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GRIMALDI – L’esecutivo De Marco a poco più di un anno dall’insediamento prosegue con il proprio programma, nonostante le numerose difficoltà dovute alla gestione delle problematiche relative all’emergenza sanitaria, ma sulle quali viene prodotto il massimo sforzo.
Tra i progetti presentati assume rilevanza il progetto definitivo per l’efficientamento energetico dell’edificio scolastico di corso Trento in base al bando Por Calabria Fesr-Fse 2014-2020 Asse 4 Efficienza energetica e Modalità sostenibile - Azione 4.1.1 e Azione 4.1.2 così come indicato nel programma elettorale.
Ad occuparsi dei progetti finanziabili è l’ingegner Gianni Cuglietta, consigliere comunale con delega alle Politiche ambientali. «Nella relazione tecnica generale - spiega Cuglietta - viene descritto come l’edificio sia stato realizzato verso la metà degli ottanta e si presenta in discreto stato di conservazione; le strutture portanti compresi i muri perimetrali non presentano lesioni, ma sono evidenti una serie di criticità quali ampie macchie di umidità alla base delle murature dovute essenzialmente alla mancanza di isolamento da terra. I solai intermedi e molte partiture interne sono in buono stato, ma sono presenti fenomeni di umidità. Gli infissi esterni in alluminio sono obsoleti e privi di isolamento. In tutti gli ambienti, interni ed esterni, gli impianti sia elettrici che termici sono obsoleti. Per questi motivi - ha concluso il consigliere - si è ritenuto di dover procedere con un intervento finalizzato al miglioramento dell’efficienza ed al risparmio energetico, secondo il protocollo di Kyoto ed Europa 2030. Per poter conseguire l’obiettivo di “Classe energetica A”, l’intervento prevede l’adozione di strategie bioclimatiche ed ecologiche».

Piero Carbone, giornalista pubblicista

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«Pensavo di averle viste tutte ma sbagliavo. Ieri sera è stata trasmessa la pagina più buia per la nostra terra».
È quanto afferma Graziano Di Natale, segretario-questore dell’Assemblea regionale, a seguito dell’intervista all’ex commissario alla sanità Cotticelli, durante il programma “Non è l’Arena” su La7, in cui dichiarava: "Non so in quel momento cosa mi sia successo. Non connettevo. Il Piano anti-covid l'ho fatto io. Sto cercando di capire con un medico se ho avuto un malore durante l'intervista".
Ecco, il consigliere eletto nella lista “Io Resto in Calabria” resta stupito da tali parole e sostiene quanto segue: «Qualora le sue parole fossero vere, non ci sarebbe bisogno di nessun atto per andare via, basta avere un minimo di pudore. Cotticelli ritorni in sè e segua il mio esempio, salga le scale della Procura della Repubblica e denunci. Il Governo nazionale - prosegue - liberi la Calabria e affidi la gestione dell’emergenza sanitaria a persone legate non ad un colore ma ad un valore. Precisamente nell’art. 32 della Costituzione si parla di tutela alla salute come fondamentale diritto dell’individuo. Ecco perché - continua il consigliere regionale - la sanità non può che essere pubblica e, nel caso specifico della Calabria, la Sanità deve essere affidata ai calabresi. La salute - conclude Di Natale - è un bene di tutti, un diritto. E di fronte ai tanti malati e ai tanti che soffrono non si può scherzare. Le Istituzioni devono garantire questo sacrosanto diritto. Ci vuole soltanto onestà».

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«Con la presente mozione d’ordine il gruppo consiliare “Comune in Comune” intende responsabilizzare l’intero consiglio comunale sul modo in cui è stato organizzato il servizio scolastico locale, il trasporto alunni, lo stato in cui versano gli interventi per il recupero del plesso scolastico di santa Maria, e quali suggerimenti fornisce l’assemblea per migliorare le condizioni socio-ambientali del mondo della scuola e della conoscenza».
Così ha esordito la capo gruppo consiliare di Comune in Comune, Ida Paola Cerenzia che si è fatta carico di sottoporre all’assemblea consiliare la Mozione d’ordine sul tema della scuola, argomento trascurato nell’ordine del giorno ufficiale e al quale diligentemente ha inteso rimediare la coordinatrice del gruppo, ricorrendo allo strumento della mozione e superando in tal modo l’ordine di discussione dei punti dell’ordine del giorno.
«La presente mozione ha sottolineato - Ida Paola Cerenzia - impegnerà la Sindaca e l’assessore al ramo di relazionare periodicamente in Consiglio comunale sull’andamento delle attività della scuola, ritenuta un bene primario e insostituibile per la formazione dell’individuo».
Il Consiglio comunale è passato, quindi, a discutere gli argomenti ufficiali collocati all’ordine del giorno, approvando il nuovo regolamento della Tari. Rinviato, invece, su proposta della maggioranza, il punto riguardante il Piano Finanziario, non ancora definito dall’amministrazione comunale. Approvate, invece, con i soli voti della maggioranza, le tariffe Tari 2020. La minoranza consiliare ha votato No dopo che si è vista respingere la proposta di 2non far pagare le tasse locali ai giovani che intendessero avviare attività economiche nel centro storico, rimasto spoglio di qualsiasi attività produttive e di servizio. Ampio spazio, infine, è stato riservato al dibattito sul provvedimento emanato dall’Anticorruzione Nazionale con il quale vengono contestate una serie di anomalie sulle procedure di affidamento del servizio pubblico ad una Società esterna. L’opposizione ha contestato duramente l’esecutivo comunale per non aver adempiuto ancora alle indicazioni dell’Anticorruzione, tergiversando sulle risposte da fornire all’organo terzo, espresso negativamente sulle procedure adottate dal Comune nell’affidamento del servizio pubblico. L’opposizione consiliare ha stigmatizzato la scelta della giunta di aver richiesto , ad un legale esterno, un parere su un provvedimento definitivo che non si presta ad interpretazioni, ma che va eseguito in quanto definito dopo aver valutato, in itinere del procedimento, le motivazione dell’amministrazione che confermerebbero quanto contestato dalla stessa Anticorruzione. Il gruppo consiliare ha fortemente contestato la richiesta di rivolgersi ad un legale esterno, sottoponendo il bilancio comunale a sostenere spese inutili e inconcludenti. Le contestazioni si sono ampliate sul piano della incompetenza della giunta ad attuare scelte che spettavano invece, - ha sostenuto la consigliera di minoranza Simona Mancuso - per statuto e regolamento, al civico consesso.
La struttura adibita ad asilo nido, è stata realizzata con fondi europei e con risorse derivanti da un mutuo che l’amministrazione comunale ha contratto a suo tempo e spalmato nelle voci di bilancio con rate ventennali. Il valore del servizio affidato con le procedure contestate dall’Anticorruzione non corrisponderebbe, assolutamente a parere dell’opposizione, al valore reale stimato per definire il canone di locazione, individuato dall’amministrazione comunale. Nella stima non sarebbe stato tenuto in considerazione il fatto che l’edificio sia stato adeguatamente arredato e dotato di pannelli fotovoltaici e di accreditamento da parte della regione Calabria, che hanno richiesto ingenti impegni di risorse pubbliche per ospitare e avviare il servizio pubblico sul territorio. La proposta del gruppo consiliare” Comune in Comune” di adempiere subito alle contestazioni mosse dall’anticorruzione nazionale, provvedendo alla revoca immediata del contratto di fitto del plesso stipulato pochi mesi fa con la società locataria, è stata respinta dalla maggioranza consiliare. Bocciata inoltre la proposta avanzata sempre dal gruppo consiliare Comune in Comune di gestire direttamente il servizio dell’asilo Nido, utilizzando le professionalità e le competenze che esistono sul territorio per come dimostrato dai fatti vissuti.
Il consiglio, infine, è passato a trattare le criticità collegate alla depurazione delle acque reflue e trattamento degli scarichi e rifiuti, argomento inserito tra i punti proposti all’ordine del giorno su richiesta specifica dell’opposizione consiliare.

Gruppo "Comune in Comune"

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GRIMALDI – Il consigliere comunale di minoranza, Attilio Rino, vede nella nomina di Giovanni Minoli a commissario straordinario della Film Commission Calabria, una occasione da non lasciarsi sfuggire essendo Grimaldi sede del Casale della scenografia.
«Con l’incarico dato al noto giornalista e autore televisivo - sostiene Rino - si aprono scenari per sviluppare nella regione un’industria dell’audiovisivo seriale di livello nazionale, e considerato che siamo ancora in una fase iniziale dobbiamo saper cogliere l’opportunità per inserirci in questo progetto, così come stanno già facendo altre amministrazioni, creando dei laboratori o delle sezioni specifiche. La nostra richiesta dovrebbe trovare più facile accoglimento poiché Grimaldi è tra i pochi paesi ad avere una struttura adeguatamente attrezzata che è quella del casale della scenografia, finora poco utilizzata. Per questo, chiedo al sindaco e all’assessore alla Cultura, di contattare la presidente Santelli e il commissario straordinario di Calabria Film Commission per manifestare la volontà dell’amministrazione a partecipare all’iniziativa. Tenuto conto che il commissario Minoli ha dichiarato di conoscere poco la Calabria, soprattutto le zone interne, suggerisco - conclude Rino - di trasmettere una scheda dettagliata delle strutture da mettere a disposizione, accompagnata da un video del centro storico e del territorio».
Piero Carbone, giornalista pubblicista

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di Francesco Saccomanno *

Prima Carlo Levi ci ha edotti sul fatto che “le parole sono pietre”, denunciando le sopraffazioni subite dai contadini siciliani, privati dei diritti costituzionali per garantire i privilegi dei benestanti. Poi, Dario Paccino, a metà degli anni 90’, nell’epoca della comunicazione globale, ci ha resi consapevoli del fatto che le stesse parole diventano o possono velocemente diventare persino macigni.
In sostanza, ci hanno fatto capire il peso del linguaggio che è null’altro che “il peso della sedimentazione della cultura dominante nel senso comune”. Invitandoci a percepirne la gravità e considerando che le idee dominanti sono quelle delle classi dominanti, di cui il linguaggio è il veicolo fondamentale atto a permeare pesantemente il senso comune. Per cui, nel mondo globalizzato e del pensiero unico liberista (pensiero che si traduce facilmente in prassi concreta!), il linguaggio, un certo tipo di linguaggio dei potenti, orienta e cerca di orientare il popolo verso la guerra tra poveri, individuando come bersaglio gli ultimi ed indicando simbolicamente i migranti (“i negri”), i Rom (gli zingari) e gli omosessuali (“i froci”).
Ci tocca fare riferimento alla potenza del linguaggio per denunciare la pericolosità pervasiva delle deliranti affermazioni dell’attuale, ahinoi, vicepresidente leghista e razzista della Giunta della Regione Calabria, al secolo Nino Spirlì, titolare addirittura della delega alla Cultura.
Il personaggio, se non fosse per il ruolo istituzionale che occupa, potrebbe tranquillamente diventare un fenomeno da baraccone per spettacoli triviali di quart’ordine, quale, appunto, la kermesse della lega a Catania in cui si è esibito insieme ad altri colleghi di pari rango.
In questo caso, alimentando una vera e propria diffusione di idee retrive, antidemocratiche e di odio verso la diversità; ovvero verso quelle idee di accoglienza e di solidarietà messe in atto, proprio qui in Calabria, dal compagno Mimmo Lucano e dalla mirabile esperienza della Riace di cui ormai si parla in tutto il mondo. Non a caso, attaccata ferocemente dal leghismo veicolato dagli Spirlì, dai Trifoli e dai loro capi e capitani.
Per questo, facciamo nostre le preoccupazioni espresse dal compagno Mario Vallone, coordinatore dell’Anpi calabrese, e dallo sportello “Soumaila Sacko” della Piana, e denunciamo con loro le pervasive forme di apologia del razzismo e del fascismo veicolate da tali personaggi.
Che, attenzione, e qui ci rivolgiamo ai tantissimi cittadini democratici, non vanno scambiate per forme di espressioni popolari contro il politicamente corretto, ma vanno identificate per quello che sono: macigni sotto cui si tenta di seppellire, in questo mondo ancora “grande e terribile”, la democrazia, le relazioni sociali e la nostra capacità stessa di Restare Umani.
Presidente Santelli, il signor Spirlì è libero di dire quello che vuole a casa sua ma se afferma talune bestialità mentre svolge un ruolo istituzionale diventa, al contempo, complice ed istigatore delle tante, troppe violenze quali quelle cui abbiamo assistito anche di recente. E Lei, restando in silenzio, ne diventa correa.

* Segretario provinciale Cosenza del PRC-SE

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Attilio Rino, consigliere comunale de Il sogno per Grimaldi, si rivolge al presidente della Provincia di Cosenza, Iacucci, ed al responsabile del servizio viabilità.
«Illustrissimi, in qualità di consigliere comunale di Grimaldi, con reale spirito di collaborazione, mi faccio portavoce delle numerose istanze che quotidianamente mi arrivano dalla cittadinanza, preoccupata per il degrado delle nostre strade, in particolar modo i tratti delle Strade provinciali Grimaldi-Maione(Altilia) e Grimaldi- Aiello Calabro. Relativamente alla Grimaldi- Maione, segnalo lo stato di degrado del marciapiede su tutto il tratto di Via A. Moro: buche e mattonelle divelte rendono quasi impossibile il transito pedonale e delle carrozzelle. Gli ostacoli presenti sul marciapiede costringono le persone a camminare sulla sede stradale, mettendo così a rischio la loro stessa incolumità. Il pericolo è altissimo in quanto la strada è ad alta intensità di traffico poiché èun’alternativa all’autostrada Savuto Piano Lago, ma anche perché è trafficata da mezzi pesanti. Per quanto riguarda la Grimaldi Aiello Calabro, segnalo l’inadeguatezza dell’altezza del parapetto sul ponte che collega Piazza P. Mancini a Corso Trento: già in passato si è sfiorata la tragedia a danno di un giovane che è scivolato nel vuotoe solo la presenza di arbusti cresciuti nelle pieghe dei blocchi di muratura ne hanno “rallentato” la caduta, evitando così il peggio. Pur consapevole della situazione economica finanziaria dei nostri enti, confido nella Vostra riconosciuta sensibilità di attaccamento al territorio e compiere uno sforzo finalizzato alla sicurezza e al decoro pubblico».

