzia, ma non il legame profondo con la terra che l'ha vista nascere.
Accolta nel Palazzo comunale, Silvia ha intrapreso un viaggio che è andato ben oltre la semplice visita al paese. È stato un percorso tra documenti, ricordi e racconti, alla ricerca delle tracce lasciate dai nonni, dai bisnonni e da quella storia familiare che il tempo e la distanza non sono mai riusciti a spezzare.
L'emozione era tutta nei suoi occhi. Ogni nome ritrovato, ogni data ricostruita, ogni tassello della propria storia riportato alla luce rappresentava un pezzo di vita che tornava al suo posto. Accanto a lei c'erano le figlie e le nipoti, cresciute dall'altra parte dell'oceano ma educate all'amore per questa terra attraverso i "cunti", le tradizioni e persino il dialetto che Silvia ha custodito come un tesoro prezioso.
È in momenti come questi che il cosiddetto turismo delle radici rivela il suo significato più autentico. Non è soltanto un viaggio geografico, ma un ritorno dell'anima. È la ricerca della propria identità, il desiderio di riconoscersi nei vicoli di un borgo, nei volti della gente, nelle storie che hanno attraversato le generazioni.
L'Amministrazione comunale ha voluto condividere questo momento di profonda umanità, ringraziando il tour operator Vita Calabra Tours e Borgo Pietramala per l'organizzazione della giornata dedicata alla riscoperta delle origini.
Il ritorno di Silvia è il simbolo di un legame che l'emigrazione non è mai riuscita a spezzare. È la dimostrazione che, anche dopo una vita trascorsa lontano, esiste un luogo capace di chiamarti ancora per nome.
Cleto oggi non ha accolto soltanto una turista. Ha riabbracciato una sua figlia. E nel sorriso commosso della signora Silvia si è riflessa la storia di migliaia di calabresi partiti in cerca di un futuro migliore, ma che hanno continuato a custodire nel cuore il ricordo della propria terra.
Perché si può vivere lontano per una vita intera, ma le radici, quelle vere, continuano sempre a indicare la strada di casa.


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