ROGLIANO – Ci sono partenze che durano una vita e ritorni che bastano a cancellare, almeno per qualche giorno, anni e chilometri di lontananza. A Rogliano agosto è anche questo: il mese delle porte che si riaprono, degli abbracci ritrovati, delle piazze che tornano a riempirsi di volti conosciuti.
È in questo clima che ritorna la Festa dell’Emigrante, giunta alla sua 22ª edizione e promossa dall’associazione Piccadilly & Friends. Un appuntamento che negli anni è diventato molto più di una manifestazione estiva: è una festa del ritorno e dell’appartenenza, dedicata a quanti hanno lasciato Rogliano e il Savuto senza recidere il filo che li lega alla propria terra.
Dopo la giornata del 9 agosto, con la tradizionale gara di briscola e il karaoke animato dal dj Angelo Perri, la manifestazione entra nel vivo oggi pomeriggio con i giochi popolari, occasione per riscoprire il piacere semplice dello stare insieme e alcune delle tradizioni che hanno accompagnato generazioni di roglianesi.
Alle 22 spazio alla musica e al divertimento con lo spettacolo degli Ultra Dance 90, che farà rivivere atmosfere, ritmi e successi di un decennio ancora amatissimo.
Domani, 13 agosto, sarà invece la volta di uno degli appuntamenti più attesi: sul palco di piazzetta Piccadilly arriveranno i Dik Dik, storica formazione della musica italiana. Un concerto destinato a richiamare un pubblico numeroso e a trasformarsi, inevitabilmente, anche in un viaggio nei ricordi.
Ampio spazio sarà riservato alla gastronomia, con la sagra del panino con peperoni, patate e salsiccia. Un sapore semplice e profondamente legato alla tradizione calabrese, che proprio in una Festa dell’Emigrante assume un significato particolare: perché anche un profumo, una pietanza preparata come una volta, può riportare improvvisamente a casa.
Quella valigia che non ha mai lasciato Rogliano
Dietro la festa, però, c’è una storia molto più grande. È la storia dell’emigrazione roglianese, fatta di uomini e donne che negli anni hanno lasciato il paese per cercare lavoro e futuro altrove. Sono partiti verso il Nord Italia, l’Europa e Paesi ancora più lontani. Qualcuno con una valigia di cartone, qualcuno con pochi risparmi cuciti addosso e quasi tutti con la stessa promessa nel cuore: tornare.
Hanno lasciato genitori, fratelli, amici, vicoli, campane e case nelle quali improvvisamente una sedia rimaneva vuota. Hanno imparato altre città, altre lingue, altri ritmi di vita. Hanno lavorato, costruito famiglie, conosciuto sacrifici e successi. Ma dentro quella valigia, insieme ai pochi vestiti, hanno portato un pezzo di Rogliano.
Ed è forse per questo che agosto, nei nostri paesi, non è mai stato soltanto un mese d’estate.
Agosto è il mese del ritorno.
È il rumore delle valigie che scendono dalle automobili, è una finestra che torna ad aprirsi dopo mesi, è il saluto gridato da un balcone all’altro. È incontrare dopo un anno un amico diventato più vecchio, cercare con gli occhi qualcuno che invece non c’è più. È tornare davanti alla casa dei genitori, percorrere la stessa strada dell’infanzia e accorgersi che, nonostante il tempo trascorso, certe radici continuano a sapere esattamente dove riportarci.
La Festa dell’Emigrante nasce proprio da questo sentimento. Non celebra semplicemente chi vive lontano: celebra il legame invisibile tra chi è partito e chi è rimasto. È il modo con cui Rogliano dice ai suoi emigranti: questa continua a essere casa vostra.
Per una sera le distanze scompaiono. Chi arriva dalla Germania, dalla Svizzera, dal Nord Italia o da qualsiasi altra parte del mondo torna semplicemente a essere quello di sempre: un figlio di questa terra.
E forse il significato più autentico della festa è racchiuso proprio negli abbracci che non hanno bisogno di parole. Perché si può vivere lontano per quarant’anni, cambiare città e abitudini, ma ci sono luoghi che non diventano mai soltanto un ricordo.
Rogliano, per tanti suoi emigranti, è uno di quei luoghi.
A coordinare l’iniziativa è Masino Cozza, presidente dell’associazione Piccadilly & Friends, insieme a quanti ogni anno lavorano perché questo appuntamento continui a rinnovarsi.
«La Festa dell’Emigrante – ha dichiarato Cozza - è nata per dire grazie a tutti i roglianesi che vivono lontano ma continuano a portare il nostro paese nel cuore. Quando ad agosto li vediamo tornare e piazzetta Piccadilly si riempie nuovamente di famiglie, amici e generazioni diverse, comprendiamo il vero significato di questa iniziativa. Non vogliamo offrire soltanto qualche serata di musica e divertimento: vogliamo regalare un’occasione per ritrovarsi e sentirsi ancora parte della stessa comunità. Ventidue edizioni rappresentano un traguardo importante, possibile grazie all’impegno di tante persone. Il nostro grazie – ha concluso - va all’Amministrazione comunale, agli sponsor, ai collaboratori e soprattutto a tutti coloro che partecipano. Questa festa appartiene a Rogliano e ai suoi emigranti».
La 22ª Festa dell’Emigrante gode del patrocinio dell’Amministrazione comunale di Rogliano e del sostegno di numerosi sponsor, il cui contributo permette di mantenere viva una manifestazione ormai entrata nella tradizione dell’estate roglianese.
Perché una comunità non è fatta soltanto da chi la abita ogni giorno. È fatta anche da chi è dovuto partire, da chi torna appena può e da chi, pur vivendo a centinaia o migliaia di chilometri di distanza, continua a chiamare Rogliano “casa”.
E quando, nelle sere d’agosto, piazzetta Piccadilly torna a riempirsi di voci, musica e vecchi amici, sembra quasi che tutte quelle partenze, almeno per qualche ora, non siano mai avvenute.









