GRIMALDI – Valorizzare e riqualificare il territorio, preservarne le bellezze, difenderne la cultura, incentivarne il turismo.
In una lettera indirizzata al sindaco e all'assessore al Turismo, il consigliere di minoranza Attilio Rino focalizza l’attenzione su una data estremamente importante e ormai prossima: il 29 maggio, termine ultimo per accedere al finanziamento relativo alla “selezione di interventi finalizzati alla riqualificazione e valorizzazione turistico-culturale dei comuni della Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia”.
«Dando per certo che, come amministrazione, siete interessati alla partecipazione al bando e sicuro che su di esso vi siate già attivati – scrive Rino - propongo, data la gravità del momento, un incontro, anche virtuale, con i sindaci dei paesi vicini, le minoranze consiliari e magari con esperti della materia, per concordare ed elaborare un piano organico di interventi e di studio che faccia “rete” con il territorio del Savuto».
In attesa dell’incontro richiesto, il consigliere di minoranza suggerisce gli interventi, a suo parere interessanti, da inserire in questo piano di sviluppo: la valorizzazione del Convento, perché possa diventare il cardine degli incontri e dell’ospitalità; il recupero di alcune abitazioni pericolanti, da destinare a visitatori/ospiti; la valorizzazione di alcune aree urbane; il restauro del monumento ai caduti; la realizzazione di un parco archeologico dove sorgeva l’antico paese; il ripristino di sentieri montani; lo studio e la messa in sicurezza degli antichi manufatti in pietra sul monte Santa Lucerna; il recupero dell’archeologia industriale: mulini, frantoi, "caseddre" e altri opifici.
«Considerato che la cifra finanziabile per i comuni inferiori a cinquemila abitanti, può arrivare fino a un milione di euro - informa Rino – una somma del genere, potrebbe rappresentare l’avvio di un processo di rinascita della nostra economia, oggi quasi inesistente in un paese a rischio di spopolamento. Per la sua posizione geografica, il suo paesaggio urbano, storico e naturalistico, Grimaldi potrebbe finalmente diventare, facendo rete con i comuni vicini, uno di quei piccoli gioielli sparsi tra le colline e le montagne d’Italia che attirano i viaggiatori amanti del verde e del relax. È necessario - conclude il consigliere di minoranza - unire le forze per affrontare uno studio organico che, oltre ad intercettare futuri finanziamenti, valorizzi veramente e durevolmente il nostro territorio, dalla campagna al centro storico, fino alla montagna, luogo del mito e della produzione agricola e pastorale».

GRIMALDI – Una ferma condanna all'anonimato giunge dal gruppo di minoranza “Stretta di mano”. Facendo espressamente riferimento ad alcune lettere anonime che «diffamano e oltraggiano» una cittadina grimaldese, i consiglieri Pino Albo e Alessandra Medaglia, chiedono la convocazione di un consiglio comunale che abbia all'ordine del giorno la suddetta questione.
Nella richiesta scritta, indirizzata al presidente del Consiglio comunale, Paolo Gagliardi, e al sindaco, Roberto De Marco, il gruppo “Stretta di mano” ritiene «che l’amministrazione comunale di Grimaldi, nella sua più ampia espressione, costituita dal consiglio comunale, debba prendere una posizione netta e attuare ogni utile azione per contrastare ed evitare per il futuro il ripetersi di tali azioni».
La vicenda, denunciata in questi giorni, sul social Facebook, dalla stessa cittadina diffamata dalle lettere anonime, ha provocato la reazione di molti grimaldesi, che le hanno manifestato piena solidarietà, insieme ai due consiglieri Albo e Medaglia. «L’aggravante – scrivono i due amministratori - è che queste diffamazioni, per come riportato dalla persona colpita, si stanno ripetendo da diversi mesi, dunque sono tali da poter essere astrattamente qualificati come veri e propri episodi di stalking».
Nel manifestare vicinanza e sostegno morale alla concittadina vittima delle lettere anonime, i consiglieri condannano fermamente questa forma di anonimato che – dicono - «intende minare la forza e la determinazione di una donna a mantenere e difendere la serenità della sua famiglia e la tutela del suo bambino», ed esprimono un’analoga condanna «verso chi, in maniera vile, non avendo il coraggio di affrontare direttamente le persone, si nasconde dietro questa forma di “denuncia”, mettendo in luce l’assenza totale dei propri principi morali e, evidentemente, provando godimento nel fare, in maniera del tutto gratuita, del male alle persone».