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MALITO - L’emergenza coronavirus continua e il propagarsi dei contagi che nella prima fase aveva risparmiato alcuni Comuni del Savuto fa segnare nelle caselle finora vuote il nome di Malito.
E’ dell’altro ieri la comunicazione del sindaco Francesco Mario De Rosa che il virus ha fatto l’ingresso nel proprio paese, per come segnalatogli dalle autorità competenti.
«Alla persona coinvolta - ha detto il primo cittadino - va la nostra piena vicinanza e l’augurio di una pronta guarigione; voglio tranquillizzare tutti voi sul continuo controllo delle condizioni di salute dell’intera comunità, ma vi avverto che questo virus sta rompendo molti argini e sta dilagando. Siamo accerchiati».
Il sindaco ha informato la cittadinanza della sua presenza stabile a Malito, - anche se dovrà assentarsi negli orari di lavoro - in modo da seguire costantemente l’andamento della pandemia nel territorio, con il centro operativo comunale di Protezione civile attivato l’otto marzo e rimasto sempre attivo, e che lo sarà ancora di più in questo momento.
La vicinanza dell’amministrazione comunale, viene assicurato, sarà attiva anche per ciò che riguarda i servizi di sostegno con particolare attenzione alle persone più fragili e bisognose.
Nel comprensorio intanto si registrano altri casi e c’è molta attesa per i risultati che dovrebbero pervenire a momenti per gli esiti dei tamponi in altri comuni. L’auspicio è che con la chiusura - come avvenuto nella scorsa primavera - si possa limitare di molto la diffusione del contagio.
Piero Carbone, giornalista pubblicista

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di Fiore Sansalone*

Nelle scorse ore il sindaco della cittadina del Savuto, Orazio Berardi (nella foto) ha dato comunicazione della positività al Covid di 16 alunni frequentanti il plesso scolastico di Piano Lago. Come si ricorderà, la stessa struttura era stata chiusa a seguito di alcune segnalazioni relative a dei contagi di una insegnante e di uno studente.
Il primo cittadino ha espresso vicinanza e solidarietà alle famiglie, sottolineando il triste momento per la comunità locale. Berardi chiama tutti all'unità, convinto che, anche questa volta, Mangone avrà la forza di superare questa difficile evenienza.
Ecco il comunicato del sindaco: «Purtroppo abbiamo appena avuto comunicazione per le vie brevi da parte del Dipartimento di prevenzione dell'Asp, della positività di n. 16 alunni frequentanti il plesso di Piano Lago. Stiamo attuando tutte le procedure previste dalla vigente normativa per contenere la diffusione epidemiologica. È un bruttissimo momento per le famiglie dei ragazzi e per il nostro paese, a cui va tutta la nostra solidarietà e vicinanza. Dobbiamo essere forti e uniti. Supereremo anche questo brutto momento».
* Direttore responsabile

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(ANSA) - COSENZA, 15 OTT - La presidente della Regione Calabria Jole Santelli, 52 anni, è morta la notte scorsa nella sua abitazione, a Cosenza. La notizia è stata confermata dal sindaco di Cosenza Mario Occhiuto da persone a lei vicine. Secondo quanto si è appreso avrebbe avuto un malore. La presidente da anni era malata di cancro. Ieri aveva avuto incontri politici a Cosenza. Prima donna presidente della Regione Calabria, la Santelli era stata proclamata il 15 febbraio 2020. (ANSA)

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Nel pomeriggio di venerdì scorso, i carabinieri della Stazione di Grimaldi hanno tratto in arresto J.Y.,21enne del Gambia, pregiudicato per reati sugli stupefacenti, ritenuto responsabile di evasione dagli arresti domiciliari. L’uomoera già infatti sottoposto ad una misura cautelare personale nel Comune di Altilia a seguito di un’ordinanza emessa dal Tribunale di Cosenza. Nelle prime ore della mattina il 21enne aveva avvertito la Centrale Operativa della Compagnia Carabinieri di Rogliano che si sarebbe recato presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Civile Annunziata di Cosenza per un improvviso malore. Poiché nelle scorse settimane l’uomo era già stato segnalato all’Autorità Giudiziaria per alcune violazioni della misura cautelare cui era sottoposto ed al fine di verificare l’autenticità di tale ultimoavviso, i militari della Stazione di Grimaldi si sono recati, un paio d’ore dopo l’avvertimento telefonico pervenuto alla Centrale Operativa, proprio presso il suddetto Pronto Soccorso per verificare se egli vi si fosse effettivamente presentato e per quali ragioni. Il loro sospetto è divenuto certezza quando hanno appurato come l’uomo non si fosse mai presentato in Ospedale, avendo il 21enne utilizzato detto stratagemma per poter uscire di casa e recarsi in cittàcercando così di sfuggire ad ogni forma di controllo.I Carabinieri della Stazione di Grimaldi si ponevano allora subito sulle sue tracce e, dopo alcune ore di ricerche, lo rintracciavano all’altezza del Comune di Grimaldi, lungo la strada Provinciale proveniente dallo svincolo autostradale di Rogliano, a bordo di unautobus di linea avente tratta Cosenza - Altilia. L’uomo, sottoposto a controllo, provava nuovamente a giustificare il proprio allontanamento con un’esigenza medica ma, immediatamente smentito dalle risultanze degli accertamenti già eseguiti, veniva immediatamente dichiarato in stato di arresto. Ricondotto presso il suo domicilio agli arresti domiciliari,a seguito dell’udienza direttissima svolta nella giornata seguente il Giudice convalidava l’arresto nei confronti di J.Y.e lo sottoponeva nuovamente al medesimo regime cautelare.

Comando carabinieri Rogliano

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GRIMALDI - Tutti coloro i quali vedono la macchia sul muro non hanno dubbi e vi associano il volto di un uomo. Ad essere pignoli ci è stato segnalato di due persone, sulle tante che si sono recate sul posto, che senza quasi guardarci hanno inveito contro “queste stupidaggini”; una di queste avrebbe anche detto “non hanno niente da fare che inventarsi diavolerie”. Tutte le opinioni vanno rispettate, meno le intolleranze e le derisioni.
Per dovere di cronaca da quando l’episodio è stato portato all’attenzione, non ci siamo tirati indietro e come S. Tommaso siamo andati a verificare di persona. Così ci siamo fatti un’idea come hanno fatto in tantissimi, provenendo anche da fuori paese. C’è chi afferma di aver notato quella macchia anni fa, e chi come la signora che abita nei pressi e che sabato ventinove agosto ha richiamato l’attenzione di quanti stavano visitando la mostra fotografica, non ha dubbi e dichiara che prima non c’era. A supporto della sua tesi un’altra vicina che per recarsi nella propria abitazione passa ogni giorno da lì.
A distanza di quasi due settimane dalla segnalazione, ci sono ancora persone che fanno capolino nella traversa di corso Umberto, e si soffermano alzando lo sguardo sulla parete della casa dove campeggia il cartello vendesi. E’ singolare, però, come ognuno dia la propria interpretazione sulla somiglianza che il viso abbia con personaggi di un tempo. Sono stati fatti i nomi tra gli altri di Dante Alighieri, Michelangelo, Alessandro Manzoni; e non poteva mancare l’associazione al volto di Cristo. Nel merito il parroco don Tiberio, che ha avuto modo di vedere il “volto” sul muro, ha dichiarato che effettivamente c’è una certa somiglianza con un viso, ma ha consigliato di fare attenzione nell’accostare ciò che si vede alla figura di Gesù.
L’ipotesi più accreditata, è che quanto si vede, possa essere stato determinato dall’umidità, e per una simpatica coincidenza le macchie formatosi danno l’impressione che la forma assuma quella di un volto.
Piero Carbone, giornalista pubblicista 

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ROGLIANO - Profondo dolore, sgomento, incredulità: questi gli stati d’animo nella cittadina dopo la la notizia della scomparsa prematura di Salvatore Bernaudo, 46 anni, commerciante. L'uomo si è spento nella notte, dopo aver accusato un malore.
Tutta la comunità si stringe in un «abbraccio fortissimo alla moglie e ai tre figli piccoli», unendosi al coro di chi dice «era troppo presto, Salvatore!».
Composto il dolore del cognato Francesco Burrascano, che su facebook ha scritto: «Alla giovane età di 46 anni ci ha lasciati il caro Salvatore Bernaudo. Non ci sono parole per rappresentare il nostro dolore. Lo ricorderemo sempre per il suo sorriso e la sua bontà. Il Signore lo avrà accolto certamente tra le sue braccia e lui senz'altro pregherà per la sua famiglia e la proteggerà da lassù. Fai buon viaggio caro cognato».
Salvatore Bernaudo era conosciutissimo a Rogliano. Persona buona, cordiale, disponibile con tutti, gestiva un negozio di edilizia su via Bendicenti.
Con lui se ne va un amico, un pezzo di noi, della nostra vita e della nostra storia, del nostro passato e del nostro presente, ma abbiamo la sicurezza che i suoi occhi ci seguiranno da lassù e non ci abbandoneranno mai, se noi sapremo proseguire il cammino anche per lui.
Fiore Sansalone, direttore responsabile

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I filosofi greci hanno stabilito le tre grandi coordinate dell'intero pensiero occidentale; mantenute sino all'età contemporanea: la conoscenza (il sapere), l'etica (il bene) e l'estetica (il bello).
Tuttavia in ciascuno dei terzieri della planimetria universale compare la medesima sostanza unificatrice: la perfezione e l'armonia.
Mantenendo lo sguardo storico-filosofico dobbiamo però concludere che uno dei più interessanti aggiornamenti intervenuti nel pensiero occidentale è venuto da un non filosofo: lo psicologo USA Daniel Goleman al quale va il non piccolo merito di aver stabilito la quarta coordinata: il Pàthos, inteso come capacità di suscitare un'intensa emozione e una totale partecipazione sul piano estetico o affettivo.
Già, il Pathos.

Un minuscolo e subdolo virus ha messo a dura prova la nostra salute ma anche la nostra sensibilità.
L'immagine relativamente recente e tristemente passata alla storia dei camion militari che, di notte e in silenzio, portavano via le vittime del Covid-19, a Bergamo, in un freddo corteo funebre, senza parenti e amici, ha restituito alla morte un valore universale, pubblico, da sempre inscritto nelle comunità umane, ma ormai da tempo per lo più relegato solo alla dimensione individuale e familiare. 

Manca poco più di un mese a Natale. Nessuno può fare previsioni, ma la lontananza dai parenti può far male, specialmente agli anziani, così come la vicinanza, che può essere occasione di contagio.

Un microscopico virus sta svelando agli umani tutta la loro insignificanza e impotenza, come solo i grandi del pensiero come Copernico, Darwin, Freud e forse Leopardi avevano saputo fare precedentemente.

Improvvisamente ci siamo resi conto di come la società supertecnologica e iperglobalizzata che abbiamo costruito si trovi di fronte a una minaccia esistenziale per cause esterne da noi attualmente poco modificabili.
Non tutto è controllabile e addomesticabile, in primis la natura.

Mentre politici, scienziati, economisti, medici ed esperti, a vario titolo, sono impegnati nel programmare nei dettagli la fase di ripresa, altre questioni - di carattere certamente urgente – rischiano di restare senza risposta: che ne sarà domani della nostra società?

La protesta sociale potrebbe montare, come già successo in alcune occasioni. Commercianti, ristoratori, baristi, palestre aspettano di riaprire.

C'è molto a cui ripensare: in particolare alla crescente disuguaglianza sociale e di reddito (tra il Nord e il Sud del nostro Paese e diverse categorie), i rapporti tra Stati che dovranno basarsi non più sulla sola competizione, ma sulla collaborazione; il green new deal da consolidare; la scuola e l’università da rivedere completamente.

Niente visite ai parenti nè spostamenti fra comuni e regioni in questo Natale? Aspettiamo le indicazioni del Governo.
Mentre già da tempo i supermercati hanno esposto panettoni e torroni, troppe incertezze incombono sulla festa più sentita dell'anno.

Le luci di Natale si stanno per accendere, ma, con esse, tante ombre, dubbi sul futuro e molta speranza.

Il virus ha distrutto tante certezze. Sta a noi tutti impegnarci a crearne di nuove, quando la pandemia sarà finita.

Anna Maria Stefanini, insegnante 

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È arrivato a una tiratura di un milione di copie. Apparve per la prima volta a Firenze. Correva l'anno 1928. Per iniziativa del generale di Brigata Gino Poggesi, Ispettore della III Zona Carabinieri, fu pubblicato il primo calendario dell'Arma dei Carabinieri.
Nell'anno 1934 la sua pubblicazione venne affidata al Museo Storico dell'Arma, che vi provvide sino al 1944. 

Dopo un'interruzione durata cinque anni, la pubblicazione del "Calendario" venne ripresa regolarmente e, nell'anno 1950, il Comando Generale dell'Arma ne assunse la gestione e ancora ne cura l'edizione.

Cosa rappresenta il calendario per un Carabiniere e per l'intera nazione? Un oggetto di elevato pregio artistico, ma soprattutto intriso di valori; quei valori dei quali l'Arma è da sempre simbolo e che porta avanti con orgoglio, dedizione e spirito di sacrificio, anche fino alla morte, come recenti e passati fatti di cronaca hanno dimostrato.

Il calendario ogni anno sviluppa un tema attinente alla storia o all'attività dell'Istituzione. Esso è un documento sempre più richiesto negli uffici e nelle caserme, tanto da diventare oggetto di collezionismo.
Per i valori che rappresenta, per i suoi pregi artistici e per il grande interesse dei suoi riferimenti storici, il Calendario ha ricevuto moltissimi riconoscimenti. 

Nei giorni scorsi è stato presentato ufficialmente a Roma il calendario del 2021.

Molti rappresentanti della Benemerita conservano, con orgoglio e cura, le passate edizioni.

Quando un carabiniere porta in famiglia il calendario dell'Arma, trasmette, anche per l'anno nuovo, quei valori che essa rappresenta.

Oltre la divisa, anche il calendario rappresenta uno stile, una tradizione, una forma di creatività artistica. Negli anni, nella storia, rimane "nei secoli fedele", garante della distinzione di un ruolo e di tutto ciò che ne simboleggia l’appartenenza. 

Pur nelle differenze stilistiche nella ricerca estetica, il calendario è simbolo di quella coerente dedizione al Belpaese, che, da sempre è emblema della Benemerita e dei suoi rappresentanti, pronti anche all'estremo sacrificio per difendere chi ne ha bisogno. Per questo motivo e per ciò che rappresenta il calendario dell'Arma è "senza tempo".

Anna Maria Stefanini, insegnante

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SAVUTO – I sindaci Antonio Basile di Belsito e Orazio Berardi di Mangone in rappresentanza dei colleghi del Savuto hanno incontrato il dottor Mario Marino, responsabile del dipartimento Prevenzione U.o.c. Igiene e Sanità dell'Asp, al quale hanno sottoposto la viva preoccupazione per quanto riguarda la difficoltà di tracciamento dei contagi e la realizzazione ed analisi dei tamponi molecolari.

Il sindaco di Mangone, Orazio Berardi
«Intollerabili, - hanno dichiarato Basile e Berardi - sono a nostro avviso con ricadute molto negative sul contenimento del contagio, i tempi che purtroppo intercorrono tra le effettuazioni di tamponi e la comunicazione degli esiti. Abbiamo chiesto un rapido intervento con l’attivazione di nuovi laboratori o potenziamento degli attuali e delle unità Usca previste, oltre che il potenziamento dell'interfaccia di gestione dei dati e delle comunicazioni, sia in fase di tracciamento dei positivi che in fase di comunicazione degli esiti. Di concreto, a quanto si è appreso nel cordiale incontro avuto con Marino - ci dovrebbe essere uno sblocco nei prossimi giorni con l’apertura del laboratorio su Rossano che potrà processare trecento tamponi al giorno, e se non abbiamo capito male, anche con l’invio fuori regione di un numero consistente di tamponi. Il dirigente ha anche confermato che saranno potenziate le unità territoriali con nuovi medici ed infermieri (notizia confermata anche da Belcastro) e saranno attivate tutte le Usca previste (adesso siamo sotto il 50%). Infine sul fronte comunicazione e trasmissione dati per l’inizio della settimana prossima dovrebbe essere a regime un sistema centralizzato ed informatizzato (denominato Cot) che raccoglierà le richieste di tamponi e poi smisterà più velocemente i risultati».
Piero Carbone, giornalista pubblicista 

Nella foto di copertina, il sindaco di Belsito, Antonio Basile

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Il pronto soccorso di Cosenza: l'Inferno sulla terra. Circa una cinquantina di malati Covid in attesa di essere ricoverati, lamentele, disperazione, abbandono. Il video che circola ripreso da un cellulare anonimo è devastante.
Ma da quanti anni si discute di potenziare il Pronto Soccorso? Quante promesse dei soliti noti che hanno saccheggiato la sanità?
In tanti mesi trascorsi dalla prima ondata del Covid che aveva fortunatamente risparmiato la Calabria non si è fatto nulla. Si è perso del tempo prezioso. Non si è provveduto a colmare le gravissime mancanze di personale presso l'Ospedale nonostante fossero già disponibili dal mese di Aprile i fondi predisposti a tale finalità. Anche l'attuale Commissaria dell'Azienda Ospedaliera, Giuseppina Panizzoli, si è contraddistinta per inerzia e immobilismo. Oggi si paga il prezzo di anni ed anni di malagestione. I numeri della Pandemia hanno raggiunto nella città di Cosenza cifre notevoli anche se vi è anche fra rappresentanti delle Istituzioni chi ne sminuisce la portata.


Colui il quale, invece, è perfettamente consapevole della gravità del momento è il Sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto. «La situazione è talmente grave da essere insostenibile. Vi sono una cinquantina circa di pazienti positivi - ha affermato il Sindaco di Cosenza - ammassati nei locali del Pronto Soccorso e nelle ambulanze. E' necessario trovare - continua Mario Occhiuto - delle soluzioni. I medici mi segnalano gravissime difficoltà e ritengo che sia necessario l'intervento dell'Esercito con l'allestimento di un Ospedale da campo». 

