Di recente la fotografa altiliese Carmelina Ferrari è stata insignita della Pergamena d’Onore “Eccellenze del Territorio”, prestigioso riconoscimento promosso da Atlantide – Centro Studi Nazionale per le Arti e la Letteratura e destinato a quanti si distinguono per talento, impegno e capacità di valorizzare il patrimonio umano e culturale.
La motivazione del premio evidenzia l’eccellenza espressa nella fotografia, capace di catturare con sensibilità e autenticità volti, paesaggi e momenti di vita, raccontando bellezza, storie e identità attraverso uno sguardo artistico riconosciuto e apprezzato. Ed è proprio questa la cifra stilistica di Carmelina Ferrari: uno sguardo che non si limita a osservare, ma ascolta.
Fotografa freelance specializzata in Newborn, Maternity e Wedding photography, Ferrari lavora nello spazio intimo in cui l’emozione prende forma. Attese cariche di speranza, promesse sussurrate prima di un “sì”, abbracci che durano un istante ma restano per sempre: ogni scatto diventa memoria viva. “Ci sono momenti che non fanno rumore, ma cambiano tutto. Io lavoro lì, in quello spazio silenzioso in cui un’emozione prende forma”, afferma la fotografa, riassumendo con poche parole la profondità della sua poetica visiva.

Il suo percorso professionale l’ha portata a confrontarsi con realtà diverse e stimolanti. Ha firmato la copertina del 695° numero di Parola di Vita, edizione speciale con il messaggio del Vescovo Giovanni Checchinato per un’estate giubilare. Ha collaborato con The Space Cinema durante l’anteprima del film U.S. Palmese, diretto dai Manetti Bros. e distribuito da 01 Distribution, fotografando registi e protagonisti, tra cui Rocco Papaleo. Un suo scatto campeggia inoltre sulla copertina del singolo “Lo stornello della vita” del cantautore calabrese Santino Cardamone.

Accanto ai lavori professionali, spicca l’impegno sociale: significativo il cortometraggio realizzato in occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, dedicato alla violenza psicologica, spesso invisibile ma profondamente devastante. Un progetto che conferma come la sua fotografia non sia soltanto estetica, ma anche responsabilità e coscienza.
“Non fotografo per fermare il tempo. Fotografo perché, quando tutto cambia, ci sia qualcosa che resti”, dichiara Ferrari. Ed è forse in questa frase che si coglie il senso più autentico del suo lavoro: custodire l’essenza delle persone, dare forma visibile alle emozioni, trasformare un istante in racconto.
Il riconoscimento ricevuto rappresenta non solo un traguardo personale, ma un segno di gratitudine verso un’artista che, con eleganza e discrezione, continua a valorizzare il territorio attraverso la forza silenziosa delle immagini, restituendone identità, luce e verità.









