Tra pietre annerite dal fumo e ricordi di un tempo lontano, una testimonianza preziosa della vita e delle tradizioni dei nostri paesi

 

di Katiuscia Rizzo

Ci sono luoghi che, pur avendo perso la voce, continuano a raccontare storie. Basta fermarsi davanti a questo antico forno a legna, osservare le pietre consumate dal tempo, l'arco d'ingresso e le pareti annerite dal fumo per immaginare quanta vita sia passata da qui.

Un tempo, il forno rappresentava molto più di un semplice strumento per cuocere il pane. Era il cuore pulsante della casa contadina, il luogo in cui il lavoro delle mani diventava nutrimento, dove la fatica quotidiana trovava ricompensa nel profumo delle pagnotte appena sfornate.

La preparazione del pane era un rito. Si cominciava con la farina, l'acqua e il lievito madre, custodito gelosamente e tramandato di generazione in generazione. L'impasto veniva lavorato con pazienza, lasciato riposare e infine sistemato nel forno, precedentemente riscaldato con la legna.

Le donne conoscevano il momento giusto per infornare osservando il colore delle pietre e il calore della bocca del forno. Non servivano termometri: bastavano l'esperienza e quei saperi antichi che oggi rischiano di scomparire.

Attorno al forno si intrecciavano racconti, consigli e piccoli gesti di solidarietà. Il pane non era soltanto un alimento, ma il simbolo della famiglia, del sacrificio e del rispetto per ciò che la terra offriva.

Oggi questo manufatto, segnato dagli anni e dal silenzio, conserva intatta la propria dignità. Ogni crepa, ogni pietra, ogni traccia di fuliggine rappresenta una pagina della nostra storia.

Recuperare e valorizzare testimonianze come questa significa difendere l'identità dei nostri borghi, custodire la memoria di chi ci ha preceduto e trasmettere ai giovani il valore delle proprie radici.

Perché il patrimonio di un territorio non vive soltanto nei grandi monumenti, ma anche in questi piccoli luoghi della quotidianità, troppo spesso dimenticati.

E davanti a questo antico forno sembra quasi di sentire ancora il crepitio della legna e il profumo del pane caldo. Un profumo che appartiene alla memoria della nostra terra e che nessun trascorrere del tempo dovrebbe cancellare. 

 

KATIUSCIA RIZZO
Author: KATIUSCIA RIZZO
Biografia:
Katiuscia Rizzo, nata a Lamezia Terme (CZ) il 12 maggio 1974, è madre di due figli. Ha lavorato come OSS privata a Chieti e attualmente vive a Scigliano, suo paese natio. È moderatrice del gruppo “Scigliano Trekking – Cammina con noi”, creato il 25 settembre 2025. Ama camminare all’aria aperta e ascoltare i suoni della natura, coltivando una forte passione per il trekking e la fotografia. Persona solare e allegra, le piace scoprire, ammirare, promuovere e condividere le bellezze dei luoghi calabresi.