Gianfranco Bonofiglio, giornalista

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Il Liceo Scientifico di Rogliano, Sezione Associata all'Istituto di Istruzione Superiore "Marconi-Guarasci" di Cosenza, è sul podio delle "eccellenze" calabresi (secondo posto a livello provinciale e ai primi posti a livello regionale), almeno secondo gli indicatori della "Fondazione Agnelli", che gli accredita un indice Fga di 72.19. E' quanto emerge dall'annuale classifica (2020), stilata attraverso il portale "Eduscopio", che censisce le scuole superiori in base al rendimento universitario degli studenti che le hanno frequentate. L'indice Fga mette insieme la media dei voti conseguiti all'Università e la percentuale di esami superati dai diplomati di ogni scuola, dandolo stesso peso (50 e 50) ad entrambi i parametri utilizzati.
Si tratta di un'ottima performance, che addirittura migliora i risultati dell'anno precedente (Fga 70.30), segno, questo, che i docenti non si limitano ad assicurare la giusta attenzione a un'adeguata formazione degli studenti, che sia al passo coni tempi, ma che gli stessi sono quotidianamente impegnati, per il raggiungimento di quelli che sono gli standard necessari, per trasmettere adeguate competenze e conoscenze, anche, e, soprattutto,in funzione del prosieguo degli studi. Un dato oggettivo che evidenzia la "bontà" dell'offerta formativa in un contesto periferico (senza aver nulla da invidiare alle altre scuole calabresi, perché i nostri risultati lo testimoniano), in ambienti per l'apprendimento tecnologicamente all'avanguardia, con attività che,oltre alla proposta didattica tradizionale, favoriscono forme di apprendimento innovative: ricerche sul campo,promosse dalla Regione Calabria, dal Ministero dell'Istruzione e dalla Unione Europea, come testimoniano i viaggi all'estero per le competenze chiave in lingua, le attività di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento, ex Alternanza Scuola-Lavoro),o, ancora, i Progetti POR (Piano Operativo Regionale) Calabria.
Naturalmente, bisogna ricordare che, in questo periodo di emergenza sanitaria, le attività didattiche in presenza e le relative attività extracurriculari sono sospese e sono sostituite dalla didattica a distanza.
Grande la soddisfazione (più che legittima) della Dirigente Scolastica, dei docenti, degli studenti, dei genitori, del personale amministrativo e operativo.
Pertanto, cari studenti, che dovete scegliere una scuola finalizzata alla vostra preparazione, per meglio affrontare le sfide del terzo millennio, affidatevi alle competenze e alle professionalità presenti nel Liceo roglianese... e non ve ne pentirete!
Cari genitori, anche Voi continuate ad avere fiducia in Noi!

Giuseppe Pizzuti, docente

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«Tutti, Ministero della Salute (responsabili politici ed amministrativi), commissari governativi, dirigenti generali, devono pubblicare gli atti ufficiali relativi alla sanità calabrese. Non è accettabile continuare ad assistere all’alternanza di informazioni contraddittorie. La situazione già tragica sta diventando assurda e per certi aspetti sfiora il ridicolo! Non è ancora chiaro, ad esempio, se il Piano Covid per la Calabria c’è o non c’è. E soprattutto lo vogliamo vedere!».
Questo è quanto sostiene il consigliere Regionale Pietro Molinaro (Lega) che ha avviato una iniziativa tesa ad acquisire o comunque rendere pubblica la documentazione.
«L’elenco dei responsabili è lungo, ed i gradi di responsabilità sono diversi, ma - prosegue Molinaro - tutti i calabresi hanno diritto di sapere la verità, dal primo all’ultimo dei seguenti soggetti coinvolti: Ministro della Salute, Segretariato/Direttore Generale del Ministero della Salute, Commissario governativo per la Calabria (ex Cotticelli), Commissario governativo per l'emergenza Covid (Arcuri), Commissari governativi per le 5 Aziende Sanitarie Provinciali, Commissari governativi per le 4 Aziende Ospedaliere ("Pugliese-Ciaccio", "Mater Domini", “Cosenza”, “Bianchi Melacrino Morelli"), Direttore Generale del Dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria. Dopotutto – rileva – anche trasmissioni nazionali hanno fatto emergere in modo evidente tale necessità. Non ci possono essere zone d’ombra! Tutti questi soggetti - insiste l’esponente politico - devono pubblicare o comunque mettere a disposizione gli atti di loro competenza. Nelle mie funzioni di consigliere regionale, - aggiunge - in virtù delle prerogative previste dallo Statuto Regionale, mi sono già rivolto direttamente al Direttore Generale del Dipartimento Salute della Regione Calabria affinché renda pubblici gli atti ufficiali a sua disposizione, che documentano la realtà e le responsabilità della sanità nella nostra regione. E’ noto a tutti, ed i fatti di questi giorni lo hanno reso ancora più palese, che la Regione Calabria da molti anni ha funzioni residuali e marginali in sanità. I Governi hanno avocato a se i poteri in materia sanitaria, commissariando non solo la Regione Calabria, ma anche le Aziende Sanitarie Provinciali e le Aziende Ospedaliere che sono guidate da incaricati del Governo. Dunque potrebbe esserci poco nei cassetti del Dipartimento Salute della Regione Calabria. In ogni caso, - chiosa il Consigliere regionale - quel poco o tanto che c’è deve essere reso pubblico. Compresi i documenti relativi ai 100 milioni di nuovo debito a cui ha fatto riferimento il generale Cotticelli, nell’intervista alla trasmissione di La7, e comunque, ove ce ne fossero, anche di ulteriori esposizioni debitorie. Mi premurerò, per i soggetti e uffici non nella diretta dipendenza della Regione Calabria, - conclude - di svolgere idonea pressione politica affinché pubblichino tutto quello a loro disposizione».

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Tanti ricordi mi ritornano in mente, quando corro indietro nel tempo e mi fermo ad accarezzare gli anni della mia infanzia.
Sono ricordi di eventi, di frequentazioni, di giochi e di racconti che hanno segnato il ritmo dei giorni della mia spensieratezza. Essi, insieme, hanno lasciato un segno nella mia vita e, nel bene e nel male, hanno accompagnato gli anni del mio graduale cammino di crescita e di affrancamento dai miti dell'età magica della fantasia.
Ora, mentre gli anni corrono sempre più e gli affanni, come nubi minacciose in quel tempo di sospensione fra autunno e inverno, si addensano ed affaticano il ritmo della quotidianità, molti di quei ricordi, quasi prepotentemente, tornano alla ribalta. Si riaffacciano alla mente e alla vita, pronti ad occupare le ore di inerzia di questo tempo avaro, pronti a rasserenarle e a restituire, anche se in un flebile sospiro di nostalgia, il calore e l'armonia d'un passato mai spento, tornando a riempire del fascino sognante dell'infanzia il vuoto dei giorni sempre uguali del presente, così da rubarli al peso della noia e da riscaldarli dandovi ancora senso. Pertanto, mi succede ormai molto spesso di indugiare sui ricordi di quel tempo lontano, di accarezzare la gioia di quei giochi e di gustare, quasi con nuovo senso di partecipazione, il piacere delle narrazioni. Dei giochi, fra i tanti, ce n'è uno che mi torna talvolta alla mente e mi consente di abbandonarmi ancora al segreto e misterioso fascino di quegli anni. Si tratta del “gioco della guerra”. Sì, proprio così. Noi bambini, nati negli anni immediatamente successivi alla fine della seconda guerra mondiale, provavamo un certo gusto nel sollecitare, nell'organizzare e nel sostenere una vera e propria contesa fra i ragazzini dei vari rioni. Era il “gioco della guerra”.
Ogni rione aveva il proprio gruppo di ragazzini e, fra essi, il proprio “capo”. Avveniva che questi apriva le ostilità col “capo” d'un altro rione. Subito partivano le trattative per le alleanze e, quindi, si apriva la contesa. Le armi erano le fionde ed i sassi, ma, a dire il vero, desiderosi di non volerci fare del male e consapevoli della valenza ludica dell'evento, non le usavamo mai e tutto finiva in un classico “duello” individuale, indolore e non rischioso, che trovava il proprio snodo nella lotta libera; chi finiva a terra veniva fatto prigioniero. Alla conclusione della contesa si stilava il trattato di pace fra i rioni, il gioco per quel pomeriggio finiva e, quindi, si andava a consumare la merenda tutti insieme. C'era un certo che di campanilistico, nel gioco e nella contesa, qualcosa che in seguito sarebbe stato sostituito dalle partite di calcio fra quartieri.
Un ruolo ed una funzione a parte avevano invece le “rumanze”, cioè quelle narrazioni di fatti e di imprese eccezionali, quei racconti di fate e di orchi, di maghi e di comuni protagonisti della quotidianità, di re e di regine, di principi e di fanciulle semplici, di ragazze innamorate e di donne in attesa d'uno sposo, narrazioni e racconti ricchi di fantasia e di avventure, narrazioni e racconti che avevano il proprio campo di azione in casa e che vedevano coinvolti, nella veste di narratori, anche gli adulti della famiglia. Noi bambini li chiamavamo “rumanze” e così pure li definivano i nostri genitori ed i nostri fratelli maggiori.
Le “rumanze” erano un pò il nostro pane quotidiano e noi le seguivamo e le ascoltavamo, con viva attenzione, talora nel primo pomeriggio e più spesso la sera, magari accanto al caminetto o al braciere, se d'inverno, o sull'uscio di casa se d'estate. Esse affondavano le proprie radici e le proprie origini in una dimensione popolare collettiva che, rifacendosi a fatti, ad eventi, ad amori e ad avventure, reali o fantastici, che appartenevano alla tradizione locale, aveva elaborato e rielaborato con la fantasia racconti che, romanzati, da tanto tempo si tramandavano oralmente, appunto attraverso la narrazione.
Le“rumanze”, come quelle di cui scriveva Pasquale Rossi, avevano uno stretto rapporto e un chiaro legame di suggestione creativa con la gente, con il popolo, con quella misura di ispirazione artistica che il Rossi, appunto, riconosceva alla “folla”. “La quale virtù creatrice – scriveva P. Rossi all'inizio del XX secolo – è viva ed operosa ancora adesso nelle folle inferiori, per esempio, del mezzogiorno d'Italia, in cui il senso artistico è facile e natio. Sì che io ho più volte notato come non sia rara fra i nostri contadini (…) che, nel ripetere una ballata, uno stornello, una canzone d'amore, dimentichino un verso rimato e, lì su quel subito, ne sostituiscono altro non men bello, euritmico e rimato, per un felice magistero d'inspirazione artistica” (1).
E, a dire il vero, nel corso della narrazione, l'io narrante, padre o madre, nonno o nonna, spesso variava il passo, con aggiunte inventate al momento, al fine di incuriosire ulteriormente i bambini o di ampliare la trama con divagazioni tematiche e con nuove argomentazioni per intrattenerli il più a lungo possibile. Tant'è che, col tempo, di una stessa “rumanza” apparivano più versioni. Interessante, in merito, il racconto di una frittata di due uova per due cuccioli, racconto che, narrato ad un bimbo intento a consumare la propria minestrina, al fine di tenerlo desto ed attento fino alla fine del pasto, venne ulteriormente arricchito ed ampliato, in corso d'opera, dall'io narrante, cioè la madre, fino a giungere ad una frittata di mille uova per altrettanti cuccioli.
E sì, spesso, con le “rumanze”, onde ottenere l'effetto sperato, bisognava fare di necessità virtù e, nel caso specifico, bisogna fare di necessità sollecitazione ispiratrice e creatrice. Questa ispirazione artistica è tipica della folla. Lo scriveva chiaramente P. Rossi, secondo il quale, essa “è così propria della folla da restare anonimo l'autore, non pure nelle forme letterarie – rumanze o fiabe, canti, poemi, leggende - ; ma ancora nelle forme plastiche ed architettoniche” (2). E' fin troppo chiaro che P. Rossi riconosceva alla folla una misura di genialità che, grande o piccola che sia, senza dubbio le apparteneva e le appartiene. Egli, così, si soffermava sulla natura di questo magistero creativo della folla, giungendo alla conclusione che era, tuttavia, necessario metterlo in rapporto con la figura del genio. “E, andando – egli scriveva – ancora più in là con la disamina scientifica, si discopre lo speciale magistero creativo della folla per rapporto all'individuo. Giacchè ben essa porta, nella sua coscienza subliminale, il concetto vago ed indefinito; ma è il genio che dà forma e figura all'opera che ella poi intende come uscita dall'animo suo” (3).
L'opera, sembrava dire il Rossi, è già di per sè, seppure in un'aura vaga e indefinita, nell'anima della folla, ma è il genio che le dà corpo e forma concreta. Volendo poi chiarire meglio questo rapporto fra la vis creativa della folla e il genio, in un'altra opera così aveva scritto, appena qualche anno prima: “Vero è però che la genialità della folla è essenzialmente conservativa, anzichè genetica: cioè vi sono dei rapporti che, inconsciamente, sono sentiti da tutti; però uno solo li formula nettamente nel proverbio e li applica dal campo teorico al pratico. Egli è il vero creatore, la sua è genialità genetica: conservare questa eredità geniale, aggiungerla alle altre (…) ecco la genialità conservativa della folla” (4).
In realtà, secondo il Rossi, il genio individuale viene dopo ed è conseguente al momento in cui l'individuo, pur vivendo in una concreta comunità, cioè nella collettività, se ne rende autonomo nel senso che è in rapporto con essa, ma ha vita a sè; e se, da una parte, ne subisce l'influenza, dall'altra a sua volta l'influenza. Quel che si verifica fra magistero creativo della folla e genio è, in fondo, così mi pare e così mi piace dire, il risultato di quel rapporto vitale che, comunemente, s'instaura fra l'individuo e l'ambiente di cui esso fa parte e da cui proviene per formazione, per cultura e per pensiero. Questo è un po' l'anima del processo creativo in cui si dipanavano e si dipanano fiabe, favole, rumanza e rumanze. “La favola, il filo, la trama, il canovaccio (…) - scriveva P. Rossi – tutto ciò onde s'intesse la fiaba, germinò adunque dall'animo dell'autore o fu una eco talora di avvenimenti realmente vissuti, nella massima parte o in alcuni particolari. Ma ciò che supera il filo conduttore; gli stati d'animo che vi si riflettono; le rappresentazioni cosmiche che in essa vivono; in una parola: la passione, la concezione della vita, i varii ambienti muoventisi in essa, l'autore li ha trovati viventi ed operosi nell'animo collettivo. E dal mondo della mente li ha trasportati in quel chiaro riflesso dell'animo della folla, ch'è la fiaba” (5).
Quanto detto da P. Rossi vale per le rumanze che animarano ed allietarono la mia infanzia e quella dei miei coetanei e di altre generazioni di ragazzini, anche se nessuna delle rumanze, che mi hanno deliziato da bimbo, ha mai fatto parte del gruppo cui appartenevano e si legavano quelle raccolte dal Rossi. Evidentemente le rumanze della mia infanzia, in gran parte, videro la luce successivamente. C'è, tuttavia, oltre a quanto scritto in merito all'ispirazione artistica da cui nacquero e all'ambiente di provenienza, un altro aspetto comune con quanto scritto dallo studioso di Tessano, e cioè la divisione in cicli. Secondo P. Rossi, infatti, le rumanze, per contenuti e materia, si legano a vari cicli. Il più antico è il ciclo saraceno, ma in seguito presero corpo il ciclo cristiano, il ciclo delle maghe, il ciclo celtico con fate ed orchi etc.
Anche le rumanze, che riguardarono gli anni della mia prima età, presentavano vari cicli, e cioè quello dei briganti, quello religioso, quello di streghe, maghe e fate, quello d'avventura etc. Fra queste rumanze ricordo con molto piacere quelle che, attraverso la narrazione romanzata delle imprese dei briganti, presentavano cenni delle vicende della nostra terra. Fra le rumanze d'amore una mi è rimasta particolarmente nel cuore, anche se oggi me ne sfugge la trama e mi resta in testa solo il titolo, Za Matella. Di certo una ragione c'è stata e forse si radica nel particolare senso di suggestione che essa sapeva comunicare al mondo fantastico della mia infanzia. Un fascino tutto particolare, in quegli anni, ebbero per me e per i miei coetanei le rumanze che avevano per protagonista Jugale. Esse, in verità, erano le più antiche fra quelle che ci venivano narrate ed appartenevano ad un tempo e ad un mondo ben più lontani. “Tra le ridevoli figure – scrive il prof. Dorsa – è un Jugale, tipo leggendario dell'uomo balordo e fortunato nel tempo istesso, identico al Giufà, Giuxà o Giucà dei Siciliani, e del quale vuolsi trovare la fonte nei racconti indiani del Panschutantra” (6).
Oggi, forse, di tutte queste rumanze, tranne che per i racconti di Jugale, non resta niente e non si narra più niente, ma io vi ritorno spesso e con piacere, quasi per riassaporare e per respirare l'aria d'un mondo e d'una età che non mi appartengono più, se non come vita recondita della memoria.
Note
(1) Cfr. Dott. P. Rossi, Le rumanze ed il Folk-lore in Calabria, Cosenza Tipografia Raffaele Riccio 1903, p. 4.
(2) Ivi.
(3) Ivi, p. 5.
(4) Cfr. P. Rossi, Giuseppe Mazzini dinanzi alla scienza moderna, Cosenza 1900, pp. 122- 123, riportato pure in P. Rossi, Le rumanze ed il Folk-lore in Calabria, Cosenza Tipografia Raffaele Riccio 1903, pp. 5- 6.
(5) Cfr. P. Rossi, Le rumanze ed il Folk-lore in Calabria, Cosenza Tipografia Raffaele Riccio 1903, pp. 6- 7.
(6) Cfr. V. Dorsa, La tradizione greco-latina negli usi e le credenze popolari della Calabria citeriore, Cosenza 1884, p. 4 riportato pure in P. Rossi, Le rumanze ed il Folk-lore in Calabria, Cosenza Tipografia Raffaele Riccio 1903, p. 48.
Bibliografia
P. Rossi, Le rumanze ed il Folk-lore in Calabria, Cosenza Tipografia Raffaele Riccio 1903.
P. Rossi, Giuseppe Mazzini dinanzi alla scienza moderna, Cosenza 1900.
V. Dorsa, La tradizione greco-latina negli usi e le credenze popolari della Calabria citeriore, Cosenza 1884.

