di Ivana Orlando
Amantea diventa il punto di riferimento della protesta calabrese contro il caro vita. Questa mattina, venerdì 23 ottobre, è partita la mobilitazione che chiama a raccolta agricoltori, autotrasportatori, lavoratori e semplici cittadini, accomunati dalla preoccupazione per l'aumento dei prezzi e per un futuro economico sempre più incerto.
L'appuntamento è stato fissato alle ore 9 in piazza Cappuccini, luogo scelto per dare voce a un malcontento che attraversa diversi settori della società.
Al centro della protesta ci sono il caro carburante, l'aumento dei generi alimentari, le bollette e i costi di produzione, che mettono in difficoltà tanto le famiglie quanto le piccole imprese.
Per gli agricoltori, il prezzo del gasolio e delle materie prime rischia di compromettere la sostenibilità delle aziende. Gli autotrasportatori denunciano costi di esercizio sempre più pesanti, mentre numerose famiglie sono costrette a rivedere le proprie spese quotidiane, rinunciando anche ad acquisti un tempo considerati normali.
La mobilitazione ha raccolto adesioni anche oltre i confini cittadini. Il Comune di Cleto ha annunciato la propria partecipazione, invitando i cittadini a prendere parte alla manifestazione in maniera pacifica.
L'iniziativa ha avuto ripercussioni anche sull'organizzazione della giornata scolastica: a Campora San Giovanni è stata disposta la chiusura dei plessi scolastici per venerdì 23 ottobre.
Quella di Amantea è una protesta che si inserisce nel clima di tensione economica vissuto dalla Calabria nelle ultime settimane. Dopo le mobilitazioni degli autotrasportatori e degli agricoltori, il disagio coinvolge una platea più ampia di cittadini che chiedono interventi concreti e duraturi.
La richiesta che arriva dalla piazza è chiara: non bastano misure temporanee se il costo della vita continua a crescere e i redditi non riescono a tenere il passo.
La giornata di Amantea richiama così l'attenzione su un problema che riguarda anche la Valle del Savuto e le aree interne, dove famiglie, commercianti e aziende agricole affrontano quotidianamente le conseguenze dei rincari.
La protesta è partita. Ora l'attenzione si concentra sulle risposte che arriveranno dalle istituzioni, perché dietro la mobilitazione ci sono persone che chiedono soprattutto una cosa: poter vivere dignitosamente del proprio lavoro.
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