Titolo regionale sui 10 chilometri, successo di società con la Cosenza K42 e nuovo primato personale. Dietro i risultati dell'atleta sciglianese c'è una storia cominciata da giovanissimo e costruita un passo alla volta
di Fiore Sansalone
SCIGLIANO – Ci sono vittorie che durano il tempo di una premiazione e altre che raccontano gli anni necessari per arrivare fin lì. Quelle di Giuseppe Felice appartengono alla seconda categoria. Perché dietro un cronometro che si ferma, dietro una medaglia e dietro un titolo conquistato ci sono chilometri che nessuno vede, allenamenti, rinunce, giornate buone e giornate nelle quali bisogna trovare dentro di sé una ragione per continuare.
E Giuseppe quella ragione sembra averla trovata da tempo.
L'atleta sciglianese chiude una stagione che l'Amministrazione comunale definisce, non a caso, da incorniciare: campione regionale sui 10 chilometri su strada, campione regionale di società con la Cosenza K42 e, infine, un nuovo record personale sui 10.000 metri: 34 minuti e 44 secondi.
Tre risultati che spiegano molto, ma non tutto.
Perché andando indietro nel tempo si scopre che questa storia viene da lontano. Gli archivi della Federazione Italiana di Atletica Leggera raccontano di Giuseppe Felice Serpe già in pista nel 2019, quando era ancora un Cadetto della Cosenza K42. Allora non c'erano dieci chilometri da divorare: c'erano gli 80 metri, una distanza breve e bruciante, completamente diversa dalle prove sulle quali oggi sta raccogliendo soddisfazioni.
In quella stagione arrivarono risultati importanti. Al Trofeo Città di Castrovillari conquistò il terzo posto negli 80 metri Cadetti, mentre nelle classifiche regionali FIDAL dello stesso anno compare una prestazione di 9"8 sugli 80 metri. Il suo nome figura inoltre tra gli atleti premiati dalla FIDAL Calabria per quella specialità.
È forse questo il particolare più affascinante della sua storia sportiva: la strada percorsa tra quei pochi secondi di una gara giovanile e i lunghi chilometri affrontati oggi.
Sono cambiate le distanze, è cambiato Giuseppe, è cresciuto l'atleta. Non è cambiata quella maglia della Cosenza K42 che compare accanto al suo nome già nelle classifiche di diversi anni fa.
E poi c'è Scigliano.
Perché quando un ragazzo di un piccolo paese raggiunge un traguardo importante, quella medaglia finisce inevitabilmente per avere qualcosa di collettivo. Dentro ci sono anche le strade dalle quali si è partiti, gli amici, la famiglia, le persone che hanno seguito da lontano una gara aspettando di conoscere un tempo o una posizione in classifica.
Il podismo, del resto, ha una sincerità quasi spietata. Non concede scorciatoie. Puoi avere talento, ma poi devi correre. Devi allenarti quando piove e quando fa caldo, quando le gambe girano e quando sembrano pesanti. Devi imparare a convivere con il cronometro, sapendo che alla fine non gli si può raccontare nessuna scusa.

34'44".
Poco più di mezz'ora scritta su un foglio. Eppure dentro quei numeri possono stare anni interi.
Ci sono il ragazzo che correva gli 80 metri, l'atleta che ha continuato ad allenarsi, la maturità conquistata chilometro dopo chilometro e quella capacità, così propria degli sport di fatica, di spostare ogni volta un po' più avanti il proprio limite.
È anche per questo che l'Amministrazione comunale di Scigliano ha voluto celebrare pubblicamente il suo concittadino: «Vedere un nostro concittadino raggiungere livelli così alti con determinazione, fatica e tanto cuore è motivo di enorme orgoglio per tutta la nostra comunità».
Parole semplici, forse le più adatte.
Perché Giuseppe Felice non porta a casa soltanto una tripleta di risultati. Porta con sé qualcosa che vale soprattutto per i ragazzi: la dimostrazione che i traguardi importanti raramente arrivano all'improvviso. Si costruiscono.
Prima gli 80 metri. Poi allenamento dopo allenamento. Infine diecimila.
E adesso, quando Giuseppe corre, un piccolo pezzo di Scigliano corre insieme a lui.
Il cronometro dice 34'44".
La strada, invece, dice che non è ancora finita.









