Una giornata intensa, carica di emozione e partecipazione, quella vissuta domenica 3 maggio ad Aiello Calabro in occasione dei festeggiamenti in onore di San Geniale Martire. Un appuntamento che, come ogni anno, ha saputo unire l’intera comunità nel segno della fede, della tradizione e del profondo senso di appartenenza.

Non solo una celebrazione religiosa, ma un momento identitario capace di rinnovare il legame tra passato e presente. «Si tratta di un’occasione che va ben oltre la dimensione celebrativa – ha sottolineato il sindaco Luca Lepore – perché rappresenta il cuore della nostra identità collettiva, che si rinnova e si trasmette di generazione in generazione».

Particolarmente significativo il momento dell’offerta delle chiavi urbiche e del cero votivo, rinnovato dal primo cittadino a nome della comunità. Un gesto simbolico che racchiude devozione e affidamento: «Con profonda emozione abbiamo rinnovato questo rito antico, che esprime il legame indissolubile tra Aiello e il suo Santo Patrono, guida spirituale soprattutto nei momenti più difficili».

La giornata è stata scandita dai momenti più suggestivi della tradizione, a partire dalla processione lungo le vie del borgo, impreziosite dai damaschi esposti dai balconi e accompagnata dalle note della banda musicale. Un percorso carico di spiritualità, culminato nello spettacolo pirotecnico che ha unito raccoglimento e festa.

Nel pomeriggio, dopo la Santa Messa in Piazza Plebiscito, la comunità si è ritrovata in Piazza Santa Maria per i festeggiamenti civili, tra stand enogastronomici, musica e momenti di aggregazione. «È in queste occasioni che si percepisce davvero il valore dello stare insieme – ha aggiunto Lepore – il riconoscersi parte di una storia comune e di un destino condiviso».

Un ringraziamento sentito è stato rivolto a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’evento: comunità ecclesiastica, volontari, associazioni e cittadini. Una partecipazione corale che testimonia la vitalità del tessuto sociale aiellese.

San Geniale rappresenta molto più di un riferimento religioso: è un simbolo identitario e una risorsa per il futuro del territorio. «Non possiamo limitarci a custodire questa eredità – ha evidenziato il sindaco – ma dobbiamo valorizzarla e trasformarla in un’opportunità concreta di sviluppo».

Un percorso che si lega anche al recente riconoscimento di Aiello tra i Borghi più Belli d’Italia. «È un traguardo importante – ha concluso Lepore – ma deve essere un punto di partenza. La sfida è trasformare questo prestigio in crescita reale, creando opportunità per i giovani e contrastando lo spopolamento, senza perdere la nostra autenticità».

La comunità guarda avanti, dunque, con radici ben salde nella propria storia e lo sguardo rivolto al futuro, affidandosi ancora una volta alla protezione del suo Santo Patrono. 

 

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