di Vito Sorrenti

Osservando i vari filmati pubblicati sui social in occasione della Settimana Santa, sono stato preso da una forte e intensa nostalgia per quegli eventi che ho vissuto durante l’infanzia e la mia fanciullezza, quando partecipavo alla processione del venerdì santo suonando la tocca tocca o u cariciuni. E non ho potuto fare a meno di riflettere su un aspetto che riguarda profondamente la terra che mi ha dato i natali: lì il moderno e il contemporaneo convivono con elementi arcaici, quasi primitivi, dove il confine tra presente e passato diventa molto sottile, quasi impercettibile.

Le processioni religiose, i riti e le feste popolari non sono solo espressioni del cattolicesimo di oggi, ma racchiudono tradizioni molto più antiche, che affondano le radici nella Magna Grecia e in un mondo mediterraneo arcaico e, per certi versi, magico. Un esempio molto significativo è l’Affruntata, diffusa in diversi paesi della Calabria, soprattutto nella provincia di Vibo Valentia.

Il rito è semplice ma molto emozionante: le statue della Madonna, di Cristo risorto e di San Giovanni vengono portate in processione fino al momento dell’incontro. È un momento carico di tensione ed emozione, che coinvolge tutta la comunità. Non è solo una scena religiosa, ma un vero e proprio “dramma” vissuto da tutti, che trasforma il paese in una sorta di teatro sacro.

Questo modo di vivere il rito ricorda le antiche tradizioni greche, dove il mito non era solo raccontato, ma vissuto. Ancora più forti sono le pratiche dei “vattienti”, presenti soprattutto in alcune zone. In questi riti, alcuni uomini si colpiscono le gambe fino a far uscire il sangue, come gesto di penitenza e partecipazione al dolore di Cristo.

Sono scene molto dure, ma allo stesso tempo molto antiche nel loro significato: il corpo diventa il mezzo per esprimere la fede. Anche qui si possono vedere richiami a riti antichi, in cui il dolore aveva un significato di purificazione e rinascita.

Nella Magna Grecia, infatti, la religione faceva parte della vita di tutti i giorni: non era qualcosa di separato, ma coinvolgeva l’intera comunità. Le feste erano legate alla natura, alla vita, alla morte e alla rinascita. Anche per questo molti riti di oggi, pur essendo cristiani, conservano qualcosa di molto più antico.

Oggi, però, bisogna anche dire che molte persone vivono questi eventi più come spettatori che come partecipanti. Si guarda, si filma, si condivide sui social, ma spesso senza conoscere davvero il significato profondo di ciò che si sta vedendo. Sarebbe bello, invece, se ci fosse più consapevolezza. Questi riti non sono semplici tradizioni folkloristiche, ma il risultato di una storia lunga secoli, in cui il cristianesimo si è unito a culture più antiche senza cancellarle. 

In fondo, e per motivi che mi sembra superfluo elencare, dovremmo essere più consapevoli di essere figli di una terra che è stata la Magna Grecia, e che ancora oggi porta dentro di sé questa eredità. Un’eredità che si vede proprio in questi riti: un modo di vivere il sacro non solo con la mente, ma anche con il corpo, con le emozioni e con il legame profondo con la propria comunità.

Anche perché conoscere le proprie radici, il proprio passato, l’eredità storica e la matrice culturale è assolutamente necessario per vivere bene il presente e per costruire un futuro migliore e degno dell’antico splendore.

 

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Author: vito.sorrenti
Biografia:
Vito Sorrenti, nato a Polia (VV) il 27 luglio 1952, risiede a Sesto San Giovanni. Ha pubblicato numerosi libri di poesia, tra cui Gocce d’amore (1994), Vagando con la mente (2002, prefazione di Neuro Bonifazi, Helicon), Poesie (2008, Comune di Leonforte, vincitore dell’omonimo Premio), Amebeo per Euridice (2009, prefazione di Mauro Decastelli), La poesia è una ladra (2010, Centro Studi Tindari Patti), Poesie d’amore (2015, Vitale Edizioni), I Derelitti (Premio Internazionale “Il Convivio”, 2014), Visioni culturali (Premio “Antonio Filoteo Omodei”, Il Convivio, 2016) e Chiari oscuri del dolore (Premio “Patrizia Brunetti”, 2016). Ha inoltre pubblicato il saggio Personaggi illustri calabresi (Amazon, 2020) e la raccolta Versi avversi e diversi (Amazon, 2023).


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