di  Fiore Sansalone 

 

Parte Seconda

Dopo la festività dell'Immacolata si stillano le botti e si assaggia il nuovo vino; si dà inizio alla raccolta delle olive per avere un po’ di olio buono durante ‘i jurni festivi, e si macina anche il grano "ppe fare 'u pane 'e Natale". «Il pane di rito, detto nataliziu, o massaru (Lago), si pone nella mensa quotidiana come ricordo di dono celeste, dal dì di Natale a quello dell'Epifania; nel quale ultimo il genitore lo benedice, lo spezza e lo distribuisce alla famigliuola per consumarlo. È fatto a semplice forma di corona, o torno a spicchi, con croce della pasta istesa, rilevatane sulla crosta; la quale certamente vi sostituisce le figure di uomini e di animali, usate dagli antichi nelle placentae sigillatae dei sacrifici» (Vincenzo Dorsa).

 

di  Fiore Sansalone 

 

Parte Prima

''U tempu de la strina è venutu a nume ‘e tutti quanti ve salutu", inizia così il tradizionale canto popolare calabrese tipico rituale del periodo natalizio, che da anni, ad iniziare dalla vigilia del Santo Natale fino al giorno dell’Epifania, si canta davanti alle case di amici e parenti in segno di augurio e di buona fortuna.

 

di Antonietta Malito

GRIMALDI - Si concludono stasera i festeggiamenti civili e religiosi in onore di Sant'Antonio da Padova. Le celebrazioni religiose, iniziate il 3 giugno scorso con la tradizionale "tredicina", sono state seguite da un gran numero di fedeli, a testimonianza della secolare devozione al grande taumaturgo da parte della comunità grimaldese.

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