di Fiore Sansalone 

Anche quest’anno la cittadina del Savuto ha vissuto momenti di intensa allegria e partecipazione con la tradizionale sfilata delle Pullicinelle, organizzata dalla Pro loco e da un gruppo di volontari. In un’atmosfera quasi surreale e intrisa di suggestione si è rinnovato in tutta la sua originalità il tipico rituale che, ogni anno, in occasione dei festeggiamenti religiosi in onore della Madonna del SS. Rosario, stringe a sé tutta la comunità marzese.

Le pullicinelle, costruite pazientemente su un’intelaiatura fatta di canne e rivestita con carta di giornale e carta velina, assumono secondo la tradizione due figure particolari: una donna fiera e superba, accompagnata da un enorme cavallo anch’esso realizzato artigianalmente. I due “protagonisti”, con movenze ondulate, attirano a sé la folla curiosa riunitasi nella piazza principale del paese. Successivamente, la sfilata si snoda per le vie del centro storico, accompagnata da un ritmo cadenzato e ripetitivo prodotto dal suono di tamburi, grancassa, zucchi zucchi, trumhette ecc.
Tra scherzi e risate che fanno da sottofondo a un fuggi fuggi generale, le pullicinelle si avviano verso il luogo che segnerà la loro uscita di scena: ‘a focera (rogo). Anche quest’anno si è dato corso al consueto rituale. Una sorta di rito pagano che ancora oggi, a Marzi, rivive in tutta la sua originalità.

Scrivere di questa tradizione non è stato solo un raccontare una festa, ma un tentativo di catturare l'anima di una comunità. Assistendo allo sfilare di queste figure ondulanti, al loro sinistro e al tempo stesso grottesco incedere, ho avuto la sensazione di osservare un pezzo di storia vivente. È il genio popolare che, attraverso un gioco, una maschera e un rogo, continua a rappresentare i conflitti eterni tra l'umile e il superbo, tra l'ordine e il caos.

Vedere le Pullicinelle attirare e poi fuggire la folla, per concludere la loro esistenza nelle fiamme, è uno spettacolo che va oltre il folclore. È un rito catartico che si ripete immutato, un modo per bruciare simbolicamente le superbie dell'anno passato e purificarsi per un nuovo inizio.

È un privilegio poter testimoniare come, in un'epoca di globalizzazione, paesi come Marzi custodiscano con così tanto ardore queste perle di autenticità. Questo non è solo spettacolo; è identità. E vedere i bambini di oggi guardare quelle stesse figure con lo stesso stupore dei loro nonni, è la prova più tangibile che questa storia antica e popolare non è destinata a finire nel rogo della dimenticanza. 

Foto: pagina facebook "Le Pullicinelle di Marzi"

 

FIORE SANSALONE
Author: FIORE SANSALONE
Biografia:
Fiore Sansalone vive e lavora a Rogliano, in provincia di Cosenza. Editore e giornalista pubblicista, è iscritto all'albo della Calabria dal 2003. Ha studiato Scienze economiche presso l'Unical di Cosenza e Scienze politiche all'università "Aldo Moro" degli studi di Bari. Ha collaborato con il quotidiano "La Provincia cosentina". Dal 1998 dirige il periodico del territorio a sud di Cosenza, "La Voce del Savuto"; per alcuni anni ha diretto il mensile "Grimaldi 2000", edito dall'amministrazione comunale. Ed ancora, è stato editore e direttore responsabile de "La Voce del Savuto in Canada". È ideatore del "Premio Sabatum", un'importante rassegna che rende testimonianza ai protagonisti attivi delle arti, della cultura, delle scienze, dello spettacolo e del giornalismo che, negli anni, con passione e professione, hanno dato lustro alla terra del Savuto. Organizzatore di eventi, da un trentennio promuove concorsi letterari, mostre e rassegne culturali e musicali. Per 18 anni è stato direttore artistico del concorso regionale della canzone "Città di Rogliano". Studioso di tradizioni, da 22 anni pubblica "Il calendario del Savuto", ed è coautore in numerosi volumi sulla ricerca popolare. Nel 1980 ha pubblicato, insieme all'insegnante Brunella Aiello, "Trilogia della vita - Quannu sona la campana - Nascita, matrimonio e morte nella cultura contadina". È presidente dell'associazione culturale "Atlantide - Centro studi nazionale per le arti e la letteratura", con sede a Rogliano (Cosenza) e Pegli (Genova). Suona la chitarra e ama la pittura, la fotografia e la poesia.


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