Oggi vi voglio parlare di come vengono costruite, e di come dovrebbero essere costruite, le scuole. E’ di questi giorni la notizia dell’arrivo di finanziamenti per la ristrutturazione e ricostruzione di edifici scolastici.
Io non sono un ingegnere scolastico, per cui non sono un cosiddetto “esperto” e nemmeno un cosiddetto “competente”, però ho visto varie scuole. Le mie sono considerazioni di una persona comune.
Sono stato in una scuola di nuova costruzione in cui il preside non poteva installare il laboratorio di informatica perché in quella stanza aveva l’archivio e non aveva un posto dove spostarlo. Sono stato in una scuola di vecchia costruzione in cui c’era un piano seminterrato che veniva utilizzato come archivio, deposito, magazzino, ecc.
Se a questo si aggiunge che spesso capita di vedere scuole di nuova costruzione circondate da impalcature per lavori di ristrutturazione, dobbiamo concludere che una volta le scuole venivano costruite meglio di oggi. I materiali sono migliorati, ma i metodi di costruzione sono peggiorati.
Si parla spesso di risparmio di suolo, della necessità di costruire edifici a più piani, di non costruire edifici bassi, per evitare lo spreco di suolo. E invece vediamo in giro nuove scuolette costituite dal solo piano terra.
Pertanto per prima cosa bisogna decidersi a costruire le scuole su più piani, visto che oggi, con il cemento armato, non ci sono praticamente limiti di altezza, anche in zona sismica.
Qualche burocrate ministeriale (che probabilmente a scuola non c’è mai andato) vi dirà che “I bambini non possono fare le scale”.
Allora, visto che adesso sono di moda gli “Istituti comprensivi”, che comprendono scuole di diverso ordine, si può costruire un edificio in cui al piano terra c’è la scuola materna (con eventuale giardino), al primo e secondo piano c’è la scuola elementare, al terzo e quarto piano la scuola media, dal quinto piano in su la scuola superiore, e poi la scuola serale, ecc. Si possono costruire edifici che contengono più scuole superiori (liceo, istituto tecnico, istituto professionale, ecc.) eventualmente con ingressi separati.
Visto che si consuma il suolo conviene sfruttarlo bene, per cui bisognerà prevedere un piano seminterrato, ed eventualmente anche un piano sotterraneo, da utilizzare come deposito, magazzino, archivio, ecc. Nel piano sotterraneo si possono anche installare delle cisterne (con le relative pompe per mandare l’acqua ai vari piani) come riserva di acqua potabile, visto che quando, per qualche motivo, manca l’acqua, si è costretti a mandare a casa gli alunni.
Una volta calcolato il numero di aule necessarie conviene prevedere un piano in più rispetto a quelli calcolati. Un piano da tenere vuoto e da utilizzare in casi di emergenza.
Al piano terra occorre prevedere un porticato, in modo che, in caso di pioggia, gli alunni possano attendere al coperto l’orario di apertura.
Sopra l’ultimo piano ci sarà una terrazza coperta, che serve sia come spazio d’isolamento, sia per attività fisica all’aperto. Vi si può anche posizionare qualche serbatoio d’acqua potabile per il caso in cui manchino sia l’acqua che l’elettricità.
Al di sopra vi si installeranno pannelli solari fotovoltaici per la produzione di elettricità. Eventualmente anche pale eoliche. Si installeranno anche le antenne per ricevere i programmi televisivi, tradizionali e satellitari.
Ogni piano avrà la sua palestra, per le attività di educazione fisica individuale e per altri usi eventuali, mentre per gli sport di squadra ci sarà una palestra comune per tutta la scuola, o anche più di una.
Gli impianti elettrico, idraulico, di riscaldamento, telefonico, ecc., dovranno essere sezionabili. L’impianto di ogni singolo piano deve partire da una centrale posta a piano terra, ed ogni singolo piano dovrà poter essere isolato in caso di necessità. Nel caso si installino scaldabagno elettrici dovranno essere del tipo “termoelettrico”. I tubi dei cavi elettrici dovranno permettere di sfilare e infilare i cavi elettrici con facilità in caso di bisogno. Le prese elettriche dovranno essere del tipo multistandard, in cui entrano sia le spine piatte (grandi e piccole) sia le spine rotonde. Un tubo per cavi elettrici vuoto dovrà esser passato sulle pareti dei corridoi di ogni piano, per eventuali usi futuri. Dovrà essere prevista l’installazione di un gruppo di continuità per proteggere il sistema di allarme, il sistema di videosorveglianza e le apparecchiature informatiche in rete.
Le finestre dovranno essere di grandi dimensioni, per sfruttare al meglio la luce solare, ed in caso di necessità dovranno essere facilmente oscurabili, mediante l’installazione di veneziane esterne fisse orientabili.
Le porte dei bagni non dovranno avere normali serrature le cui chiavi sempre si perdono, ma chiavistelli come quelle dei bagni dei treni, che possono essere chiusi dall’interno, ma aperti dall’esterno con una chiave particolare in caso di emergenze. Visto che spesso i bagni vengono usati per fumare dovranno essere dotati di sensori di fumo.
Le finestre del piano terra e del piano seminterrato dovranno essere protette da grate metalliche e dotate di vetri antisfondamento. Dovrà essere installato un impianto di allarme anti intrusione. Gli spazi esterni ed i corridoi dovranno essere sorvegliati da telecamere, con registrazione 24 ore in locale protetto accessibile solo all’autorità giudiziaria.
L’edificio dovrà essere dotato di almeno 2 rampe di scale e di almeno 2 ascensori, oltre che delle scale d’emergenza esterne.
Il pavimento dovrà essere in materiale resistente all’usura, al calpestio e allo spostamento di mobili ed arredi.
La ditta che effettuerà la costruzione dovrà dare una garanzia almeno decennale sulla corretta esecuzione dei lavori.
Nel caso in cui l’edificio sia dotato di parcheggio dovranno esser previsti accessi separati per i veicoli e per i pedoni.
Nel caso in cui l’edificio sia dotato di giardino vi si dovrà installare idoneo impianto di irrigazione, ed eventualmente scavare un pozzo dotato di pompa.
Nel giardino dovrà essere costruita una serra per uso didattico, con le pareti e il tetto trasparenti. Vi si dovrà installare anche una compostiera per il compostaggio dei rifiuti organici prodotti dalla scuola.