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Deriva dal latino Tabula – ria = pranzo scellerato.
Il toponimo si riferisce ad una leggenda che riguarda la fondazione di Rogliano e che è riportata su un manoscritto del canonico Fortunato Morelli, datato 15 novembre 1748 sul quale si legge: “Che al tempo degli musoni, Rogliano fu edificata da Sabasio presso le acque del fiume Savuto. In seguito il re di Arcadia Enotrio, scacciato dalla sua terra, approdò verso il golfo di Squillace e risalito il corso del fiume Savuto, arrivò sul luogo, ora detto Tavolaria. Questo toponimo veniva appunto da furbesco espediente, tempestivo e geniale, dello stesso re, che per potersi salvare dai nemici del luogo, dopo averli ammansiti, li invitò a cena e quando si accorse che erano fortemente ubriachi e addormentati fece una terribile carneficina.
Il luogo prese il nome di “tabula – ria” cioè cena o tavola scellerata.
Nei pressi del luogo, sul fiume Savuto sorge il cosiddetto “Ponte di tavolaria”, costruito al tempo in cui la Calabria fu sotto il dominio spagnolo e risale al 1592.

dal volume di Egidio Sottile: "Luoghi di Rogliano tra etimologia e storia", Atlantide edizioni

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Anticamente la maggior parte delle famiglie, ispirandosi al noto principio dell’ “economia chiusa”, secondo il quale ognuno doveva bastare a se stesso senza dipendere da nessuno (e ciò era anche possibile e facilitato dalla presenza, in quelle numerose famiglie patriarcali, di numerose braccia), la maggior parte delle famiglie, dicevamo, possedeva, negli orti adiacenti le abitazioni, un piccolo forno.
Quando si decideva di fare il pane, tutta la famiglia era “’mmuinata”. Erano giorni, assieme a quelli dell’uccisone del maiale, indimenticabili; pieni di riti e di significato.
Di giorno le donne cernevano la farina e la sera, prima di andare a letto, preparavano “’a levatina”. “Si vo’ videre a fimmina ‘mmuinata - diceva un detto malitese di quel periodo - quannu fa ru pane e ‘avucata”. Le pitte si infornavano e si sfornavano per prime, anche per mandarle in dono ai vicini e ai parenti. Si usava fare anche “’a pitta d’u mortu” così chiamata perché distribuita ai pezzenti a suffragio delle anime dei parenti morti. Poi si passava ad infornare il pane. Quello più buono e più fragrante veniva subito restituito a chi lo aveva dato in prestito. “Pane e levatu se renna miglioratu”, si diceva.
Numerosi erano anche i forni pubblici sparsi per il paese nei cui locali si raccoglievano, soprattutto durante il periodo delle “’ntrite”, numerose donne con i loro figli e dove, molto frequentemente, si raccontavano delle interminabili “rumanze”, soprattutto nei lunghi periodi invernali...!
Fare la “fornara” è sempre stata una misera vita. “Te via fare ‘u furnu”, “Possa io vederti lavorare al forno!. Era questa l’imprecazione più maligna che anticamente si poteva augurare ad una donna. Vediamo come lo scrittore-prete Padula in “Calabria prima e dopo l’unità” descrive la “fornara”. “E’ sempre tinta e non sente mai messa; parla sboccato, bestemmia ed è in continua lite con le “vicennere”. Diconsi “vicennere” quelle che si servono sempre da lei ed hanno il diritto di mandare ad accendere la legna, cuocervi “tielle” gratuitamente e pigliarsi della brace. Se non che nei giorni buoni la stimano”.
La fornaia, infornando pane, riceveva, per ogni tavola, un pane e mai pitte; per ogni dieci biscotti, un biscotto; per ogni infornata di castagne o fichi, uno “struppellu” di castagne o fichi; per ogni dieci filari di “turdigliuni”, un filaro. Altre antiche regole erano le seguenti: chi era prima a servirsi del forno aveva diritto d’obbligare la fornara a riscaldarlo. Il resto delle frasche doveva essere messo da colei che faceva il pane.
Arnesi del forno
Un forcone per spingere le frasche; una pala grande per infornare le pitte; “nu scupazzu” per pulire il forno; un rastrello per tirare la brace; un “ceramile” da mettere sulla brace tirata avanti; la chiudenda, chiamata “tivula” e la rastrelliera per porvi le tavole; “’a majidda per shajanare”.

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C'è un rione a Rogliano, il rione Donnanni, cui è legata una leggenda popolare, col tempo, divenuta tradizione.
Essa riguarda il toponimo del rione medesimo, che una leggenda riferisce appunto ad un “prodigio” compiuto da San Francesco di Paola. Il “prodigio” è il cosiddetto “miracolo dei ferri” e riguarda l'asinello Martinello, che accompagnava il Santo nel suo peregrinare per i vari centri e per i vari paesi e, in quell'occasione, forse anche per le terre e per i luoghi di Rogliano.
Si narra, nella città del Savuto, che San Francesco, giunto a Rogliano, sia passato per il rione Donnanni. Qui, imbattutosi nell'officina di un maniscalco, per ovviare alle difficoltà del proprio asinello Martinello, che aveva agli zoccoli dei ferri ormai vecchi e consumati, si ritiene che abbia immediatamente deciso di farlo ferrare. Pertanto, avvicinatosi al maniscalco, chiese che, per carità, approntasse dei ferri per il suo asino. Il maniscalco eseguì il proprio compito e, ferrato l'asinello, tese la mano al Santo perchè gli pagasse il lavoro. San Francesco gli disse che non aveva soldi e che per questo gli aveva chiesto quel lavoro “per carità”. Il maniscalco, però, pretendeva ugualmente il proprio compenso. Fu così che il Santo, non potendo pagare il lavoro della ferratura, si rivolse all'asinello e lo invitò a restituire i ferri, dicendogli in dialetto, secondo la versione più nota in loco, “duna e anna”, donde l'origine del toponimo Donnanni. Allora l'asinello, obbedendo al Santo, si sfilò dagli zoccoli i ferri e li fece cadere a terra, lasciando esterrefatto il maniscalco.
Non è facile stabilire le origini, in Rogliano, di tale leggenda, è certo tuttavia che essa si fece tradizione e venne tramandata nel tempo. Ne parla, nel proprio lavoro, il prof. Giuseppe Egidio Sottile, che vi ritorna con riferimenti e con particolari. Il prof. Sottile, nel narrare del rione Donnanni, non può fare a meno di delinearne gli aspetti e di riferire anche in merito al toponimo. “Di ritorno su piazza Morelli, - egli scrive – nelle sue adiacenze si entra nel rione Donnanni, che consiste in un raggruppamento di viuzze e rughe alquanto strette. Fu l'unico luogo roglianese che non subì gravi danni a causa del terremoto del 1638” (1). Riferendosi al toponimo, dopo aver ricordato che “si dice che derivi dal nome di una signora, 'Donna Anna', di famiglia altolocata, abitante nel luogo, che forse si distingueva tra l'altro per le opere di bene nei riguardi della gente povera e bisognosa e per la sua vita morigerata” (2), chiama in causa la leggenda legata al passaggio del Santo di Paola ed afferma quanto segue: “Il Santo, trovandosi in visita ai suoi monaci a Paterno (…) venne a Rogliano per diffondere la parola di Dio ed anche per cerca caritativa. Tra l'altro, essendo venuto a cavallo del suo asino, si sarebbe fermato vicino alla fucina di un fabbro ed ebbe bisogno di far ferrare la bestia. Dopo che ebbe compiuta l'opera, il fabbro chiese il prezzo da pagare per il suo lavoro. San Francesco, non avendo danaro, chiese al fabbro la carità. Avutane risposta negativa (…) intimò all'asino di lasciare i ferri e camminare (…) dicendo in dialetto: 'Duna e anna cioè: 'restituisci i ferri e cammina'” (3). A questo punto, il prof. Sottile si domanda: “Sarà stato il 'miracolo' del Santo di Paola a determinare il toponimo Donnanni?” (4). E, quindi, aggiunge: “La tradizione popolare ricorda ancora oggi il nome del fabbro: Mauanima (persona dall'animo cattivo), forse per come si rapportò con il Santo” (5). Infine, sente il bisogno, onde dare un ragguaglio completo della leggenda e della tradizione che vi è fiorita attorno, di fornire ai lettori anche notizie sulla fucina: “In uno dei vicoli del rione ('a rughicella) - scrive – si nota un vecchio scantinato, facente parte di una abitazione dissestata, che sembra fosse stata adibita a fucina di fabbro” (6).
Sì, si tratta di una leggenda che vive, da tempo immemorabile, nella tradizione locale, non v'è dubbio; quanto fascino, però, rivestono l'una e l'altra per chi le conosce e anche per chi ne sente parlare per la prima volta e, magari, si trova a passare per il luogo. In fondo, le tradizioni sono un po' il sale della vita dei popoli e, in certe occasioni e per determinate vicende, servono anche a rivestire del velo del “mito” la vita e la natura dei luoghi e delle comunità. Non si dimentichi, in verità, che il mito non è semplicemente una reminiscenza di “cose” (nel senso di “res gestae”) mirabili e lontane, sperdute nella notte dei tempi e tramandate da una tradizione oscura e remota, ma è qualcosa di più. Il mito, come scrive Stefano Casarino, “(muthos, da mùo, 'sto chiuso', nel senso di 'taccio, mantengo il segreto' con riferimento al divieto di rivelare i 'misteri' – si noti la comune radice) è, in buona sostanza, la 'parola sacra' (attenzione alla banale equivalenza mito = leggenda)” (7) e, pertanto, racchiude in sé l'anima e le radici d'un popolo, cui leggende e tradizioni rimandano, ed esprime, in un certo senso, il carattere stesso d'una comunità. Mito e leggenda, è vero, non sono la stessa cosa, ma attorno al mito, inteso appunto come scrigno dei “misteri”, spesso fioriscono leggende e tradizioni, che sono un po' la vita nascosta d'un popolo, una vita che ha una propria dinamica ed una propria vitalità e che, col tempo, va soggetta a varianti che il genio collettivo del popolo crea (direbbe il dott. Pasquale Rossi con riferimento al proprio lavoro Le Rumanze ed il Folk- lore in Calabria), aggiungendo o togliendo qualcosa al nucleo essenziale.
Mio suocero, Rocco Siclari, dal quale ho sentito, per la prima volta, la leggenda del “prodigio dei ferri” in Rogliano, narrava che, davanti all'insistenza con cui il maniscalco chiedeva di essere retribuito, il Santo di Paola si sarebbe rivolto all'asinello, che si era già avviato, dicendo: “unne anni?” o “duve anni?” (cioè “dove vai?”). Secondo la sua narrazione, quindi, il Santo non avrebbe detto al proprio asinello “duna e anna”, bensì “duve anni?” ovvero “unne anni?”, come ricordava appunto mio suocero in dialetto reggino, dialetto molto caro alla famiglia d'origine (il padre, Francesco Siclari, e la madre, Domenica Floccari, erano reggini, di Fiumara per la precisione, e si esprimevano in casa in dialetto reggino; di esso qualche termine era noto anche a mio suocero, benchè egli fosse nato nel catanzarese, a Decollatura, e poi si fosse trasferito, insieme con i familiari, a Rogliano). La versione di mio suocero costituisce una variante, sviluppatasi in loco, o è semplicemente il risultato del modo in cui i suoi genitori gliela tramandarono? Forse è giusto pensare che la tradizione fosse nota ai suoi genitori, i quali gliel'avevano tramandata, nel proprio dialetto originario, con una piccola variante. Ma essi l'avevano appresa nel proprio paese d'origine o a Rogliano? Sarebbe bello pensare che la leggenda roglianese avesse raggiunto il reggino e la si tramandasse anche in quei centri. È più giusto, però, ritenere che essi l'avessero appresa proprio a Rogliano dove, dopo un breve periodo trascorso a Decollatura, decisero di fermarsi definitivamente, fuggendo dal terremoto che aveva sconvolto il reggino. È facile pensare, a questo punto, che la leggenda relativa al rione Donnanni, a Rogliano, in passato fosse un motivo di rilevante importanza e piace pensare, altresì, che fosse una nota costante dei racconti, noti come rumanze, che allietavano le serate invernali, accanto al caminetto o al braciere. E fra le rumanze, quelle legate al tema sacro- religioso trovavano nel Santo paolano uno dei protagonisti, senz'altro il principale, e anticamente rivestivano un ruolo fondamentale nell'educazione dei bambini. Torna grato, pertanto, immaginare che, a Rogliano, la leggenda del passaggio di San Francesco dal rione Donnanni sollecitasse la fantasia non solo dei bambini, ma anche degli adulti.
In realtà, stando alla storiografia dei Minimi, almeno a quella più recente, il centro che conobbe il “prodigio dei ferri” dell'asinello sarebbe Lauria, come attestato anche dal lavoro attento e scrupoloso di Padre Giuseppe Fiorini Morosini. “Da Castelluccio – scrive testualmente Padre Morosini – Francesco e i suoi frati raggiunsero Lauria. Qui un altro prodigio segna il loro cammino; un prodigio che è entrato nel cuore della tradizione popolare e che ha condannato l'avarizia di una persona e insegna tuttora a quanti lo ascoltano la carità e la generosità. Un componente della comitiva (…) era un asino di nome Martinello. Gli si erano consumati i ferri (…) Francesco si fermò dinanzi alla bottega di un maniscalco e con molta umiltà (…) gli disse: 'Per carità, ferratemi l'asino'” (8). Il resto è storia nota. Il “prodigio”, allora, non riguarderebbe Rogliano, bensì Lauria e, pertanto, non dovrebbe avere alcun legame con l'etimologia del toponimo Donnanni. Toponimo a parte, l'eventualità o la certezza che l'evento prodigioso riguardi Lauria non tolgono, però, importanza e valore alla leggenda roglianese e alla tradizione locale, che ritengono che il “prodigio” si sia verificato nella città del Savuto.
In fondo importa poco se il “miracolo dei ferri” dell'asino sia avvenuto a Rogliano, nel rione Donnanni, o altrove. Esso è, comunque, legato alla tradizione roglianese e ne continua a far parte, pur se concretamente ormai si sa, e forse si è sempre saputo, che la verità è altra. Ciò, tuttavia, come scritto di sopra, non scalfisce per nulla e in nulla la “valenza” della leggenda roglianese che è ormai patrimonio dell'anima popolare. La leggenda, infatti, si sia o non si sia consapevoli del fatto che il “prodigio” potrebbe riguardare o addirittura riguardi Lauria, continua ad essere narrata e riferita proprio secondo il dettato della tradizione. Ed è bene che sia così, essa in fondo fa parte dell'identità d'un popolo e d'una comunità che, a prescindere dalla realtà della concreta manifestazione in loco del “prodigio”, lo riconoscono e lo sentono come radicato in quell'immaginario collettivo, cui hanno attinto le voci della tradizione e, quindi, tramandandolo di generazione in generazione, l'hanno anche consegnato, al tempo, come humus delle proprie radici.
Del resto ogni laggenda, appunto in quanto leggenda, non costituisce forse il sostrato su cui hanno abitato, attraverso i tempi, ed abitano ancora la fantasia ed il mito degli uomini e dei popoli? Attorno alle leggende si sono incontrati gli uomini e, elaborandole, hanno cercato di rivelare, con il contributo dell'immaginazione (fantasia) o (i più provveduti) con l'ausilio della “parola sacra” (mito), le origini di qualcosa (nel caso specifico le origini d'un toponimo, Donnanni) o gli aspetti d'un che di misterioso, provando, altresì, ad interpretarne il senso. Proprio in virtù di questo, la leggenda si trasforma, allora, in qualcosa di epico e, nel caso del “prodigio dei ferri” operato dal Santo paolano, quasi va a racchiudere e a svelare la lotta fra bene (San Francesco di Paola) e male (il maniscalco), lotta che, nell'evento prodigioso, si chiuse con la vittoria del primo. Il Santo, è vero, fece in modo che il proprio asinello lasciasse cadere i ferri dagli zoccoli, ma in fondo riuscì a toccare profondamente l'animo del maniscalco che, dopo aver assistito al “prodigio”, fece di tutto, anche se inutilmente, per poter ferrare di nuovo l'asinello.
La leggenda, pertanto, è importante non solo per ciò che narra, ma soprattutto per ciò che la narrazione opera e sul piano dell'elevazione individuale e collettiva e sul piano del continuo riaffacciarsi del senso di appartenenza ad un gruppo. In fondo stanno proprio in questo il significato ed il valore del “prodigio dei ferri” e, anche se non avvenuto a Rogliano ma altrove, è ugualmente importante che, per ragioni di radici e di identità d'una intera comunità. la tradizione popolare roglianese lo leghi ancora al rione Donnanni. 