 

I buoni risultati ottenuti ultimamente dall'amministrazione comunale roglianese, fanno ben sperare sul futuro dell’ospedale Santa Barbara. Il nosocomio, che per diversi anni è stato un punto di riferimento importante per la popolazione della Valle del Savuto, ha rischiato grosso. Fino a qualche tempo fa, si era parlato addirittura di chiusura, ma oggi il pericolo è stato scongiurato e possiamo tirare tutti un sospiro di sollievo. Dopo essere stato scelto come centro Covid, il presidio roglianese vede la riapertura del reparto di Medicina.
Sull'argomento, tanto caro a noi tutti, interviene il primo cittadino Giovanni Altomare, che con grande soddisfazione, racconta come si è giunti a questo importante traguardo e avverte che si tratta solo dell'inizio, in attesa del completamento del ripristino degli altri reparti e servizi. «La riapertura del reparto di Medicina apre uno spiraglio di sopravvivenza all'ospedale “Santa Barbara”. Assolta alla perfezione la missione Covid, il nostro presidio, individuato come “secondo step” dall’Azienda ospedaliera di Cosenza, ha superato il rischio della sua definitiva chiusura, che era stato paventato. Le mie insistenze, rivolte a nome dell’amministrazione comunale e della comunità, sono valse a rimuovere le riserve che pure erano state avanzate con grande disavvedutezza e approssimazione. Abbiamo segnalato al presidente della Regione Santelli e ai commissari la stretta esigenza di ripristinare tutto il preesistente: Medicina, Pneumologia, Laboratori e servizi, in modo da garantire la ripresa delle attività, non tanto e non solo al servizio del vasto comprensorio, quanto anche al servizio della rete ospedaliera regionale. L’appello, a quanto pare, è stato raccolto, anche in previsione dei flussi di ricovero per malattie extra virus, cosiddette “ordinarie”, che sicuramente porranno in crisi la disponibilità dei posti letto all'Annunziata di Cosenza. Il “Santa Barbara”, quindi, conferma il suo ruolo rivolto ad evitare sovraffollamenti, congestioni e lunghe liste d’attesa, che una buona sanità non può permettersi. La rivendicazione non è chiusa. Anzi, siamo appena agli inizi, perché aspettiamo il completamento delle operazioni di ripristino degli altri reparti e servizi. Siamo sulla scia di un dibattito nazionale, che, alla unanimità, ha fatto emergere la necessità della riapertura anche dei piccoli ospedali, come ha fatto emergere le scelte scellerate operate in passato in direzioni dei tagli, che si sono rivelati devastanti, soprattutto in una regione come la nostra. Il “Santa Barbara” ha una tradizione di riconosciuta efficienza-efficacia. Non ha mai avuto casi di malasanità. È forte di un corpo sanitario di assoluta qualità, come ha dimostrato, con la direzione del dottor Mario Balsano, in questa emergenza. Del resto, se il “Santa Barbara” è stato individuato come reparto Covid, vuol dire che è stata riconosciuta validità piena alla struttura e qualità piena a tutto il personale, che si è sacrificato molto sottoponendosi a turni massacranti, assicurando massima assistenza medica, infermieristica e umana. Nessuno ha chiesto ferie. Nessuno dei dipendenti si è ammalato. Tutti hanno posto a rischio la propria salute e quella dei loro familiari. Eroi, che noi non finiremo mai di ringraziare e che aspettano ancora di essere ringraziati dall'amministrazione ospedaliera».

ROGLIANO – Il sindaco Giovanni Altomare donerà il plasma per aiutare altre persone a curarsi dal Coronavirus. Lo ha dichiarato questa sera nel corso di una diretta televisiva. Altomare, che giovedì prossimo finirà la quarantena, sarà sottoposto nella stessa giornata, alle analisi di controllo presso l’ospedale Annunziata di Cosenza. Lo stesso primo cittadino ha annunciato che, così come ha fatto lui, anche il vicesindaco Fernando Sicilia, il consigliere delegato alla cultura Antonio Simarco e i vigili urbani, hanno detto sì alla proposta arrivata dal nosocomio cosentino, dove sono stati curati e guariti dal Covid-19. «È un gesto doveroso da parte nostra - ha dichiarato infine il sindaco - dare anche ad altri la possibilità di guarire». Un nobile gesto, che, già nei giorni scorsi, ha visto protagonista Simone Altomare, il militare di Santo Stefano di Rogliano, che per primo si è detto disponibile a donare il plasma.

