I luoghi della memoria / ROGLIANO, VIALE ANTONIO GUARASCI

Storia
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a piazza San Domenico ha inizio il viale “Antonio Guarasci” già denominato un tempo “Regina Margherita”.
Il cambiamento del toponimo avvenne negli anni ’70 del secolo scorso, in ricordo del primo Presidente della regione Calabria, roglianese, tragicamente scomparso nei pressi di Polla sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria, nel compimento del suo lavoro.
Il viale porta al rione Cuti. Nel corso del tempo lo stesso ha cambiato faccia e nome.
In una mappa catastale del 1873, questo pezzo di strada tutta dissestata e polverosa era chiamata “Borgo Nuovo”, forse perché si aveva intenzione di renderla più vivibile e più bella, ma ci volle la fine degli anni ’20 e ’30 del secolo scorso perché fosse asfaltata dalla ditta Puricelli.
Poche, su questa strada, erano le abitazioni, alcune risalenti ai secoli XVIII o XIX come il palazzo Domanico, proprietà della famiglia Stumpo.
Non esisteva affatto la villa comunale, prospiciente al viale suddetto, dove fu luogo destinato a mercato domenicale e tra l’altro alla vendita dei maiali; la zona fu anche adibita a deposito della spazzatura e in seguito, dopo il risanamento igienico, nel 1912 fu sistemato il monumento a Donato Morelli, senatore del Regno d’Italia, opera dello scultore Ferdinando Vichi e nel 1924, come già ricordato, ebbero inizio i lavori di tutta la villa comunale.
Il viale Guarasci fino agli anni ’50 dello scorso secolo era aperto in gran parte e soprattutto nel rione Cuti, verso la valle del Savuto ed era particolarmente piacevole il colpo d’occhio che offriva durante le belle mattinate primaverili ed i meravigliosi tramonti, gradevoli anche dal punto di vista estetico.
La zona cosiddetta “Baracca”, fu dotata da una serie di colonnine e sedili e durante la stagione estiva, poiché la temperatura lo consentiva, era godibile trascorrere le belle ore serali al chiaro di luna. La bellezza è scomparsa da più di mezzo secolo e il viale è stato stravolto e ridotto in un budello.