 NOTE

1) Cfr. Giuseppe Egidio Sottile, Luoghi di Rogliano tra etimologia e storia - Il paese, i rioni, il contado, prefazione di Eugenio Maria Gallo, Atlantide Edizioni di Fiore Sansalone, Rogliano, agosto 2005, p. 63.
2) Ivi.
3) Ivi.
4) Ivi.
5) Ivi.
6) Ivi, pp. 63- 66.
7) Cfr. Stefano Casarino, Epica: la madre di tutti i generi in Nuova Secondaria Mensile di ricerca, cultura, orientamenti educativi, problemi-didattico- istituzionali per le scuole del secondo ciclo di istruzione e formazione, anno XXXII n. 1 Settembre '14, p. 28.
Cfr. Giuseppe Fiorini Morosini, S. Francesco di Paola vita, personalità, opera Curia Generalizia dell'Ordine dei Minimi, Roma 2006, p. 169.

BIOGRAFIA

Giuseppe Egidio Sottile, Luoghi di Rogliano tra etimologia e storia - Il paese, i rioni, il contado, prefazione di Eugenio Maria Gallo, Atlantide Edizioni di Fiore Sansalone, Rogliano agosto 2005.

Giuseppe Fiorini Morosini, S. Francesco di Paola vita, personalità, opera Curia Generalizia dell'Ordine dei Minimi, Roma 2006.

Stefano Casarino, Epica: la madre di tutti i generi, in Nuova Secondaria Mensile di ricerca, cultura, orientamenti educativi, problemi-didattico- istituzionali per le scuole del secondo ciclo di istruzione e formazione, anno XXXII n. 1 Settembre '14.

 

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Quannnu erumu ziti caramelle e ciucculate, mo’ cai simu maritati pane tostu e vastunate!
(Quando eravamo fidanzati caramelle e cioccolate, adesso che siamo sposati pane duro e bastonate!).

18 settembre 2020

 

U sabbatu se chiama allegra core, ppe chine tena bella la mugliera; chi l'ha brutta le scura lu core, è megliu ca lu sabbatu 'nun vena!                                                                                                                                                                                                                                           

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Quannu ‘u piru è maturu cada sulu!
(Quando la pera é matura cade da sola).
Col passare del tempo le situazioni si chiariscono da sole. 

02 settembre 2020

 

Quannu 'u diavulu t'accarizza vò l'anima!
(Quando il diavolo ti accarezza vuole l'anima).
Quando qualcuno ti ti elogia insistentemente vuole sempre qualcosa. 

28 agosto 2020

 

L’amure fa’ passare ‘u tempu, e lu tempu fa’ passare l’amure!

(Nella vita... tutto passa). 

02 agosto 2020                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 

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Ingredienti
320 g di fusilli
1 scalogno
100 g di pancetta affumicata
100 g di gherigli di noce
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
150 g di formaggio fresco spalmabile
2 cucchiai di parmigiano
Sale q.b.
Prezzemolo q.b.

Preparazione
Fate cuocere i fusilli in abbondante acqua salata.
In una padella mettete l’olio e fate rosolare lo scalogno tritato con la pancetta tagliata a dadini. Aggiungete i gherigli di noce tritati, lasciate insaporire per circa 1 minuto, mettete il formaggio fresco, due o tre cucchiai di acqua di cottura della pasta e amalgamate bene in modo da ottenere una crema fluida.
A cottura ultimata della pasta, scolatela, versatela nella padella con la salsa di noci, aggiungete il formaggio grattugiato e mescolate bene. Cospargete i fusilli con il prezzemolo tritato, decorateli con i gherigli di noce interi e servite.

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Ingredienti per 4 persone
4 fette di filetto di vitello
1 spicchio di aglio
4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
400 g di funghi misti
300 g di datterini
Sale q.b.
Prezzemolo q.b.

Preparazione
Pulite e tagliate i funghi. Lavate i datterini. In una padella mettete 2 cucchiai di olio e fate rosolare lo spicchio di aglio. Aggiungete i funghi, lasciateli cuocere per circa 5 minuti, dopo unite i datterini, il sale, coprite la padella con un coperchio e lasciate cuocere per circa 10 minuti.
Nel frattempo, tagliate le fette di carne a straccetti e fateli rosolare in un’altra padella con 2 cucchiai di olio. A cottura ultimata mettete gli straccetti nella padella insieme ai funghi e ai datterini, lasciate insaporire per circa 5 minuti, cospargete di prezzemolo e servite. 

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Ingredienti per 4 persone
320 g di pennette rigate
6 cuori di carciofi
1 scalogno
4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 bustina di zafferano
50 g di olive nere
Sale q.b.
Prezzemolo q.b.

Preparazione
Togliete le foglie più dure dei carciofi, tagliate le punte, divideteli a metà, eliminate la barbetta centrale e tagliateli a spicchi. Man mano che li pulite immergeteli in una ciotola di acqua con il succo di un limone.
In una padella mettete l’olio e fate rosolare lo scalogno tritato. Aggiungete i carciofi, dopo averli sgocciolati, fateli insaporire per circa 5 minuti, versate un mestolino di acqua, mettete il sale, coprite con un coperchio e lasciateli cuocere per circa 10 minuti. Unite la bustina di zafferano, mescolate bene, aggiungete le olive e fate proseguire la cottura per altri 10 minuti.
Nel frattempo, fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Scolatela al dente, versatela nella padella con i carciofi e le olive, lasciatela mantecare per un paio di minuti, aggiungete il prezzemolo tritato e servite. 

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Vi proponiamo una selezione delle offerte dei vari supermercati. Noi non possiamo provare i prodotti per cui non possiamo esprimere un giudizio sulla loro qualità. Riportiamo solo i prezzi convenienti.
Le notizie qui riportate sono prese dai cataloghi, dai volantini, dai manifesti e da altre informazioni pubblicitarie dei supermercati della Calabria, particolarmente di quelli della zona di Cosenza.
Non possiamo garantire la mancanza di errori di stampa e di trascrizione. Qui potrebbero esserci degli errori, per cui controllate sempre i prezzi dei prodotti sullo scaffale. Ed anche alla cassa al momento di pagare, poiché potrebbero esservi pure delle discrepanze tra il prezzo indicato sullo scaffale e quello indicato dal codice a barre.

Lidl dal 16 al 22 novembre 2020
Confezione di 4 lattine da mezzo litro di birra Finbrau € 1,56.
Carta forno Aromata da 20 metri € 1,39.
Sapone liquido ecoricarica Fresh & Clean da 1,2 l € 1,50.
Salame Strolghino Italiamo da 230 g € 2,29 (fino al 18 novembre).
Sapone liquido ricarica da 2 l Cien € 1,49.
Orologio da parete € 4,99 (dal 19 novembre).
Ferro da stiro a vapore € 7,99 (dal 20 novembre).

Crai dal 9 al 18 novembre 2020
Bottiglia da 1 l di olio extra vergine di oliva Costa d’Oro € 2,50 (Per i possessori della carta fedeltà).
Passata di pomodoro Pummarò Star da 700 g € 0,58 (Per i possessori della carta fedeltà).
6 lattine da 80 g di tonno all’olio di oliva Callipo € 4,30 (Per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di 6 bottiglie da 2 litri di acqua naturale Vera Nestlé € 1 (Per i possessori della carta fedeltà).
Formaggio Gran Moravia € 0,65 l’etto.
Ricotta Santa Lucia Galbani da 250 g €1 (Per i possessori della carta fedeltà).
Yogurt Fage Total 0% da 170 g € 0,95 (Per i possessori della carta fedeltà).
Burro Parmareggio da 100 g € 0,65.
Valigetta da 6 itri di latte parzialmente scremato Parmalat € 3,98.
2 pacchetti di caffè Lavazza da 250 g € 3,25 (Per i possessori della carta fedeltà).
Succhi di frutta Valfrutta da 1,5 l € 0,99.
Tubetto di dentifricio Mentadent da 100 ml € 0.68 (Per i possessori della carta fedeltà).
Detersivo liquido per piatti Svelto da 1 litro € 0,88 (Per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di sacchetti gelo più Cuki € 1.

A & O dal 10 al 21 novembre 2020
Confezione di 2 bottiglie di Fanta da 1,5 l € 1,89 (Per i possessori della carta fedeltà).
1 litro di latte parzialmente scremato Perla € 0,69 (Per i possessori della carta fedeltà).
Piselli finissimi Selex da 450 g € 0,99.
Succhi Yoga da 1 litro € 0,98.
Crostatine Mulino Bianco da 400 g € 1,89.
Confezione di 2 pacchetti di caffè Saicaf classico da 250 g € 2,99.
Passata di pomodoro Granoro da 690 g € 0,65.

Conad dal 12 al 21 novembre 2020
Nutella da 725 g € 3,95 (per i possessori della carta fedeltà).
Sottilette classiche da 400 g € 1,95.
Bottiglia da 1 l di olio extra vergine di oliva Monini € 2,90.
Passata di pomodoro Cirio da 700 g € 0,59.
Farina Barilla 00 da 1 Kg € 0,45.
Confezione di 8 vasetti da 125 g di yogurt Muller € 1,85.
Confezione di 2 pacchetti da 250 g di caffè Lavazza € 2,95.
Confezione di 6 bottiglie di acqua Sant’Anna da 1,5 l € 1,50.
Fanta da 1, 75 l € 0,89.
Confezione da 2 bottiglie di Pepsi Cola da 1,5 l € 1,49.
Confezione di 18 bastoncini di merluzzo Findus 450 g € 2,99.
Provola Croce di Magara € 4,89 al Kg.
Confezione di 25 filtri di Tè Star € 1.
Succhi Santal da 1 litro € 1,15.
Confezione di 4 tubetti di dentifricio Mentadent da 75 ml € 2,90.
Candeggina Ace classica da 5 l € 1,85.
4 flaconi di detersivo liquido per piatti Svelto da 1 l € 2,99.
Confezione di 12 rotoli di carta igienica Scotonelle € 2,50.

Conad City dall’11 al 22 novembre 2020
Minestrone Tradizione Findus da 1 Kg € 1,74 (per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di 4 lattine da 80 g di tonno all’olio di oliva Mare Aperto € 2,24.
Mortadella Suprema Fiorucci da 760 g € 3,75.
3 confezioni da 100 ml di panna da cucina Granarolo € 1,39.
Ricotta Centrali del latte di Calabria da 250 g € 0,99.
Provola Croce di Magara € 4,89 al Kg.
Succhi di frutta Yoga da 1 l € 1.
Confezione di 3 flaconi di detersivo liquido per piatti Nelsen da 0,90 l € 2,65.

Conté dal 9 al 18 novembre 2020
1 litro di latte parzialmente scremato Granarolo € 0,65.
Ricotta Centrali del latte di Calabria da 250 g € 0,99.
Confezione di 3 lattine da 80 g di tonno all’olio di oliva Noi & Voi € 1,99.
Caffè Guglielmo da 250 g € 1,59.
Collutorio Durban’s da 500 ml € 1,29.
Confezione di 2 pacchetti da 250 g di caffè Kimbo € 2.99.
Biscotti Balocco da 700 g € 1,39.

Quadrifoglio dal 6 al 25 novembre 2020
Detersivo liquido per piatti Nelsen da 900 ml € 0,89.
Fazzolettini di carta Tenderly, 12 pacchetti € 0,69.
Collutorio Pasta del Capitano da 400 ml € 0,99.
Spazzolino Benefit € 0,69.
Tubetto di dentifricio AZ da 100 ml € 0.79.
Confezione di 50 mascherine protettive monouso 3 veli € 10,99.

MD dal 12 al 22 novembre 2020
Pasta di semola di grano duro Pasta Reale da 500 g € 0,41.
Banane € 0,99 al Kg (Dal 21 novembre).
Confezione di 8 vasetti da 125 g di yogurt Bifidus Vivo Meglio € 1,79.
Confezione di 4 mozzarelle Reggia da 125 g € 1,79.
Panna da cucina da 200 ml Malga Paradiso € 0,45.
Provola a pasta filata Alpinella d 1 Kg € 4,29.
Albume d’uovo da 500 g Aia € 0,99.
Confezione di 15 bastoncini di merluzzo Le Specialità di Beppe 450 g € 1,49.
Confezione di 3 succhi di frutta Viviland da 200 ml € 0,79.
Caffè Karisma da 250 g € 0,75.
Confezione di 3 lattine da 80 g di tonno all’olio di oliva Poseidon € 1,69.
Detersivo liquido per piatti Svelto da 1 l € 0,99.

Eurospin dal 12 al 25 novembre 2020
Formaggio Grana Padano DOP stagionato 16 mesi € 8,99 al Kg.
Lattina da 160 g di tonno all’olio di oliva Ondina € 0,99.
Mozzarelle Pascoli Italiani da 500 g € 1,99.
Salame ungherese da 350 g € 2,39.
Emmental bavarese Land da 400 g € 1,79.
Yogurt intero Pascoli Italiani da 1 Kg € 1,49.
Burro Land da 500 g € 2,49.
Aranciata Blues da 1,5 l € 0,49.
Succhi da 1 litro Puertosol € 0,59.
Confezione da 450 tovaglioli monovelo Space € 1,59.
Confezione di 20 rotoli di carta igienica Soft Dream € 2,29.
Banane € 0,99 al Kg (Fino al 18 novembre).
Confezione di 6 bottiglie da 1 l di latte parzialmente scremato Pascoli Italiani € 3,99 (Dal 20 al 22 novembre).

