di Antonietta Malito
In uno scenario carico di fascino, ha preso vita l’anteprima della XXVII edizione di Galarte, rivelandosi, ancora una volta, un inno alla bellezza autentica della Calabria e ai suoi protagonisti.
Per l'occasione, l'area retrostante il chiostro dell’ex convento di Sant’Antonio si è trasformata in un teatro a cielo aperto, in cui l’atmosfera, sospesa e quasi rarefatta, ha accolto il pubblico come in un abbraccio. Qui, fiaccole tremolanti hanno disegnato traiettorie luminose tra le rocce, mentre la natura stessa sembrava vegliare su un evento che è un rito collettivo di riconoscimento, appartenenza e rinascita.

Un pubblico attento e partecipe — composto da cittadini, autorità locali, rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine, medici, docenti universitari, figure del mondo imprenditoriale e culturale — ha condiviso una serata densa di significati, un doveroso tributo a chi, con impegno e passione, costruisce ogni giorno una Calabria che sa innovare, raccontare e resistere.

Sul maestoso palco naturale, sono state presentate le Eccellenze calabresi 2025, celebrate attraverso immagini, video e narrazioni che ne hanno raccontato il cammino. A ciascuno è stata consegnata un’opera d’arte unica, pensata come simbolo tangibile del valore e dell’unicità del loro percorso umano e professionale.
Ecco, in ordine alfabetico, i protagonisti premiati durante la serata, quasi tutti grimaldesi d'origine: Bruno Amantea (medico), Pasquale Anselmo (attore e doppiatore), Franco Ferraro (giornalista), Francesca Guerriero (direttrice del DIMEG – Unical), Paolo Ippolito (imprenditore e ambasciatore del vino Cirò), Consuele Marano (speleologo e rocciatore), Renato Rolli (docente universitario di diritto amministrativo), Pasquale Gagliardi (medico), Massimino Magliocchi (presidente del Consorzio Olio di Calabria IGP), Volontari della Protezione Civile di Grimaldi.
Tra tutti, ha lasciato un segno profondo l’intervento di Pasquale Anselmo, celebre voce italiana di attori del calibro di Nicolas Cage e volto amato del cinema nazionale. La sua testimonianza, colma di gratitudine e nostalgia, ha commosso la platea. “Mi sono emozionato come poche volte nella mia vita”, ha detto con voce spezzata, evocando i ricordi d’infanzia legati a via Monastero, cuore delle sue estati grimaldesi.

A rendere ancora più forte il legame con la memoria e l’identità è stata la presenza del fotografo Gianfranco Bellusci, di Mongrassano, premiato per la sua mostra dedicata alle keze d’Arberia, attualmente ospitata presso il Museo della Civiltà Contadina di Grimaldi (visitabile fino a metà settembre). Le sue immagini raccontano con rara intensità la cultura arbëreshe, attraverso volti, gesti e dettagli che parlano di un mondo sospeso tra passato e presente.
A spiegare il significato simbolico della keza, il tradizionale copricapo nuziale, è stata la giornalista Antonietta Malito, mentre a incarnarne la grazia e la forza della donna arbresche è stata la madrina dell’evento, Vanna Licursi, avvolta in un elegante abito nuziale della tradizione.

A condurre con professionalità ed empatia la serata è stata la talentuosa giornalista Elvira Sangineto, anche moderatrice del tavolo di presidenza, composto da figure di rilievo: Giacomo Vercillo, ideatore e anima di Galarte, già insignito della Medaglia della Presidenza della Repubblica e Ambasciatore del Sorriso, il sindaco di Grimaldi Paolo Stilla, l’assessore alla Cultura Rosa Rocchetto, la scrittrice Alessia Cipolla, che ha presentato il suo ultimo libro “L’odore amaro degli ultimi incontri”.
Galarte ha così confermato la sua natura di evento raffinato, profondo e partecipato, capace di unire dimensione artistica e spessore umano. Un appuntamento che celebra il talento e la tenacia di chi, silenziosamente, porta avanti il nome della Calabria nel mondo e lo fa con cuore, dedizione e senso di comunità.
Foto di Gianfranco Bellusci









