Saggio in prosa a cura di Francesco Vetere
(Parte seconda)
È necessario, in questo inizio della sua formazione filosofico-spirituale, allargare lo spettro della propria introspezione psicologica con un raffronto ideologico, ma non polemico , con il massimo esponente della Cristianità, ovvero quel S.Agostino, che fonda il suo scetticismo esistenziale nella convinzione che l'uomo diventi corrotto a causa del peccato originale e che la felicità non abbia alcuna correlazione corporea, ma piuttosto con l'anima, dispensatrice della pace "post mortem" e dopo l'approdo nella Città di Dio. La Storia, per il Vescovo d'Ippona, è interpretata secondo ottica cristocentrica, come un'evoluzione che fatalmente ha termine con la seconda vita di Cristo e l'inelluttabile fine dei Tempi.