 

 

di Fiore Sansalone

Ci sono notizie che arrivano come un fulmine nel cuore di una comunità. Notizie che lasciano sgomenti, che spezzano il respiro e che rendono difficile persino trovare le parole giuste per raccontare il dolore. A Bianchi, da quel tragico 10 giugno, il tempo sembra essersi fermato.

Domani, nella Parrocchia di San Giacomo Apostolo, l'intera comunità si stringerà attorno alla famiglia di Francesco Elia, il giovane di appena 33 anni che ha perso la vita nel drammatico incidente stradale avvenuto lungo la SS 616 Colosimi-Pedivigliano. Un destino crudele e incomprensibile ha strappato all'affetto dei suoi cari una vita ancora piena di sogni, progetti e speranze.

Le parole riportate sul manifesto funebre raccontano meglio di qualsiasi altra cosa la profondità di questa ferita.

"Non ti dimenticheremo mai, sarai sempre nei nostri pensieri e ogni giorno ci mancherà il tuo sorriso, la tua gioia di vivere, il tuo affetto per coloro che amavi. La tua più grande eredità sarà l'amore che ci hai donato".

Parole semplici, ma cariche di un dolore immenso. Parole che raccontano un ragazzo amato, una presenza luminosa nella vita della sua famiglia e di quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo.

A piangerlo sono il papà Palmerino, già sindaco di Bianchi e figura storica della comunità, la mamma Antonella Pascuzzo, la sorella Ilaria, il cognato Ruben, il piccolo Daniel, l'adorato nipote, la nonna Michelina, gli zii, i cugini e tutti i parenti. Un dolore composto ma devastante, quello di una famiglia che si ritrova improvvisamente a fare i conti con l'assenza più difficile da accettare: quella di un figlio.

Quando a spegnersi è una persona così giovane, ogni parola appare insufficiente. Restano i ricordi, le fotografie, le risate condivise, i progetti interrotti troppo presto. Restano i vuoti che nessuno potrà colmare e quel senso di incredulità che accompagna le tragedie più ingiuste.

Anche il Comune di Bianchi ha voluto manifestare la propria vicinanza alla famiglia Elia. In un messaggio ufficiale, l'Amministrazione comunale, il Sindaco, il Segretario e tutti i dipendenti hanno espresso le più sentite condoglianze a Palmerino Elia per la prematura scomparsa del caro figlio Francesco. Un gesto che testimonia come il dolore della famiglia sia diventato il dolore di un'intera comunità.

Per questo motivo è stato proclamato il lutto cittadino. Una decisione che va oltre il significato istituzionale e che rappresenta il sentimento collettivo di un paese che oggi si scopre più fragile, più silenzioso, più triste. Anche i festeggiamenti in onore di Sant'Antonio sono stati rinviati. Non c'era spazio per la festa, non c'era posto per la gioia, mentre una famiglia affronta una sofferenza così grande.

Domani mattina, alle 9.45, la salma di Francesco lascerà l'Ospedale Civile di Cosenza per raggiungere la chiesa di San Giacomo Apostolo. Alle 11 l'ultimo saluto.

Sarà il momento dell'addio. Quello che nessun genitore dovrebbe mai essere costretto a vivere. Quello che nessun figlio dovrebbe lasciare ai propri cari.

Bianchi si fermerà. Lo farà in silenzio, con gli occhi lucidi e con il peso di una perdita che segnerà a lungo il cuore della comunità.

Perché alcune assenze diventano presenza eterna nel ricordo di chi resta.

E Francesco continuerà a vivere proprio lì, nei sorrisi che ha donato, nell'affetto che ha seminato e nell'amore che oggi, tra le lacrime, tutti gli riconoscono come la sua eredità più preziosa. 

 

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