Un mandarino per Matteo Salvini

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Oggi vi voglio parlare della cosiddetta autonomia differenziata, o secessione dei ricchi, che sta molto a cuore all’ex vicepresidente del Consiglio dei ministri ed ex ministro dell'interno Matteo Salvini e alla Lega Nord (anche se ufficialmente hanno tolto dal loro nome la parola Nord). Nel caso questa riforma vada in porto, mi sono chiesto: i cittadini del nord, nel momento in cui sono contenti perché hanno più servizi di prima, si rendono conto che in contemporanea vengono tolti servizi ai cittadini del sud? Se avranno un ospedale con posti letto in esubero si rendono conto che contemporaneamente al sud ci sono ospedali che devono mandare indietro i pazienti per mancanza di posti? Mi è venuta in mente una commedia musicale di qualche anno fa. Quelli di voi che hanno qualche capello grigio ricorderanno la commedia musicale televisiva del 1974 “Un mandarino per Teo” con Gino Bramieri. Quelli di voi che hanno qualche capello bianco ricorderanno anche il film musicale “Un mandarino per Teo” del 1960. In poche parole la trama è questa (per come me la ricordo): un personaggio che poi risulterà essere il diavolo, propone a Teo di ricevere in eredità un miliardo di lire; se Teo premerà un pulsante, in Cina morirà un anziano mandarino, lasciandolo erede di un miliardo. Il tutto senza pericolo di essere scoperto. I Mandarini erano funzionari dell’impero cinese di origine feudale. Il termine era utilizzato per indicare una persona privilegiata che si comporta in modo autoritario ed abusa delle sue funzioni pubbliche. Sigmund Freud nei libri "Il disagio nella civiltà" e "Considerazioni attuali sulla guerra e la morte" cita il dilemma del mandarino cinese. Anche lo scrittore francese Honoré de Balzac (1799–1850) cita, nel suo romanzo “Papà Goriot”, l'“Apologo del mandarino cinese”, di cui aveva già parlato François-René de Chateaubriand nel “Genio del Cristianesimo”. Nella commedia Teo inizialmente accetta e riceve due milioni di lire come anticipo dell’eredità. Poi Teo ha dei rimorsi e si pente. Ma il diavolo pretende di riavere indietro i milioni che ha anticipato. Soldi che Teo ha già speso. Allora Teo si rivolge agli amici che gli prestano i soldi da restituire al diavolo. E il mandarino cinese è salvo. Il concetto è questo: più le conseguenze delle nostre azioni sono lontane da noi, e meno ce ne sentiamo responsabili. Che ti importa se nella lontana Cina muore un anziano mandarino che non conosci? L’importante è che erediti il miliardo. Cosa importa se, con le armi fabbricate in Italia, delle tribù si fanno la guerra e compiono stragi nella lontana Africa? Che ti importa se con le armi italiane la Turchia attacca i Curdi? L’importante è che le fabbriche guadagnino, che gli operai lavorino. Che ti importa se nei campi di detenzione in Libia vengono tenuti prigionieri migranti che vengono violentati torturati e uccisi? L’importante è che vengano tenuti in Libia. Lontano dall’Italia. E’ questo che Matteo (Salvini) propone agli elettori del Nord con la cosiddetta “autonomia differenziata”, per prendere i loro voti. Togliere finanziamenti al sud per darli al nord. I cittadini del nord cadranno nella trappola? Tu cittadino del nord devi essere contento perché avrai più servizi e dovrai votare per Salvini. Che ti importa se al sud non si potranno finanziare asili nido per i bambini terroni?