di Stefania Pettinato
Dalla banda di paese alla realizzazione di album e progetti musicali condivisi: la storia di Andrea Filice è quella di un percorso fatto di sacrifici, passione e dedizione assoluta alla musica.
Tromba e canto sono le sue due anime, strumenti con cui si racconta e con cui continua a cercare un dialogo sincero con il pubblico.

Come ti sei avvicinato alla tromba?
«Partiamo da molto lontano. Ho iniziato nella banda di Carpanzano sotto la guida di Luigi Maccarrone all’età di 7 anni. Mi piaceva molto questo strumento perché primeggiava, aveva un suono squillante e, all’epoca, in TV seguivo spesso le trasmissioni che avevano quasi tutte l’orchestra: restavo affascinato dai trombettisti che ne facevano parte, come Emilio Soana e Oscar Valdambrini. E poi i film western, dove quasi tutte le colonne sonore avevano la tromba come strumento solista principale».
Chi è stato il tuo primo grande punto di riferimento musicale?
«Come dicevo, Emilio Soana e Oscar Valdambrini, che erano icone dell’orchestra Rai. In particolare Nini Rosso, di cui conservo ancora gelosamente i dischi, e Michele Lacerenza, che ha inciso il celebre brano Per un pugno di dollari».
Cosa ti affascina di più di questo strumento?
«La difficoltà, perché le cose facili non mi piacciono. E poi il suono, che varia da dolce a squillante e rispecchia un po’ il mio modo di essere».
Hai un rituale di preparazione prima di suonare?
«Dipende da cosa devo fare. Se studio a casa, inizio con esercizi di riscaldamento e poi passo al repertorio. Se invece sono in concerto, mi scaldo solo il labbro e poi si parte».
Qual è la sfida più grande nel suonare la tromba?
«La tromba è uno degli strumenti più difficili da studiare. Richiede molto impegno, disciplina e metodo. Ricordo gli anni in conservatorio: studiavo anche di notte. Ci vuole tanto sacrificio, ma alla fine le soddisfazioni arrivano».
C’è un concerto o un’esperienza sul palco che ricordi con particolare emozione?
«Ne ho fatti tantissimi, specialmente nel periodo milanese. Tra i più belli ricordo l’opera Aida di Giuseppe Verdi, in particolare la marcia trionfale eseguita in piazza del Duomo a Bergamo. Poi tanti altri in giro per l’Italia, e non da ultimo quello di pochi giorni fa al Castello ducale di Corigliano Rossano».
Da dove trai ispirazione per interpretare o creare musica?
«Oltre alla tromba ho studiato anche canto moderno e scrivo canzoni da quando ero ragazzino, quindi da decenni. Dipende molto dallo stato d’animo: non c’è una regola precisa. I miei brani parlano d’amore, di attualità, dei giovani che eravamo e di quelli di oggi. Per me scrivere è quasi una malattia: mi fa stare bene ed è il modo più autentico di esprimermi».
Ti piace di più esibirti da solista o insieme ad altri musicisti?
«Bella domanda. Entrambi, dipende dal repertorio».
Qual è il sogno musicale che vorresti ancora realizzare?
«È appena uscito il mio disco con 10 tracce scritte da giovanissimo. Sto già lavorando al nuovo progetto insieme al mio produttore musicale e arrangiatore Elio Cozza, con la collaborazione come voce anche di Max Pagano, che è pure il mio produttore artistico. Inoltre stiamo portando avanti il gruppo Calabriapop, per cui stiamo preparando un album con sonorità più nostrane. Il mio sogno è avvicinarmi alle persone con la mia musica. Non cerco fama né pretese assurde: faccio tutto questo per pura passione e dedizione. Qualsiasi cosa il destino riservi sarà ben accetta».
Che consiglio daresti a un giovane che inizia a studiare musica oggi?
«Direi di farlo a qualunque prezzo e rinuncia. La musica mi ha aiutato nei periodi più difficili della mia vita. Studiate e vivetela come gioco e passione, prima di tutto. Il resto, a suo tempo, arriva da solo».

Andrea Filice nasce a Carpanzano, un piccolo borgo della provincia di Cosenza. Fin da giovane si appassiona alla musica, iniziando a suonare la tromba nella banda cittadina. Dopo studi privati, decide di trasferirsi a Milano, dove, nonostante gli impegni lavorativi e familiari, completa gli studi musicali. Grande appassionato di musica leggera, è fan dei cantautori italiani come Lucio Battisti, Eros Ramazzotti, Claudio Baglioni, Massimo Ranieri e Vasco Rossi.
A Milano si avvicina anche al canto, prendendo lezioni con Ubaldo Bruno, figura di rilievo nel panorama musicale cittadino. Inizia così a scrivere le sue prime canzoni, proponendole a orchestre da ballo e registrando i suoi primi provini. Dopo alcune vicissitudini familiari, Andrea torna in Calabria, dove fonda il gruppo Sound Live FM con l’amico tastierista Ugo Mancuso e realizza un altro sogno: creare una grande orchestra di fiati.
Nel 2024 la sua carriera prende una nuova svolta con l’incontro del giovane produttore Elio Cozza. Da lì, la storia continua, giorno dopo giorno.









