di  Stefania Pettinato

C’è un gesto semplice che racconta un mondo intero: una fetta di pane caldo, un filo d’olio extravergine appena versato, magari un pizzico di sale. Nient’altro.

Eppure dentro quel sapore c’era l’infanzia di intere generazioni.

Nel territorio del Savuto, tra colline generose e uliveti che disegnano il paesaggio, pane e olio non era solo una merenda. Era un rito quotidiano, un momento di pausa nei pomeriggi di scuola, dopo i compiti fatti in fretta per correre fuori a giocare. Era la semplicità che diventava bontà.

Il pane, spesso fatto in casa o comprato dal fornaio del paese, aveva la crosta spessa e la mollica compatta. L’olio era quello nuovo, dal colore verde intenso, profumato di erba fresca e mandorla, appena franto nei mesi autunnali. Versato con generosità, penetrava nella mollica ancora tiepida, trasformando ogni morso in un’esperienza intensa e genuina.

Non c’erano merendine confezionate, né snack industriali. C’era ciò che la terra offriva, ciò che le famiglie producevano con fatica e dedizione. Pane e olio era nutrimento vero, ma anche educazione al gusto: insegnava a riconoscere la qualità, a distinguere un olio buono da uno mediocre, a rispettare il lavoro degli uliveti e dei frantoi.

Era anche un simbolo di condivisione. Si mangiava insieme, seduti sui gradini di casa o nei cortili assolati, con le mani unte e il sorriso spensierato. Era un tempo in cui poco bastava per essere felici.

Oggi, riscoprire pane e olio significa riscoprire le radici. In un’epoca che corre veloce, quel gesto antico ci riporta alla lentezza, alla terra, alla cultura contadina che ha forgiato l’identità del Savuto. È un patrimonio immateriale fatto di sapori, ricordi e tradizioni che meritano di essere custoditi.

Perché in quella semplicità c’era tutto: la fatica dei campi, il profumo del frantoio, l’amore delle nonne, la gioia dell’infanzia.

E basta un filo d’olio su una fetta di pane per tornare, almeno per un attimo, a casa.

 

STEFANIA PETTINATO
Author: STEFANIA PETTINATO
Biografia:
Maria Stefania Pettinato Vive a Scigliano, è madre di due figli e lavora nel comparto scuola come operatrice addetta alle aziende agricole. Ha studiato come agrotecnico e operatore agrituristico. Il suo mondo ruota attorno alla famiglia, alla natura, all’agricoltura e al silenzio che queste sanno offrire. Dal 2009 al 2023 ha conseguito vari attestati, tra cui: • Corso di potatura dell’olivo a vaso policonico • Tecniche agronomiche di potatura e innesto a vari livelli • Conservazione della biodiversità Ha partecipato a sei campionati regionali calabresi di potatura dell’olivo, classificandosi anche al terzo posto. Nel 2010 è nato il suo sogno: “Antica Fattoria – Azienda Agricola Elicicola di Stefania Pettinato”, dedicata all’allevamento e alla vendita di lumache da gastronomia. Nel 2018 ha avviato anche la produzione di caffè di cicoria, bevanda usata nel periodo di guerra e resa celebre dal commento di Totò come “una ciofeca”... ma che, in realtà, è un caffè salutare e benefico. Sin da bambina, grazie alla fortuna di crescere con i nonni, conosce le erbe aromatiche, selvatiche e officinali: una passione che ancora oggi coltiva preparando tisane, unguenti, oleoliti e creme. È in possesso di patente agricola e forestale, appassionata di trekking e qualificata anche come operatrice socio-sanitaria. Ha frequentato un corso di formazione per volontari della Croce Rossa Italiana. E poi… ama sorridere, essere empatica e vivere profondamente la vita e la terra: godere del sole, della pioggia, della neve e delle stagioni. Ama la vita e la libertà di viverla.


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