di Stefania Pettinato
A Scigliano, nel cuore della valle del Savuto, c’è un giovane che ha deciso di trasformare le sue radici in un progetto visionario. Fernando Crispino, imprenditore agricolo under 30, ha scelto di rimanere nella sua terra, unendo agricoltura, turismo sostenibile e recupero della memoria storica.
L’idea, battezzata “Glamping Il Castello”, sorgerà su un’area di oltre dieci ettari, proprio accanto ai ruderi di un antico castello, punto più alto e suggestivo del paese. Una sfida che unisce studio, passione e strategia, con l’obiettivo di far vivere ai visitatori un’esperienza unica, dove natura e storia si fondono in un panorama senza tempo.

- Per un giovane non è facile perseguire questo sentiero lavorativo, cosa ti lega alla terra e alle attività agricole?
“È vero, non è un percorso comune, ma il mio legame con questa terra è profondo, è una questione di identità. Sono cresciuto qui, e questi terreni non sono solo ettari su una mappa; sono la storia della mia famiglia. In particolare, il rudere di un antico castello che sorge proprio su uno dei terreni è sempre stato un simbolo per me: un pezzo di storia che rischiava di essere dimenticato. La mia missione è proprio questa: non solo coltivare la terra, ma custodirne la memoria e trasformarla in un'opportunità per il futuro, dimostrando che si può creare valore rimanendo qui”.
- In Calabria potresti essere definito un pazzo, nel senso buono del termine, sei sicuro di questa tua scelta?
“Accetto la definizione di "pazzo", se pazzia significa avere una visione e lottare per realizzarla. Sono più che sicuro di questa scelta, perché non è un salto nel vuoto. Dietro a questo progetto ci sono anni di studio, due diplomi, un'analisi meticolosa del mercato e un business plan che ho curato per mesi per renderlo "blindato" sotto ogni aspetto. La mia non è una pazzia improvvisata, è una pazzia lucida e calcolata. La vera follia, secondo me, sarebbe arrendersi prima ancora di averci provato”.
- Su quale perimetro stai avviando il tuo progetto? C'è un prodotto particolare?
“Il progetto si chiama "Glamping Il Castello", e il nome dice già molto. Nasce su un'area di oltre 10 ettari nel comune di Scigliano, in una posizione strategica unica: il punto più alto del paese. Da lì, la vista domina l'intera vallata. Il cuore dell'esperienza, e il nostro vero "prodotto particolare", sarà proprio la simbiosi tra natura e storia. Gli ospiti alloggeranno in tende di lusso sostenibili, ma lo faranno all'ombra dell'antico rudere del castello, che diventerà la scenografia naturale e il fulcro emotivo del soggiorno. Non offriremo solo un letto, ma un'esperienza immersiva: svegliarsi con un panorama mozzafiato e addormentarsi sotto le stelle accanto a un pezzo di storia. Stiamo lavorando senza sosta e prevediamo di essere pronti ad accogliere i primi ospiti tra circa un anno”.
- Savuto e agricoltura, è una simbiosi perfetta?
“Assolutamente sì, e la nostra posizione lo dimostra. Essere nel punto più alto di Scigliano ci dà una prospettiva unica, non solo panoramica, ma anche simbolica. Da lassù si capisce quanto sia prezioso e interconnesso questo territorio. La nostra agricoltura, che sarà biologica e a km 0, non servirà solo a sostenere il glamping, ma a raccontare la ricchezza di questa valle. Vogliamo che i nostri ospiti, guardando il paesaggio, possano poi assaggiarne i frutti. La simbiosi tra Savuto e agricoltura è perfetta, e noi vogliamo darle una nuova vetrina, un nuovo punto di osservazione privilegiato per farla apprezzare al mondo”.









