di Roberto Falvo*
La prima presentazione del volume “Anime sospese nell’ombra”, svoltasi presso la Sala Consiliare del Comune di Mangone, ha registrato una partecipazione ampia e qualificata di esponenti istituzionali regionali, provinciali e territoriali, rappresentanti del mondo della cultura, delle associazioni e dell’informazione.
Il volume raccoglie storie vere, vissute e raccontate senza filtri né retorica, maturate nel corso della mia esperienza professionale all’interno degli istituti penitenziari in qualità di Assistente Capo Coordinatore di Polizia Penitenziaria. Testimonianze umane forti, consegnate al sociologo e giornalista Francesco Garofalo, che le ha analizzate e riportate nel libro offrendo una chiave di lettura sociale e civile. Ringrazio l’Amministrazione comunale per il patrocinio gratuito concesso all’iniziativa. Tuttavia, da cittadino e da ex amministratore, non posso tacere il rammarico per l’assenza del Sindaco e degli Assessori comunali alla cerimonia, nonostante regolare invito trasmesso tramite mail e rimasto privo di riscontro. La presenza di autorevoli rappresentanti istituzionali esterni ha reso questa assenza ancora più evidente.
Falvo ha invece riconosciuto e apprezzato la sensibilità dimostrata dal Consigliere comunale Mauro Oliverio, presente all’iniziativa, con il quale è stato ribadito un rapporto di reciproca stima e amicizia.
Durante l’incontro ho inoltre constatato un elemento che ritengo non secondario: nella Sala Consiliare, luogo che rappresenta la massima espressione democratica della comunità, non è esposta l’immagine del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, garante della Costituzione e dell’unità nazionale. Ho invece notato anzi tutti hanno notato, la presenza di un dipinto che riproduce la figura del Brigante Berardi. Non si tratta di negare la storia né di cancellare la memoria locale. La figura di Berardi, personaggio controverso del passato, può essere oggetto di studio, approfondimento e valorizzazione in contesti culturali quali musei, biblioteche o spazi dedicati alla memoria storica, dove la sua vicenda può essere adeguatamente contestualizzata. Diverso è il significato della sua collocazione nella Sala Consiliare. La Sala Consiliare non è uno spazio neutro né meramente espositivo: è il cuore istituzionale del paese, il luogo in cui si esercita la rappresentanza democratica nel rispetto della Costituzione. I simboli presenti in tale sede dovrebbero esprimere in modo chiaro e prioritario i valori repubblicani, il senso dello Stato e il rispetto delle istituzioni.
L’assenza dell’immagine del Capo dello Stato e la contemporanea presenza della raffigurazione di un brigante rappresentano una scelta simbolica che merita una riflessione seria e condivisa. La memoria è un patrimonio da custodire. Ma la memoria istituzionale richiede equilibrio, responsabilità e attenzione al messaggio educativo che si trasmette alle giovani generazioni.
Il confronto civile, quando fondato sul rispetto e sul senso delle istituzioni, è sempre un atto di amore verso la propria comunità.
* Già Vice Sindaco del Comune di Mangone - Assistente Capo Coordinatore di Polizia