Iperspar, Interspar, Eurospar dal 9 all 18 novembre 2020
6 lattine da 80 g di tonno all’olio di oliva Callipo € 3,99 (Per i possessori della carta fedeltà).
Sottilette da 400 g € 1,99 (Eurospar per i possessori della carta fedeltà).
1 litro di latte parzialmente scremato Parmalat € 0,67 (Eurospar per i possessori della carta fedeltà).
1 litro di latte parzialmente scremato Despar € 0,58 (Interspar, Iperspar).
Pasta Divella da 500 g € 0,38 (Per i possessori della carta fedeltà).
Vecchio Amaro del Capo da 70 cl € 8,79.
Confezione di 4 pacchi di farina Barilla da 1 Kg tipo “00” € 1,59.
Bottiglia da 1 l di olio extra vergine di oliva Belvedere € 2,79 (Interspar, Iperspar).
Bottiglia da 1 l di olio extra vergine di oliva Clemente € 2,89 (Interspar, Iperspar).
Confezione di 8 vasetti da 125 g di yogurt Parmalat, Zymil € 1,89.
6 bottiglie di acqua naturale Leo da 2 litri € 1,14 (Eurospar per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di 2 pacchetti di caffè Ionia da 250 g € 1,89 (Eurospar).
Confezione di 4 pacchetti da 250 g di caffè Mauro Classico € 5,49 (Interspar, Iperspar).
Confezione di 3 succhi Despar da 200 ml € 0,79 (Interspar, Iperspar).
Succhi di frutta Bravo da 2 l € 1,49 (Eurospar).
3 scatolette da 80 g di tonno all’olio di oliva Sardanelli € 1,99.
Ricotta Centrali del latte di Calabria da 250 g € 0,99.
Burro Despar da 250 g € 1,45.
Ricotta di pecora Olivieri € 0,39 l’etto.
Pisellini Primavera Findus da 450 g € 1,99 (Eurospar).
Ricarica da 1,8 litri di detersivo liquido per piatti Nelsen € 1,79(Eurospar).
4 flaconi di detersivo liquido per piatti Nelsen da 0,90 l € 3,49 (Interspar, Iperspar).
Confezione di 6 rotoli asciugatutto Despar €1,99 (Interspar, Iperspar).
Stendibiancheria Gimi da 18 m € 8,90.

Salvatore Cutellé
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Ingredienti per 4 persone
1 kg di zucca gialla
2 rametti di rosmarino
1 spicchio di aglio
100 ml di olio extra vergine di oliva
Sale q.b.

Preparazione
Eliminate la scorza e i semi della zucca, tagliatela a fette dello spessore di circa 1 centimetro e riducete queste ultime a pezzettoni.
Mettete l’olio in una padella e fate rosolare lo spicchio di aglio. Dopo togliete l’aglio, aggiungete i pezzettoni di zucca, i rametti di rosmarino, il sale e lasciate soffriggere fino a quando la parte esterna dei pezzi di zucca risulterà ben rosolata. Servite la zucca calda. 

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Per molto tempo il testosterone è stato visto come ormone e molecola nemica del sistema cardiovascolare.
Negli ultimi tempi invece il testosterone ha assunto sempre più un ruolo importante nel mantenimento del benessere psicofisico dell'uomo che invecchia, ma anche nella regolazione del sistema cardiovascolare.
Un interessante lavoro eseguito in America su un nutrito gruppo di vigili del fuoco ha esaminato la correlazione fra malattia cardiache e bassi livelli di testosterone endogeno, ossia quello prodotto dalle nostre ghiandole.
Lo studio è stato eseguito su 341 vigili del fuoco con un'età compresa fra i 37 e i 50 anni che sono stati sottoposti a uno screening medico. I valori di testosterone sono stati classificati in:

- Bassi quando inferiore a 265 ng/dl
- Borderline tra i 265 e 399 ng/dl
- Normali Tra 400 e 916 ng/dl

i risultati finali dello studio portato ad esempio, hanno evidenziato la possibile relazione fra una lieve riduzione di testosterone e problematiche cardiovascolari.
Questo studio tende quindi a evidenziare quanto una presenza fisiologica di testosterone sia importante anche per il benessere cardiovascolare .
Prendendo come valori di riferimento I 400 nanogrammi millilitro, valore al di sotto del quale il testosterone può essere considerato basso e quindi autorizzando l’ andrologo curante di proporre quando necessario una terapia ormonale sostitutiva.

_______________________________

Il dottor Andrea Militello
visita una volta al mese in Calabria:
Cosenza e Acri
Per info: 339 1408270

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Ingredienti per 4 persone
320 g di pennette rigate
3 cucchiai di olio extra vergine di olia
1 peperone rosso
1 scalogno
100 g di pancetta affumicata
400 di pomodori maturi o passata
80 g di olive taggiasche
Sale q.b.

Preparazione
Lavate il peperone, togliete i semi e tagliatelo a dadini. Lavate i pomodori, togliete la pelle e tagliateli a pezzetti. In una padella mettete l’olio e fate rosolare leggermente lo scalogno tritato con la pancetta tagliata a cubetti. Aggiungete il peperone, lasciate cuocere per qualche minuto, unite i pomodori e fate proseguire la cottura per circa 10 minuti. Dopo mettete il sale, le olive, mescolate e portate il tutto a cottura per circa cinque minuti.
Nel frattempo fate cuocere la pasta in abbondante acqua salata. A cottura ultimata scolate le pennette, versatele nella padella con il condimento, mescolate bene e servite. 

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Riporto un importante articolo rivolto alla patologia del pene curvo conosciuta anche con il nome di morbo di La Peyronie o induratio penis plastica

Risultati a lungo termine dopo incisione della placca e innesto per la malattia di Peyronie: confronto tra innesti dermici suini e pericardio bovino
La incisione della placca e successivo innesto (PEG) è uno dei pilastri della terapia chirurgica per la grave curvatura del pene nella malattia di Peyronie (PD).
Sono disponibili diversi tipi di innesti per coprire i difetti della tunica albuginea durante PEG, sia allotrapianti che xenotrapianti. Tuttavia, fino ad oggi nessuno di questi si è rivelato superiore agli altri.
Lo studio che riportiamo è stato condotto per confrontare due diversi tipi di xenotrapianto, matrice dermica suina e matrice di pericardio bovino in PEG per PD.
Dal 2010 al 2019, 63 pazienti con PD sono stati sottoposti a PEG, utilizzando innesti dermici suini (n = 25; Gruppo 1) e di pericardio bovino (n = 38; Gruppo 2).
I risultati a lungo termine sono stati valutati attraverso la somministrazione di questionari multidisciplinari tramite intervista telefonica.
Sono stati considerati i seguenti elementi: correzione della flessione del pene, qualità dell'erezione, capacità di rapporti sessuali, accorciamento del pene e sensibilità.
Sono stati anche studiati la soddisfazione generale e l'impatto della chirurgia sull'attività sessuale e sulla qualità della vita.
La dimensione mediana della placca (IQR) era di 29 (22-33) mm ed era più piccola nel Gruppo 1 (27,5 contro 31 mm; p = 0,03). I dati completi di follow-up erano disponibili per 53 pazienti (84%).
Considerando gli esiti postoperatori, non sono state trovate differenze quando si considerano i tassi di ED, l'accorciamento del pene, la sensibilità, le complicazioni e l'irrigidimento del pene (tutti p> 0,1).
I pazienti del gruppo 2 avevano più probabilità di avere noduli penieni palpabili al follow-up (20,6 vs 0%; p = 0,03).
Tuttavia, la soddisfazione della vita sessuale post-operatoria del paziente era coerente tra i due gruppi, con solo 1 (5,3) e 8 (23,5) pazienti nel Gruppo 1 e 2 rispettivamente che riferivano un peggioramento della soddisfazione della vita sessuale (p = 0,2).
Al follow-up, l'84,9% dei pazienti che sarebbero ancora sottoposti a intervento chirurgico per PD, senza differenze statistiche tra i due gruppi (p = 0,4)
La corporoplastica con PEG è un trattamento efficace per gli uomini con Morbo di la Peyronie.
Gli xenotrapianti di pericardio cutaneo suino e bovino sembrano avere esiti simili a lungo termine.

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Il dottor Andrea Militello
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Cosenza e Acri
Per info: 339 1408270

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Le notizie qui riportate sono prese dai cataloghi, dai volantini, dai manifesti e da altre informazioni pubblicitarie dei supermercati della Calabria, particolarmente di quelli della zona di Cosenza.
Non possiamo garantire la mancanza di errori di stampa e di trascrizione. Qui potrebbero esserci degli errori, per cui controllate sempre i prezzi dei prodotti sullo scaffale. Ed anche alla cassa al momento di pagare, poiché potrebbero esservi pure delle discrepanze tra il prezzo indicato sullo scaffale e quello indicato dal codice a barre.

Da notare in questa selezione
1. La bottiglia di birra Poretti 3 luppoli da 66 cl a 0,59 € in vendita nei supermercati Eurospar.
2. La confezione da 10 rotoli di carta igienica Corona a € 1,00 in vendita nei supermercati Conté
3. La confezione di 6 bottiglie da 2 l di acqua naturale Lilia a € 1 in vendita da Conad dall’8 al 12 novembre.
4. La confezione da 400 tovaglioli Il Tovagliolo a € 1,99 in vendita da Carrefour Market.

MD dal 27 ottobre all’8 novembre 2020
Bottiglia da 1 l di olio extra vergine di oliva Frà Ulivo € 2,49.
Formaggio Grana Padana € 7 al Kg.
Riso arboreo Belriso da 2 Kg € 1,99.
Caffè Sao da 250 g € 0,99.
Tè in bottiglia da 1,5 l Gasado € 0,55.
Confezione di 10 pacchetti da 9 fazzolettini 4 veli Flou € 0,59.
Telefono cellulare Akai AKMF130 € 9,99 (dal 31 ottobre all’1 novembre).
Confezione di 4 Kg di patate € 1,80 (dal 7 all’8 novembre).

Conad , Conad City dal 28 ottobre all’8 novembre 2020
Confezione di 2 bottiglie di Coca-Cola da 1,35 l € 1,79 (per i possessori della carta fedeltà).
Pasta fresca ripiena Rustici Rana da 250 g € 1.59 (per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di 2 flaconi da 27 lavaggi di detersivo liquido Dixan € 4,99 (per i possessori della carta fedeltà).
Bottiglia da 1 l di olio extra vergine di oliva Coricelli € 2,75 (per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di 6 bottiglie di acqua naturale San Benedetto Parco del Pollino da 1,5 litri € 1,20 (Solo Conad, per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di 8 vasetti da 125 g di Yogurt Muller € 1,99 (Solo Conad).
Confezione di 4 lattine da 80 g di tonno all’olio di oliva Nostromo € 2,45 (Solo Conad).
Confezione di 4 flaconi di detersivo liquido per piatti Nelsen da 0,90 l € 2,95 (Solo Conad).
Mozzarelle Invernizzi Mozarì da 400 g € 1,99 (Solo Conad).
Confezione da 300g di mozzarelle Centrali del latte di Calabria € 1,49 (Solo Conad City).
Legumi Valfrutta € 0,65.
Termoventilatore 2000 W (Solo Conad) € 9,90.
Succhi Zuegg Skypper da 1 l € 1 (Solo Conad City).
Lattina di pomodori pelati Mutti da 400 g € 0,50 (Solo Conad City).
Biscotti Oro Saiwa da 250 g € 0,85 (Solo Conad City).
Pasta Barilla da 500 g € 0,49 (Solo Conad City).
Farina Barilla da 1 Kg tipo “00” € 0,50 (Solo Conad City).
Passata di pomodoro Valfrutta da 700 g € 0,59 (Solo Conad City).

Conad , Conad City dal 4 all’11 novembre 2020
Confezione di 3 pacchetti di caffè Guglielmo da 250 g € 4,50.
Ricotta di mucca Conad € 3 al Kg.
Passata di pomodoro Conad da 690 g € 0,75.
Confezione di 3 succhi Conad da 200 ml € 0,68.
Cracker Conad da 500 g € 1.
Rotolo di alluminio Conad da 32 metri Selex € 1,75.
Collutorio Conad da 500 ml € 1,90.
Farina Conad tipo 0 e tipo 00 da 1 Kg € 0,49.
Confezione di 6 bottiglie da 2 l di acqua naturale Lilia € 1 (dall’8 al 12 novembre per i possessori della carta fedeltà).

Vivo dal 27 ottobre al 7 novembre2020
Pasta Barilla da 1 Kg € 0,99.
Burro Parmareggio da 100 g € 0,99.
1 litro di latte parzialmente scremato Parmalat € 0,69.
Zucchero semolato Eridania da 1 Kg € 0,79.
Biscotti Balocco da 700 g € 1,49.

A & O dal 27 ottobre al 7 novembre 2020
Pasta Divella da 500 g € 0,39.
Succhi Santal da 1 litro € 1 (per i possessori della carta fedeltà).
Formaggio Grana Padano stagionato 16 mesi € 0,93 l’etto.
Passata di pomodoro Mutti da 800 g € 0,88.
Pisellini Primavera Findus da 450 g € 1,99.
Biscotti Gocciole Pavesi da 400 g € 1,96.
Confezione da 10 bustine di lievito vanigliato Paneangeli 160 g € 2,48.

Crai dal 29 ottobre al 7 novembre 2020
1 litro di latte parzialmente scremato Bayerland € 0,49 (per i possessori della carta fedeltà).
2 pacchetti da 250 g di caffè Aiello € 3,40 (per i possessori della carta fedeltà).
Minestrone Tradizione Findus da 1 Kg € 1,90 (per i possessori della carta fedeltà).
Pancarrè Mulino bianco da 24 fette € 0,50 (per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di 2 vasetti da 125 g di yogurt Parmalat € 0,50 (per i possessori della carta fedeltà).
Burro Santa Lucia da 250 g € 1,75 (per i possessori della carta fedeltà).
Passata di pomodoro Santa Rosa da 700 g € 0,57 (per i possessori della carta fedeltà).
Bottiglia da 1 l di olio extra vergine di oliva Belvedere € 2,78 (per i possessori della carta fedeltà).
Olio di semi di girasole Gico da 1 l € 0,98 (per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di 6 scatolette da 80 g di tonno all’olio di oliva Maruzzella € 3,49 (per i possessori della carta fedeltà).
Biscotti Balocco da 700 g € 1,24 (per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di 6 tubetti di dentifricio Aquafresh da 75 ml € 3,54 (per i possessori della carta fedeltà).
Succhi Yoga da 1 l € 0,75 (per i possessori della carta fedeltà).
Piselli finissimi Crai da 450 g € 1,10.
Yogurt Fage Total 0% da 170 g € 0,89.
Farina Divella 00 da 1 Kg € 0,45 (per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di 4 pacchetti di caffè Guglielmo da 250 g € 6,70.
Confezione di 2 pacchetti da 250 g di caffè Lavazza € 3,55 (per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di 25 filtri di the Crai € 0,75.
Vecchio Amaro del Capo da 70 cl € 8,90 (per i possessori della carta fedeltà).

Acqua & Sapone dal 27 ottobre al 15 novembre 2020
Detersivo liquido per lavatrice Bio Presto 3 flaconi da 36 dosi € 7,90.
Detersivo per lavatrice Dixan da 85 misurini € 8,90.
Confezione di 4 tubetti di dentifricio Colgate da 75 ml € 2,99.
Confezione di 6 rasoi Bic usa e getta € 1,89.
Rotolo di alluminio da 32 metri Acqua & Sapone € 1,99.
Rotolo di pellicola Acqua & Sapone da 30 m € 0,69.
Carta forno Frio da 8 metri € 0,79.
Confezione di 20 sacchetti frigo Acqua & Sapone € 0,59.

