ALTILIA – A volte una buona notizia non si misura soltanto nel numero dei posti di lavoro creati. Si misura nelle persone che possono finalmente immaginare di restare nella propria terra, nelle famiglie che vedono aprirsi una prospettiva diversa, nei giovani che non devono necessariamente preparare una valigia per cercare altrove ciò che il proprio territorio non è riuscito a offrire.
È questo il significato che assume la notizia diffusa dall’Amministrazione comunale di Altilia, che ha espresso grande soddisfazione per le nuove assunzioni registrate sul territorio.
Al centro c’è innanzitutto la struttura socio-sanitaria di Altilia, dove sono stati assunti diversi operatori provenienti dai Comuni della provincia, tra cui infermieri e OSS di Grimaldi, Aiello Calabro e dei centri vicini.
Una struttura che, dunque, non rappresenta soltanto un nuovo presidio di servizi e assistenza, ma comincia a produrre anche un effetto importante sul piano occupazionale.
E in territori che da anni fanno i conti con spopolamento, denatalità e partenza delle nuove generazioni, ogni nuova possibilità di lavoro assume un valore che supera quello del singolo contratto.
Professionisti da diverse zone della Calabria
Accanto agli operatori del comprensorio, la struttura sta accogliendo anche numerosi professionisti provenienti da altre realtà.
Infermieri, operatori socio-sanitari e medici, alcuni dei quali provenienti da Catanzaro, Reggio Calabria e Lamezia Terme, hanno scelto di mettere professionalità ed esperienza al servizio della struttura e della comunità.
Un movimento in controtendenza che merita attenzione.
Perché per troppo tempo i piccoli centri dell'entroterra calabrese sono stati raccontati quasi esclusivamente attraverso ciò che perdevano: abitanti, giovani, professionalità, servizi.
Quando, invece, un territorio riesce ad attrarre lavoratori e competenze anche da altre città, il segnale cambia.
Non è più soltanto un luogo dal quale si parte. Può diventare anche un luogo nel quale arrivare, lavorare e investire professionalmente.
Opportunità anche per i giovani di Altilia e Grimaldi
Ma nella nota dell'Amministrazione comunale c'è un altro elemento significativo.
Proprio in questi giorni alcuni giovani di Altilia e Grimaldi hanno iniziato a lavorare nelle attività dei Centri Commerciali, dopo aver presentato i propri curriculum alle aziende presenti.
Forse è proprio qui che la notizia acquista il suo significato più umano.
Dietro un curriculum consegnato c'è quasi sempre un'attesa. Una speranza. Il desiderio di trovare un'occasione senza essere obbligati a guardare centinaia di chilometri più lontano.
Per un giovane che vive in un piccolo comune, infatti, poter lavorare vicino casa significa molto più di avere un'occupazione.
Significa poter progettare.
Significa immaginare una famiglia.
Significa continuare ad abitare il proprio paese, frequentarne le strade, sostenerne le attività, partecipare alla vita della comunità.
In una parola: restare.
Quando un'opera genera qualcosa oltre se stessa
È proprio questo l'aspetto sottolineato dall'Amministrazione di Altilia.
La realizzazione di nuove opere e l'attivazione di nuovi servizi non esauriscono il proprio valore nell'edificio costruito o nella funzione che svolgono.
Possono generare un indotto.
Possono creare occupazione.
Possono attirare professionalità.
Possono offrire opportunità alle attività economiche e, soprattutto, possono contribuire a ricostruire quella fiducia nel futuro che in tanti piccoli centri si è progressivamente indebolita.
Una struttura socio-sanitaria, un'attività commerciale, un nuovo servizio diventano realmente patrimonio del territorio quando producono vita attorno a sé.
E il lavoro è una delle forme più concrete attraverso le quali questo può avvenire.
La sfida più difficile: permettere ai giovani di scegliere di restare
Naturalmente qualche assunzione non può risolvere da sola problemi sedimentati durante decenni.
Lo spopolamento delle aree interne, la mancanza di opportunità professionali, la debolezza dei collegamenti e dei servizi sono questioni molto più profonde.
Ma ogni inversione di tendenza comincia necessariamente da qualcosa.
E creare posti di lavoro significa mettere un primo mattone.
Perché il vero obiettivo non dovrebbe essere chiedere ai giovani di restare a ogni costo. Dovrebbe essere dare loro condizioni sufficienti affinché restare possa diventare una scelta libera e possibile.
Non si può chiedere a una generazione di amare il proprio paese se poi quella stessa generazione, per costruirsi una vita, è costretta ad andarsene.
Occorrono servizi, infrastrutture, imprese, investimenti e lavoro.
Occorre trasformare l'attaccamento alla propria terra da sentimento in possibilità concreta.
«Lavorare, restare e costruire qui il proprio futuro»
Il messaggio dell'Amministrazione comunale di Altilia va esattamente in questa direzione.
Le nuove assunzioni, secondo il Comune, rappresentano segnali concreti di come la realizzazione di opere e servizi possa produrre opportunità che vanno ben oltre le strutture stesse: creare lavoro, aprire nuove prospettive e offrire soprattutto ai giovani una possibilità in più per costruire il proprio futuro senza essere costretti ad allontanarsi dai propri Comuni.
Un concetto condensato nelle parole conclusive della nota:
«Investire nel territorio significa anche questo: creare le condizioni per lavorare, restare e costruire qui il proprio futuro».
Ed è forse questa la sfida più importante per Altilia, per Grimaldi e per tutti i piccoli centri dell'entroterra calabrese.
Non limitarsi a sopravvivere allo spopolamento, ma tornare a generare opportunità.
Perché un paese non rimane vivo soltanto conservando la propria storia. Rimane vivo quando qualcuno può ancora scegliere di scriverci il proprio futuro.









