di Luca Giuliani
Finite le ferie si torna a lavorare, Ferrovie della Calabria permettendo.
I nuovi treni, tanto decantati e mai davvero operativi, restano fermi. Nel frattempo i pendolari continuano a pagare un abbonamento mensile per usufruire di autobus che accumulano ritardi costanti. Gli autisti, spesso avvisati all’ultimo momento, partono in ritardo e il viaggio da Rogliano a Cosenza si trasforma in un’odissea, con fermate obbligate in tutti i paesi dotati di stazione ferroviaria.
Un treno che normalmente arrivava al centro di Cosenza alle 8:40, oggi viene sostituito da un autobus che raggiunge la città non prima delle 9:30. Un’ora di ritardo che pesa sui lavoratori, costretti ogni giorno a giustificarsi con i datori di lavoro, rischiando perfino il licenziamento.
La politica tace, la campagna elettorale ignora il problema, la gestione delle ferrovie rimane un fallimento cronico e i sindacati sembrano totalmente assenti. Alla fine, come sempre, a pagare le conseguenze sono i lavoratori.
La domanda sorge spontanea: cosa possiamo fare per risolvere questo problema e non essere più vittime di un sistema che ci penalizza ogni giorno?
Author: Redazione
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