di Katiuscia Rizzo
Ci sono luoghi che non hanno bisogno di monumenti imponenti per emozionare. A volte basta una piccola casa, qualche muro segnato dagli anni, un tetto ricoperto dalle foglie e un bosco che tutt'intorno continua silenziosamente a vivere.
Questa immagine, scattata in località Monte Mancuso, nel Catanzarese, racconta proprio una di quelle piccole meraviglie che rischiamo di attraversare distrattamente senza comprenderne fino in fondo il fascino.
La casetta appare quasi nascosta tra gli alberi. Non domina il paesaggio, non cerca attenzione: sembra piuttosto esserne diventata parte. I grandi tronchi che la circondano paiono proteggerla, mentre il tappeto di foglie ricopre il terreno e accompagna lo sguardo verso un angolo di bosco nel quale tutto sembra avere un ritmo diverso.
Guardandola viene spontaneo chiedersi quante stagioni abbia visto passare.
Quanti inverni sotto la pioggia e il freddo, quante primavere con il bosco che tornava lentamente a colorarsi, quante estati attraversate dalla luce filtrata tra le fronde e quanti autunni accompagnati dal rumore delle foglie cadute.
E viene anche da immaginare le persone che, negli anni, potrebbero essere passate davanti a quella porta. Voci, passi, giornate di lavoro, momenti di riposo, incontri e storie che oggi non possiamo conoscere semplicemente osservando una fotografia, ma che il luogo sembra ancora suggerire.
È questo il fascino di certi angoli di Monte Mancuso: riescono a far percepire la presenza del tempo senza bisogno di raccontarlo.
Qui il silenzio non è vuoto.
È il fruscio delle foglie mosse dal vento, il rumore dei passi sul terreno, il canto degli uccelli, il profumo della terra umida e quella particolare sensazione che si prova quando, per qualche istante, ci si allontana dalla velocità della vita quotidiana.
La piccola casa nel bosco diventa allora quasi un simbolo.
Ci ricorda una Calabria più intima e meno conosciuta, fatta non soltanto di mare e di grandi panorami, ma anche di montagne, sentieri, boschi e piccoli luoghi capaci di conservare un rapporto antico tra l'uomo e la natura.
Sono immagini che invitano anche a riflettere sull'importanza di conoscere, rispettare e custodire il nostro patrimonio ambientale. Perché la bellezza di un territorio non vive soltanto nei luoghi celebrati dalle guide turistiche: spesso si nasconde proprio negli angoli più semplici, quelli che bisogna raggiungere lentamente e osservare con attenzione.
Forse è per questo che questa casetta riesce a trasmettere una particolare malinconia.
Non sappiamo quali storie custodiscano realmente quelle mura e sarebbe sbagliato inventarle. Ma possiamo immaginare quanta vita sia trascorsa intorno a loro e quanto sia cambiato il mondo mentre il bosco continuava, stagione dopo stagione, il proprio cammino.
E mentre tutto intorno corre, Monte Mancuso conserva ancora luoghi nei quali sembra possibile fermarsi e ascoltare.
Quella piccola casa tra gli alberi, semplice e silenziosa, sembra ricordarcelo:
ci sono posti in cui il tempo non si misura con l'orologio, ma con le foglie che cadono, gli alberi che crescono e i ricordi che il bosco continua gelosamente a custodire.