Conté dal 29 ottobre all’8 novembre 2020
Formaggio Gran Moravia € 0,59 l’etto.
Banane Chiquita € 0,99 al Kg,
Confezione di 8 vasetti da 125 g di Yogurt Sveltesse Nestlé € 1,90.
Passata di pomodoro Cirio da 700 g € 0,75.
Pasta integrale Barilla da 500 g € 0,79.
Confezione di 6 bottiglie da 20 cl di bergamotto Spadafora € 2,50.
Confezione da 10 rotoli di carta igienica Corona € 1,00.

Gran Risparmio dal 4 al 15 novembre 2020
Formaggio Grana Padano stagionato 18 mesi € 0,95 al Kg.
Nettare di frutta Gambardella da 1 litro € 0,65.
Panettone o Pandoro Balocco da 750 g € 2,45.
Banane € 0,95 al Kg.
Confezione da 6 bottiglie da 2 l di acqua naturale San Benedetto € 1,29
Burro Santa Lucia da 250 g € 1,89.
Passata di pomodoro Cirio da 700 g € 0,75.
Confezione di 25 filtri di Tè Lipton € 1,40.
Confettura di frutta Zuegg da 700 g € 1.79.

Carrefour Market dal 4 al 16 novembre 2020
Pasta Granoro da 1 Kg € 0,69.
Valigetta di 4 litri di latte Polenghi parzialmente scremato € 2,20 (per i possessori della carta fedeltà).
Detersivo in polvere per lavatrice Dash da 87 misurini € 9,99 (per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di 3 pacchetti di caffè Guglielmo da 250 g € 4,69.
Burro Parmareggio da 200 g € 1,29.
Tubetto di dentifricio AZ da 100 ml € 0,99.
Confezione da 400 tovaglioli Il Tovagliolo € 1,99.

Splendidi e Splendenti dal 2 al 15 novembre 2020
Detersivo liquido per piatti Nelsen da 900 ml € 0,89.
Rotolo di carta forno Cuki da 6 metri € 0,79.
Rotolo di alluminio da 8 metri Cuki € 0,99.
Rotolo di pellicola Cuki da 15 m € 0,69.
Confezione di sacchetti gelo più Cuki € 0,99.
Confezione di 10 pacchetti di fazzoletti Tempo € 0,99.

Eurospin dal 29 ottobre all’8 novembre 2020
Bifidus fibre frutta e cereali Land confezione di 8 vasetti da 125 g € 1,79.
Passata rustica da 680 g € 0,55.
Riso lungo parboiled da 2 Kg € 1,69.
Olio di semi di girasole Collina d’Oro da 5 l € 4,49.
Bottiglia da 1 l di olio extra vergine di oliva La Badia € 2,69.
Caffè Jerez da 250 g € 1,19.
Mortadellina da 150 g € 0,59.
Rotolo di carta forno da 20 metri Sistema Casa € 0,99 (dal 6 all’8 novembre).
Pane casereccio € 0,99 al Kg (dal 5 all’11 novembre).

Iperspar, Interspar, Eurospar dal 29 ottobre all’8 novembre 2020
Bottiglia di birra Poretti 3 luppoli da 66 cl € 0,59 (Eurospar per i possessori della carta fedeltà)..
1 litro di latte parzialmente scremato Parmalat € 0,65 (Interspar Iperspar per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di 2 pacchetti da 250 g di caffè Lavazza Suerte € 2,59.
Confezione di 8 vasetti da 125 g di yogurt Vitasnella € 1,99 (Interspar Iperspar).
Confezione di 8 vasetti da 125 g di yogurt Granarolo € 1,99 (Eurospar).
Bibite San Benedetto da 1,5 l € 0,59 (Eurospar).
Termoventilatore da 2000 W € 8,90.
Burro Parmareggio da 200 g € 1,29.

Lidl dal 2 all’8 novembre 2020
Pasta Barilla da 1 Kg € 0,95.
Confezione da 200 g di mozzarelle Merivio € 0,99 (dal 5 all’8 novembre).
Confezione di 18 lattine di birra Perlenbacher da 0,5 l € 7,70.
Pisellini Primavera Findus da 1 Kg € 2,99.
Detersivo liquido per piatti Svelto da 1 litro € 0,99.
Nettare di pera Solevita da 1 litro € 0,59.
Bevande alla frutta da 1,5 l € 0,65.

Ipercoop dal 6 al 17 novembre 2020
Formaggio Grana Padano DOP € 7,90 al Kg.
Confezione da 1,5 Kg di mele golden Melasì Melinda € 0,99.
Bottiglia da 1 l di olio extra vergine di oliva Desantis € 2,79
Confezione di 2 pacchetti di caffè Guglielmo da 250 g € 2,98.
8 lattine da 80 g di tonno all’olio di oliva Callipo € 5,69 (per i possessori della carta fedeltà).
Yogurt Merano da 1 Kg € 1,99.
Passata di pomodoro Santa Rosa da 700 g € 0,59.
Valigetta da 4 litri di latte parzialmente scremato Polenghi € 2,30 (per i possessori della carta fedeltà).
Ricarica da 1,8 litri di detersivo liquido per piatti Nelsen € 1,79 (per i possessori della carta fedeltà).
Olio motore Tamoil da 5 litri € 19,99.

Salvatore Cutellé
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Ingredienti per 4 persone
400 g di cuori di carciofi
200 g di peperoni rossi
4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 spicchio di aglio
Origano q.b.
Sale q.b.

Preparazione
Eliminate le foglie più dure dei carciofi, tagliate le punte, divideteli a metà, togliete la barbetta centrale e tagliateli a spicchi. Man mano che li pulite immergeteli in una ciotola di acqua con il succo di un limone.
Lavate e tagliate a strisce i peperoni.
Mettete l’olio in una padella e fate rosolare lo spicchio di aglio, dopo toglietelo, aggiungete i peperoni e fateli soffriggere per circa 5 minuti. Unite i carciofi, dopo averli sgocciolati, mettete il sale, l’origano, coprite con un coperchio e lasciate cuocere a fuoco lento per circa 20 minuti. Durante la cottura se è necessario, potete aggiungere un po’ di acqua. Servite questo piatto caldo. 

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Tra i personaggi di assoluto prestigio di Rogliano, bisogna ricordare il Beato Bernardo, al secolo Leonardo Milizia.
Egli nacque a Rogliano nel 1519 da Potestio Milizia e Palma Dodero. Rimasto orfano, all'età di undici anni si trasferì a Rende presso uno zio, che lo indirizzò agli studi. In seguito si trasferì a Castrovillari, dove svolse un'esperienza di lavoro nella bottega di un calzolaio.
Ben presto abbandonò questo mestiere, si ritirò a vita eremitica e fu ordinato sacerdote.
Dopo aver visitato Loreto (provincia di Ancona) e Roma, sconcertato dalla corruzione del clero, nel 1543, si ritirò a Colloreto, nel territorio di Morano Calabro, ai piedi del Pollino.
Nel 1546, fondò il Monastero di Colloreto e abbracciò la regola di Sant'Agostino. Il Monastero divenne, in pochi anni, sontuoso e ricchissimo, per le donazioni dei signori di Morano, fra i quali parecchi presero l'abito di quella religione e si distinsero per opere di carità e cultura. 


La Congregazione, detta Eremiti di Sant'Agostino "Colleretani", venne riconosciuta con bolla del 23 agosto 1560, da papa Pio IV. A questa Congregazione posseditrice anche di tre case a Morano, appartennero una chiesa a Viggianello (provincia di Potenza) del 1598, una ad Orsomarso (1601) e una cappella o chiesa a Mormanno.
Fra Bernardo morì il 12 gennaio 1602, all'età di ottantatré anni.
La Congregazione dei "Colleretani" scomparve con decreto di Gioacchino Murat del7 agosto 1809,per effetto del quale vennero soppressi tutti gli Ordini Religiosi nel Regno di Napoli, durante il decennio francese.
Ancora oggi, alle falde del Massiccio del Pollino, spiccano, tra i boschi di faggi ed elci, i ruderi del grande monastero fondato da lui.
Giuseppe Pizzuti, docente 

Morano Calabro, ruderi del monastero di Colloreto

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BELSITO – Un punto di riferimento culturale che l’amministrazione comunale guidata da Antonio Basile dona alla comunità: si tratta del nuovo allestimento della biblioteca Ferri.
La recente sistemazione rappresenta un momento fondamentale del percorso di valorizzazione, con interventi che hanno riguardato in particolare la sistemazione degli ambienti di lettura, attraverso anche la decorazione pittorica ad opera del maestro Gabriele Ferrari, e la catalogazione del materiale librario in ventitré sezioni tematiche.
La biblioteca conta attualmente 1.950 testi, con l’allestimento di uno spazio dedicato alle attività didattiche e progettuali per i bambini, e la creazione, ancora in corso, di una apposita sezione dedicata alla storia locale; altri interventi sono in divenire, come l’applicazione dei nuovi strumenti di catalogazione e ricerca online.
La biblioteca, realizzata con fondi regionali, è intitolata al belsitese Italo Ferri scomparso nel 2003, che insegnò per due anni nelle scuole medie di Lago e di Bianchi; svolse anche la professione forense, e nel 1967 vinse il concorso al ministero dell’Agricoltura.
Ferri aveva un forte attaccamento alle proprie origini, amava comporre versi, ispirato dalle suggestive atmosfere paesaggistiche del suo borgo.
La situazione di emergenza Covid non ha permesso finora di poter inaugurare la nuova biblioteca alla presenza dei familiari di Ferri, ma la struttura è comunque già fruibile.

Piero Carbone, giornalista pubblicista

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Ingredienti per 4 persone
400 g di ceci secchi o precotti
500 g di bietole
100 g di funghi porcini
4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 spicchio di aglio
200 ml di passata di pomodoro
Sale q.b.

Preparazione
Mettete i ceci secchi a bagno nell’acqua fredda per una notte. Dopo scolateli, sciacquateli, metteteli in una pentola, copriteli con abbondante acqua fredda e fateli cuocere per circa 1 ora e 30 minuti. In alternativa potete usare i ceci precotti.
Nel frattempo pulite e tagliate i funghi. Lavate e tagliate le bietole.
In una pentola mettete l’olio, fate rosolare lo spicchio di aglio, dopo toglietelo e aggiungete le bietole, i funghi e lasciate soffriggere per alcuni minuti. Dopo unite la passata di pomodoro, mettete il sale, coprite la pentola con un coperchio e fate cuocere per circa 15 minuti.
Infine sgocciolate i ceci, versateli nella pentola con le bietole e i funghi, lasciate insaporire per circa 5 minuti, poi unite 2 bicchieri di acqua calda, lasciate proseguire la cottura per circa 15 minuti e servite. 

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COSENZA - Non capita spesso che un libro a distanza di due anni dalla sua uscita, tra l’altro romanzo d’esordio per la scrittrice Daniela Santelli, continui a riscuotere tanto successo.
Moltissime presentazioni, tanti libri venduti, tante dediche, e tanta soddisfazione per un’avvocatessa che ha realizzato un suo grande sogno, quello che coltiva fin da piccola, la scrittura.
Lei che preferiva scrivere poesie, anziché giocare con le bambole. «Un giorno, - racconta Santelli - un editore di Perugia, Jean Luc Bertoni, decide di credere in me e nel mio romanzo “A un passo dal cuore”. Un libro che nasce da un diario, quello che si scrive la sera a fine giornata e dove annoti i tuoi momenti più emozionanti.
Una storia d’amore complicata e passionale, quella dei due protagonisti, Giulia e Stefano, quelle storie che vivi senza razionalità, d’istinto, anche se sai che un giorno finiranno.
Un libro che ora è diventato oggetto di cinematografia, infatti è stata già scritta la sceneggiatura da parte del regista toscano che vive in Liguria, Giuliano Pagani.
Essa è stata già approvata dalla scrittrice e dall’editore Jean Luc Bertoni e ora è nelle mani di più produzioni che la valuteranno.
C’è molto entusiasmo per questo progetto, e tanti giovani talenti coinvolti, tra cui la pianista Veronica Rudian che sta componendo alcune musiche per il film, nonché quelle di una canzone che poi sarà una tra gli inediti del progetto cinematografico».
Daniela Santelli fa sapere di star già scrivendo il seguito.
Piero Carbone, giornalista pubblicista

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Ingredienti per 4 persone
4 fettine di vitello
8 carciofi
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 spicchio di aglio
Sale q.b.
Prezzemolo q.b.
1 limone

Preparazione
Togliete le foglie più dure dei carciofi, tagliate le punte, divideteli a metà, eliminate la barbetta centrale e tagliateli a spicchi. Man mano che li pulite immergeteli in una ciotola di acqua con il succo di un limone. Fate cuocere i carciofi nell’acqua bollente salata per circa 10 minuti.
Mettete l’olio in una padella e fate rosolare lo spicchio di aglio, aggiungete le fettine di carne, mettete il sale, coprite con un coperchio e lasciatele cuocere. A cottura ultimata togliete le fettine di carne dalla padella, adagiatele in un piatto e tenetele in caldo.
Sgocciolate i carciofi, metteteli nel fondo di cottura della carne e lasciateli insaporire per circa 5 minuti.
Disponete le fettine di vitello su un piatto da portata, adagiate sopra i carciofi, cospargete con il prezzemolo tritato e servite. 

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Ingredienti per 4 persone
4 fettine di vitello
8 carciofi
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 spicchio di aglio
Sale q.b.
Prezzemolo q.b.
1 limone

Preparazione
Togliete le foglie più dure dei carciofi, tagliate le punte, divideteli a metà, eliminate la barbetta centrale e tagliateli a spicchi. Man mano che li pulite immergeteli in una ciotola di acqua con il succo di un limone. Fate cuocere i carciofi nell’acqua bollente salata per circa 10 minuti.
Mettete l’olio in una padella e fate rosolare lo spicchio di aglio, aggiungete le fettine di carne, mettete il sale, coprite con un coperchio e lasciatele cuocere. A cottura ultimata togliete le fettine di carne dalla padella, adagiatele in un piatto e tenetele in caldo.
Sgocciolate i carciofi, metteteli nel fondo di cottura della carne e lasciateli insaporire per circa 5 minuti.
Disponete le fettine di vitello su un piatto da portata, adagiate sopra i carciofi, cospargete con il prezzemolo tritato e servite. 

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Vi proponiamo una selezione delle offerte dei vari supermercati. Noi non possiamo provare i prodotti per cui non possiamo esprimere un giudizio sulla loro qualità. Riportiamo solo i prezzi convenienti.
Le notizie qui riportate sono prese dai cataloghi, dai volantini, dai manifesti e da altre informazioni pubblicitarie dei supermercati della Calabria, particolarmente di quelli della zona di Cosenza.
Non possiamo garantire la mancanza di errori di stampa e di trascrizione. Qui potrebbero esserci degli errori, per cui controllate sempre i prezzi dei prodotti sullo scaffale. Ed anche alla cassa al momento di pagare, poiché potrebbero esservi pure delle discrepanze tra il prezzo indicato sullo scaffale e quello indicato dal codice a barre.

Da notare in questa selezione i tovaglioli di carta Floralys in vendita nei supermercati Lidl.
Di solito molte marche di tovaglioli non scrivono sulle confezioni quanti tovaglioli contengono, si comprano alla cieca. Invece Floralys scrive che la sua confezione contiene 250 tovaglioli. E costano pure poco. E’ da premiare.

Iperspar, Interspar dal 19 al 28 ottobre 2020
Biscotti Pan di Stelle da 1 Kg € 2,88 (per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di 18 bastoncini Findus 450 g € 2,99 (per i possessori della carta fedeltà).
Banane Passo dopo Passo € 0,98 al Kg (per i possessori della carta fedeltà).
Burro Parmareggio da 100 g € 0,45 (per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di 4 pacchetti da 250 g di caffè Mauro Original € 4,99.
Confezione di 2 pacchetti da 250 g di caffè Guglielmo € 3,49.
Caffè Hag da 250 g € 1,99.
Bottiglia da 1 l di olio extra vergine di oliva Desantis € 2,99.
Passata di pomodoro Valfrutta da 700 g € 0,65.
Latte UHT senza lattosio Zymil da 1 l € 1,25.
Confezione di 8 vasetti da 125 g di yogurt Yomo € 1,99.
Ricotta vaccina € 0,49 l’etto.
Provola Morrone € 0,50 l’etto.
Confezione di 2 flaconi di candeggina Ace da 3 litri € 2,99.
Confezione di sacchetti gelo più Cuki € 0,99.
Termoventilatore Master da 2000 W €8,90.

