di Fiore Sansalone
Ci sono persone che attraversano la nostra vita per un tempo troppo breve, ma riescono a lasciare un’impronta che gli anni non cancellano. Persone il cui ricordo continua a vivere nei luoghi, negli amici, nelle passioni condivise e in quelle immagini della giovinezza che il tempo rende ancora più preziose.
Serafina Villelli è una di queste.
Martedì 18 agosto, alle ore 21:00, il campo comunale di calcio “Peppino Rose” di Grimaldi diventerà il luogo della memoria e dell’affetto con il “Memorial Serafina Villelli”, iniziativa patrocinata dalla Pro Loco “Silvano Pettinato” e dall’Amministrazione Comunale di Grimaldi.
A volere fortemente questo momento è stata Gabriella Anselmo, legata a Serafina non soltanto da una profonda amicizia, ma anche dagli anni spensierati della giovinezza e da una passione che entrambe custodivano nel cuore: il calcio femminile.
«Ho voluto con grande orgoglio dedicare questo memorial ad una carissima amica che, sono sicura, sarebbe stata anche una carissima collega della scuola primaria se non ci avesse lasciati prematuramente», racconta Gabriella Anselmo.
Parole nelle quali convivono affetto e rimpianto. Perché inevitabilmente, quando si ricorda qualcuno che se n’è andato troppo presto, accanto alla gratitudine per ciò che si è vissuto rimane il pensiero di tutto quello che avrebbe ancora potuto essere.
Gabriella e Serafina erano amiche. Condividevano il tempo libero, le corse in bicicletta e quella libertà semplice di una giovinezza trascorsa insieme.
Poi c’era il pallone.
Negli anni in cui il calcio femminile doveva ancora conquistarsi molti degli spazi e dell’attenzione che avrebbe meritato, a Grimaldi un gruppo di ragazze scendeva in campo con entusiasmo, carattere e voglia di giocare.
La squadra aveva un nome che già raccontava tutta la loro determinazione: “Le Belve”.
E Serafina era la capitana.
«Oltre all’amicizia, al tempo libero ed alle scorrazzate con le bici, con lei ho condiviso la passione per il calcio femminile. Giocavamo nella stessa squadra “Le Belve”. Serafina era attaccante sull’ala sinistra ed io su quella destra».
Basta questa immagine per tornare idealmente a quei pomeriggi: due amiche sulle fasce opposte del campo, una a sinistra e l’altra a destra, pronte a cercarsi con il pallone.
Gabriella conserva nitidamente quella complicità sportiva:
«Abbiamo giocato con tutta la nostra determinazione, eravamo in sintonia e quando ci passavamo la palla di solito riuscivamo spesso a fare goal».
Una frase semplice che racchiude un mondo. L’amicizia che diventava intesa sul campo, la corsa verso la porta, un passaggio, un gol e la felicità genuina di ragazze che giocavano soprattutto perché amavano farlo.
Ma nel ricordo di Gabriella emerge soprattutto il carattere di Serafina:
«Serafina è stata un’amante della libertà ed una vera bomber del calcio femminile».
Amava il calcio, dunque, ma prima ancora amava la vita e la libertà.
Ed è probabilmente questa l’immagine più bella che il Memorial vuole restituire: non soltanto quella di una giovane calciatrice, ma quella di una ragazza piena di energia, capace di vivere intensamente le proprie passioni e di lasciare un segno profondo nelle persone che hanno avuto la fortuna di conoscerla.
La serata del 18 agosto avrà però anche un altro significato: trasmettere una memoria.
Perché quella delle ragazze che negli anni ’80 animarono i campionati femminili di Grimaldi è una piccola ma preziosa pagina della storia sportiva e sociale del paese. Una storia che merita di essere raccontata soprattutto ai più giovani.
Ed è proprio questo uno dei desideri più profondi di Gabriella Anselmo:
«Vorrei che le nuove generazioni sapessero e potessero conservare nel tempo il ricordo dei campionati femminili che si svolsero a Grimaldi negli anni ’80, in cui la protagonista era una ragazza di nome Serafina Villelli, la nostra “capitana”, una giovane che ha dato un grande contributo al calcio femminile».
Il Memorial diventa così qualcosa di più di una manifestazione sportiva.
Diventa un ponte tra generazioni.
Da una parte le ragazze di allora, con le loro magliette, i campi polverosi, le biciclette, le corse e i sogni. Dall’altra i giovani di oggi, chiamati a conoscere una storia che appartiene alla memoria della loro comunità.
E in mezzo c’è lei, Serafina.
La capitana.
L’ala sinistra.
La bomber.
L’amica.
Una ragazza che il tempo non è riuscito a cancellare dal cuore di chi le ha voluto bene.
Gabriella Anselmo la ricorda con parole che forse, più di ogni altra cosa, spiegano il senso dell’intera serata:
«Una ragazza solare scomparsa troppo presto, una giovane che amava la vita e la libertà, un esempio di capacità di impegno e di enorme vitalità».
Martedì sera, sul campo “Peppino Rose”, tornerà idealmente a rotolare quel pallone di tanti anni fa.
E forse, per una notte, sembrerà ancora di vedere due ragazze correre sulle fasce opposte del campo: Gabriella sulla destra, Serafina sulla sinistra.
Un passaggio.
Una corsa.
Un tiro verso la porta.
E il ricordo di un’amica che, finché qualcuno continuerà a raccontare la sua storia, continuerà a correre.









