La processione di Santa Maria Assunta a Colosimi si è conclusa, ma le discussioni nate attorno allo svolgimento della manifestazione non si sono spente con il rientro della statua.
A intervenire pubblicamente, il giorno dopo, è stato il sindaco Giovanni Lucia, che ha affidato a una lunga riflessione rivolta alla comunità il proprio pensiero su quanto accaduto durante la processione del 15 agosto.
Al centro delle polemiche, soprattutto il ritardo registrato al momento della partenza, dovuto alle operazioni necessarie per sistemare in sicurezza la statua della Madonna sul tradizionale carretto trainato dai buoi.
Da qui sono nate osservazioni e critiche di diverso tenore: c’è chi ha manifestato preoccupazione per la stabilità della statua, chi ha contestato la possibile presenza di deiezioni degli animali lungo le strade e chi ha giudicato la scelta dei buoi come il ritorno a una tradizione ormai superata, arrivando persino a parlare di “preistoria”.
Il sindaco non nega il diritto di esprimere opinioni differenti. Ciò che invece dice di non aver condiviso è il fatto che il parroco, Don Rodolfo Antonio Bruschi, sia arrivato a chiedere pubblicamente scusa alla cittadinanza e ad assumersi responsabilità per quanto accaduto.
Ed è proprio su questo punto che Giovanni Lucia prende una posizione netta.
«Oggi sono io, in qualità di Sindaco, a chiedere scusa a Don Rodolfo Antonio Bruschi», scrive, riferendosi alle polemiche che, a suo giudizio, hanno coinvolto ingiustamente il sacerdote e lo hanno portato a sentirsi responsabile di situazioni che non dipendevano da lui.
«Non era la processione del parroco o del sindaco»
Il passaggio più forte della riflessione arriva quando il primo cittadino richiama il significato stesso della manifestazione.
«Ieri sera non si è svolta la processione del Parroco. Non si è svolta la processione del Sindaco. Non si è svolta una processione individuale. Era, è e sarà sempre la Processione della Madonna dell’Assunta, così come vuole la tradizione».
Parole con cui il sindaco prova a riportare il confronto al centro della questione: il valore religioso e comunitario di un appuntamento profondamente radicato nella vita di Colosimi.
Secondo Lucia, un ritardo, qualche difficoltà organizzativa o la presenza dei buoi non possono oscurare il significato spirituale della processione.
«La fede, la devozione e il rispetto per la nostra tradizione devono saper andare oltre le polemiche», sottolinea.
Il richiamo al rispetto
Nella sua riflessione il sindaco non esclude la possibilità di discutere o di criticare ciò che può essere migliorato.
Il punto, però, è il modo in cui lo si fa.
Dietro una manifestazione tanto sentita – ricorda – ci sono il parroco, l’amministrazione comunale, i volontari e tanti cittadini che dedicano tempo ed energie affinché le tradizioni possano continuare.
Da qui l’invito a non lasciare che la polemica finisca per prevalere sulla fede e sulla serenità di una giornata che, al di là delle difficoltà, resta una delle ricorrenze più importanti per il paese.
«Criticare può essere legittimo; farlo con rispetto e senza perdere di vista il significato delle cose è, però, un dovere di tutti», scrive ancora Giovanni Lucia.
Il sindaco conclude rivolgendo a Don Rodolfo Antonio Bruschi il proprio ringraziamento e la propria vicinanza e invita la comunità a continuare a custodire ciò che appartiene alla storia religiosa e popolare di Colosimi.
Perché, al di là delle opinioni sulla presenza dei buoi o sull’organizzazione della processione, il messaggio che arriva dal Municipio è chiaro: le tradizioni possono essere discusse, migliorate e persino criticate, ma senza perdere di vista ciò che rappresentano per una comunità.