Eurospin dal 15 al 25 ottobre 2020
2 mozzarelle Land da 125 g € 1.
Confezione da 16 formaggini Land 280 g € 1.
2 confezioni da 1 litro di latte parzialmente scremato Land € 1.
Confezione di 8 vasetti da 125 g di yogurt Pascoli Italiani € 1,39 (dal 23 al 25 ottobre).
Rotolo di carta forno da 50 metri Sistema Casa € 2,39 (dal 23 al 25 ottobre).
Olio di semi di mais € 1.
Olive verdi in salamoia da 565 g € 1.
Caffè Don Jerez da 250 g € 1.
Bibite 2 bottiglie da 1,5 l € 1.
Confezione di 4 rotoli di carta da cucina Soft Dream € 1.
Idropittura murale da interno traspirante bianca da 14 l € 9,99.

Conad dal 14 al 25 ottobre 2020
Lattina da 3 l di olio extra vergine di oliva Desantis € 6,90 (per i possessori della carta fedeltà).
Passata di pomodoro Pomì da 700 g € 0,52
500 g di caffè Lavazza (2 pacchetti da 250 g) € 3,19.
Confezione di 3 succhi Santal da 200 ml € 0,70.
Yogurt Vipiteno da 500 g € 0,75.
1 litro di latte parzialmente scremato Parmalat € 0,69.
Pasta Barilla da 500 g € 0,49.
Caffè Hag da 250 g € 1,98.
Succhi Yoga da 1 litro € 0,95.
Confezione di 6 bottiglie da 1,5 l di acqua Levissima € 1,50.
Orzo solubile Conad da 120 g € 0,99.
Merendine Trancino Mulino bianco da 396 g € 0,99.
Confezione da 10 bustine di lievito vanigliato Paneangeli 160 g € 2,50.

Conad dal 21 al 27 ottobre 2020
Prosciutto cotto Casa Modena € 9,90 al Kg.
Ricotta Santa Lucia Galbani € 4,50 al Kg.
Passata di pomodoro Coricelli da 690 g € 0,78.
Biscotti Ringo Pavesi 2 da 165 g € 0,75.
Confezione di 2 pacchetti di Caffè Mauro da 250 g € 2,95.
Biscotti Savoiardi Conad da 400 g € 1,45.
Succhi Conad da 1 litro € 0,99.
Confezione di sacchetti gelo più Cuki € 1.
Banane Orsero € 0,99 al Kg.
Cornetti Mulino Bianco Barilla da 240 g € 1.
Tavolette di cioccolato Verso Natura Equo da 100 g € 1 (dal 21 ottobre all1 novembre).

A & O dal 13 al 24 ottobre 2020
Caffè La Tazza d’Oro da 250 g € 1.
Confezione di 6 uova fresche grandi Masseria € 1.
Caffè Lavazza Dek da 250 g € 1,69.
Confezione di 3 succhi Santal da 200 ml € 0,79.
Pasta Barilla da 500 g € 0,50.
Passata di pomodoro La Fiammante da 680 g € 0,58.
Ricarica da 2 litri di detersivo liquido per piatti Svelto € 1,69 (per i possessori della carta fedeltà).

Vivo dal 13 al 24 ottobre 2020
1 Kg di caffè Lavazza Suerte (4 pacchetti da 250 g) € 4,49.
1 litro di latte parzialmente scremato Granarolo € 0,69.
Mortadella Oro Bechelli da 450 g € 1,99.
Sofficini Findus da 266 g € 1,49.
Piselli fini La Valle degli Orti da 900 g € 1,99.
Bottiglia da 1 l di olio extra vergine di oliva Desantis € 2,99.
3 scatolette da 80 g di tonno all’olio di oliva Maruzzella € 1,99.
4 rotoloni di carta igienica Corona € 1.
Confezione di 3 succhi Derby Blue da 200 ml € 0,69.

Lidl dal 19 al 25 ottobre 2020
Fanta Orange da 1, 75 l € 0,99.
Pianta in vaso crisantemi multiflora € 1,79 (dal 22 ottobre).
Pianta in vaso Calluna Vulgaris € 0,99 (dal 22 ottobre).
Confezione di 6 succhi di pera Solevita da 200 ml € 0,79.
Confezione da 250 tovaglioli 1 velo Floralys € 0,99.
Confezione di 4 mozzarelle Milbona da 250 g € 2,29 (dal 23 al 25 ottobre).
3 pacchetti da 250 g di caffè Gimoka € 1,78 (dal 23 al 25 ottobre).

Conté dal 19 al 28 ottobre 2020
Pasta Divella da 500 g € 0,35.
Galbanino Galbani da 930 g € 5,90.
Ricotta Centrali del latte di Calabria da 250 g € 0,99.
Biscotti Bucaneve Doria da 200g € 0,69.
Bottiglia da 1 l di olio extra vergine di oliva Clemente € 2,90.
Passata di pomodoro Mutti da 700 g € 0,79.
Succhi Jolly da 1,5 l € 0,99.
Aranciata Noi & Voi da 1,5 l € 0,59.
Confezione di 6 uova fresche grandi Noi & Voi € 0,99.
Confezione di 2 pacchetti da 250 g di caffè Mauro Classico € 2,69.
Disinfettante Lysoform Medical da 250 ml € 2,19.
Rotolo di alluminio da 8 metri Cuki € 1.
1 litro di latte parzialmente scremato Polenghi € 0,58.

Quadrifoglio dal 19 ottobre al 4 novembre 2020
Flacone da 1 litro di detersivo liquido per piatti Svelto € 0,89.
Tubetto di dentifricio Mentadent da 100 ml € 0.99.
Rotolo pellicola Cuki da 15 m € 0,75.
Rotolo di alluminio da 30 metri Alltime € 1,35.
Confezione di sacchetti frigo Virosac € 0,60.

Ils dal 21 ottobre al 2 novembre 2020
Pasta Divella da 500 g € 0,36.
Olio di semi di girasole I 4 Cuochi da 1 litro € 0,99.
Bottiglia da 1 l di olio extra vergine di oliva Sapio € 2,99.
Passata di pomodoro Desantis da 680 g € 0,59
Confezione di 3 scatolette da 80 g di tonno all’olio di oliva Mare Aperto € 1,99.
Biscotti Divella da 700 g € 1,29.
1 litro di latte parzialmente scremato Parmalat € 0,69.
Provola Silanella € 4,90 al Kg.
Burro Parmareggio da 200 g € 1,29.
Pisellini Primavera Findus da 750 g € 2,99.
Tubetto di dentifricio AZ da 100 ml € 0.99.

Crai Extra dal 19 al 28 ottobre 2020
1 litro di latte parzialmente scremato Granarolo € 0,50 (per i possessori della carta fedeltà).
Ricotta Calabrialatte da 250 g € 0,98.
Provola Montanara € 4,90 sl Kg.
Formaggio Maasdammer € 4,50 al Kg.
Confezione da 300 g di mozzarelle Nonna Marianna € 1,50 (per i possessori della carta fedeltà).
Bottiglia da 1 l di olio extra vergine di oliva Desantis € 2,75 (per i possessori della carta fedeltà).
Olio di semi di girasole 4 Cuochi da 1 l € 1 (per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di 25 filtri di Tè verde Lipton € 1,55.
Confezione di 4 pacchi di farina Barilla da 1 Kg tipo “00” € 1,98.
Confezione di 4 tubetti di dentifricio Colgate da 75 ml € 3.
Pasta Barilla da 1 Kg € 0,79.
Confezione di 6 bottiglie di acqua naturale San Benedetto Parco del Pollino da 1,5 litri € 1.

Gran Risparmio Mini dal 21 ottobre all’1 novembre 2020
Piselli fini Gambardella da 360 g € 0,55.
Detersivo per lavatrice Dixan da 100 misurini € 8,29.
Rotolo di alluminio da 25 metri Gambardella € 1,25.
Rotolo di carta forno da 8 metri Gambardella € 0,55.
Passata di pomodoro Cirio da 680 g € 0,99.
Yogurt Muller da 500 g € 0,89.
Succhi Valfrutta da 1,5 l € 0,99.
Caffè Hag da 250 g € 1,85.
Confezione di 2 pacchetti da 250 g di caffè Lavazza € 3,09.
Confezione di 25 filtri di Tè Ati € 0,80.

Carrefour Market dal 21 ottobre al 2 novembre 2020
Le tre Mozzarella da 300 g € 1,39 (per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di 6 bottiglie di Passata di pomodoro Mutti da 700 ml € 4,69 (per i possessori della carta fedeltà.
Bottiglia da 1 l di olio extra vergine di oliva Virginio € 2,99.
Lattina di pomodori pelati Desantis da 400 g € 0,45 (per i possessori della carta fedeltà).
1 litro di latte parzialmente scremato Granarolo € 0,69 (per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di 4 pacchetti da 250 g di caffè Guglielmo € 6,49.
Provola Fior di Pascolo € 4,99 al Kg.
Confezione di 8 succhi Valfrutta da 200 ml € 1,99 (per i possessori della carta fedeltà).
Amaro Silano da cl 70 € 7,29 (per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di 8 vasetti da 125 g di yogurt Parmalat € 1,99.

Splendidi e Splendenti dal 19 ottobre all’1 novembre 2020
Detersivo liquido per lavatrice Dash 2 da 19-20 dosi € 1,99.
Dentifricio Durban’s da 75 ml € 0,59.
2 tubetti di dentifricio Colgate da 75 ml € 1,28.
2 Confezioni di 10 cerotti assortiti Hansaplast € 1.49.

Ipercoop dal 23 ottobre al 5 novembre 2020
Banane Dole € 0,75 al Kg.
Confezione da 300g di mozzarelle Centrali del latte di Calabria € 1,49 (per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di 6 lattine da 80 g di tonno all’olio di oliva Palmera € 3,69 (per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di 2 pacchetti di Caffè Mauro da 250 g € 1,99.
Confezione di 4 pacchetti da 250 g di caffè Guglielmo € 5,99.
1 litro di latte parzialmente scremato Parmalat € 0,65 (per i possessori della carta fedeltà).
Confezione di 3 succhi di frutta Zuegg da 200 ml € 0,75.
Candeggina Ace da 4 l € 1,90 (per i possessori della carta fedeltà).
Provolone Topolino Soresina da 930 g € 4,99 (per i possessori della carta fedeltà).
Burro Coop da 500 g € 2,49.
Succhi Santal da 1 litro € 0,99.
Biscotti integrali Dorè da 1 Kg € 1,29.
Confezione di 4 pacchi di farina Barilla da 1 Kg tipo “00” € 1,79.
Biscotti classici Mulino Bianco da 1 Gg € 2,49.
Biscotti Oro Saiwa da 1 Kg € 2,95.

Salvatore Cutellé
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Ingredienti per 4 persone
320 di riso
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 scalogno
60 g di parmigiano grattugiato
1 litro di brodo vegetale
20 g. di burro
Ingredienti per il brodo vegetale
1,5 l di acqua
1 carota
1 cipolla
1 gambo di sedano
1 pomodoro
Sale q.b. 

Preparazione
Preparate il brodo vegetale con l’acqua, la carota, il sedano, la cipolla e il pomodoro. A fine cottura aggiungete il sale e filtrate. In alternativa, potete preparare il brodo anche con il dado vegetale.
In una padella mettete l’olio e fate appassire lo scalogno tritato. Dopo unite il riso e lasciatelo tostare per qualche minuto. Fate proseguire la cottura del riso aggiungendo il brodo caldo poco per volta. A cottura ultimata mantecate il riso con il burro e il parmigiano. Servite il risotto decorandolo con le scaglie di parmigiano.

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Un nuovo studio tutto italiano è stato effettuato per valutare gli esiti perioperatori intermedi, il tasso di complicanze e i dati funzionali dopo la vaporizzazione laser fotoselettiva (PVP) XPS 180-W Greenlight rispetto alla resezione transuretrale della prostata (TURP) in uno studio prospettico non randomizzato monocentrico.
I colleghi analizzato un database gestito in modo prospettico che raccoglie dati su 100 pazienti sottoposti a trattamento chirurgico per BPH (50 PVP consecutive e 50 TURP consecutive).
Sono state confrontate tutte le complicanze, registrate e graduate secondo il sistema Clavien Dindo e le variabili cliniche, operative, perioperatorie.
Gli esiti funzionali, l'International Prostate Symptom Score (IPSS), la velocità di flusso massima (Qmax) e l'antigene prostatico specifico (PSA), sono stati registrati prima dell'intervento ea 1 anno di follow-up.
Risultati: età, volume della prostata, uso di anticoagulanti o antipiastrinici, punteggio ASA e tempo operatorio erano comparabili nei due gruppi.
La riduzione dei livelli di emoglobina (0,46 vs 1,8 g / dL), il tempo di cateterizzazione (1,2 vs 3,2 giorni), la degenza ospedaliera (1,7 vs 3,8 giorni) e il tasso di pazienti trasfusi (0 vs 8%), erano significativamente inferiori per PVP.
La ricateterizzazione transitoria (6 vs 26%) era significativamente inferiore per PVP.
L'IPSS e il Qmax a 1 anno non hanno mostrato differenze significative.
Il tasso di ripetizione TURP / PVP era più alto nel gruppo TURP (0 vs 10%).
La riduzione del PSA, che riflette la maggiore riduzione del volume della prostata, era statisticamente maggiore nel gruppo PVP rispetto al gruppo TURP (p = 0,001).
Conclusioni: la vaporizzazione laser fotoselettiva (PVP) presenta vantaggi in termini di sicurezza perioperatoria e complicanze maggiori rispetto alla TURP. I risultati funzionali a 1 anno di follow-up erano comparabili.

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Il dottor Andrea Militello
visita una volta al mese in Calabria: Cosenza e Acri
Per info: 339 1408270

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Ingredienti per 4 persone
250 g di ricotta
1 uovo
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 ciuffo di prezzemolo
100 g di mollica di pane
Sale q.b.
1 l di brodo vegetale
Ingredienti per il brodo vegetale
1,5 l di acqua
1 carota
1 cipolla
1 gambo di sedano
5 pomodorini
1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva
Sale q.b. 

Preparazione
Pelate la carota e la cipolla. Lavate il gambo di sedano e i pomodorini. Tagliate a metà la cipolla, il gambo di sedano, la carota, metteteli in una pentola, aggiungete i pomodorini e coprite con l’acqua fredda. Unite il sale, l’olio e lasciate cuocere per circa 20 minuti.
Mettete la ricotta in un recipiente, schiacciatela con una forchetta, aggiungete l’uovo, il sale, il formaggio grattugiato, il prezzemolo tritato, la mollica di pane sbriciolata e amalgamate bene fino ad ottenere un composto consistente. Con l’impasto ottenuto formate le polpette rotonde della grandezza desiderata. Mettete le polpette nel brodo a bollore e lasciate cuocere per circa 10 minuti. Servite le polpette calde. Nel brodo potete cuocere la pastina.

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Ingredienti per 4 persone
320 g di spaghetti
600 g di vongole
350 g di gamberetti
1 spicchio di aglio
4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
Prezzemolo q.b.
Sale q.b. 

Preparazione
Mettete le vongole in un recipiente con acqua fredda, una manciata di sale grosso e lasciatele spurgare per circa 2 ore, cambiando l’acqua almeno un paio di volte. Infine, scolatele e lavatele sotto l’acqua corrente. Sgusciate e lavate i gamberetti.
In una padella mettete l’olio, fate rosolare lo spicchio di aglio, dopo toglietelo, aggiungete i gamberetti e lasciateli cuocere per circa 5 minuti. Unite le vongole, coprite la padella con un coperchio e lasciatele aprire.
Nel frattempo fate cuocere la pasta, al dente, in abbondante acqua salata. A cottura ultimata scolatela, versatela nella padella del condimento, amalgamate bene e lasciatela insaporire per circa un minuto. Infine aggiungete il prezzemolo tritato e servite.

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