di Antonietta Malito
È stata una mattinata carica di emozione e significato quella vissuta oggi ad Aiello Calabro, all'interno del Municipio, dove il sindaco Luca Lepore ha accolto con calore una famiglia arrivata da Edmonton (Canada).
Un viaggio speciale, il loro, fatto non solo di chilometri ma di memoria, cuore e radici ritrovate.
La famiglia, discendente da emigrati aiellesi, è tornata nella terra dei propri avi per toccare con mano i luoghi da cui tutto è cominciato: la piccola e suggestiva località di Valle Oscura, che conserva ancora intatta l’atmosfera di un tempo.
Il desiderio che li ha spinti fin qui era quello di ricostruire la propria storia, riscoprire l’identità familiare, sentirsi parte di qualcosa che affonda le radici nel passato.

E proprio grazie alla collaborazione dell’ufficio anagrafe del Comune, hanno potuto consultare documenti, ricostruire alberi genealogici, ritrovare nomi e volti legati alla propria memoria.
Il sindaco Lepore ha ascoltato con sincero interesse i loro racconti, fatti di ricordi tramandati, di fotografie ingiallite, di storie che sembravano lontane ma che oggi si sono fatte incredibilmente vicine. «Ringrazio la famiglia per la visita e per le belle parole che ha riservato al nostro borgo, che hanno saputo osservare con uno sguardo affettuoso e attento», ha detto il primo cittadino, visibilmente toccato dall'incontro.
In un clima intimo e raccolto, si è riflettuto insieme su quanto i legami con la terra natale restino vivi, anche dopo generazioni e nonostante la distanza.
Il loro ritorno ad Aiello Calabro non è stato solo un viaggio fisico, ma un vero e proprio pellegrinaggio dell’anima.

Il fenomeno del “turismo delle radici” sta diventando sempre più frequente, in particolare durante l’estate, quando tanti discendenti degli emigrati italiani decidono di tornare nei paesi d’origine. Vogliono vedere le case dei nonni, camminare lungo le stesse strade, riscoprire i sapori e i profumi che fanno parte della loro storia familiare.
«Come amministrazione comunale – ha aggiunto Lepore – siamo profondamente orgogliosi di accogliere chi torna qui, anche solo per pochi giorni, ma con un legame che dura da sempre. Sono persone che, con il loro affetto e il loro entusiasmo, diventano ambasciatori del nostro paese nel mondo».
Per i piccoli centri come Aiello Calabro, questi incontri rappresentano un’occasione preziosa. Non solo riaccendono il senso di appartenenza, ma contribuiscono a valorizzare il patrimonio culturale locale e, in molti casi, aprono a nuove opportunità di collaborazione e scambio con le comunità italiane all’estero.