 

 

Oggi vi voglio parlare del problema della sanità che non funziona in Calabria (ma anche nel resto d’Italia).
Ormai è noto che il problema della sanità è un problema di soldi, ma non (come comunemente si crede) dei soldi che mancano, ma dei soldi che ci sono. Ce ne sono anche troppi, e questo genera gli appetiti delle varie mafie e delle burocrazie, ed induce a spendere e sperperare senza attenzione.
E' significativo l'omicidio dell’allora vicepresidente del Consiglio Regionale calabrese, nonché primario del pronto soccorso dell'ospedale di Locri, Francesco Fortugno, di 54 anni, avvenuto a Locri il 16 ottobre 2005, perchè era un personaggio scomodo per gli interessi politico-mafiosi.
Ricorderete qualche anno fa la polemica sulle spese delle ASL: quello che una ASL pagava 200 un'altra ASL lo pagava 1000, e così via.
La situazione si è ulteriormente aggravata in questo periodo di epidemia da coronavirus.
Chi la sera di domenica 9 maggio 2021 ha visto in televisione, sul canale La7, il programma “Non è l’Arena”, condotto da Massimo Giletti (in cui erano presenti come ospiti, tra gli altri, il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra, il giornalista calabrese Lino Polimeni) ha potuto farsi un’idea del disastro in cui versa la sanità in Calabria, e, probabilmente, nel resto d’Italia.
Vi voglio raccontare un semplice episodio, in sé banale, risalente ad oltre 20 anni fa, che dimostra come il disastro della sanità ha origini antiche.
Il direttore dell’ufficio per cui lavoravo allora mi aveva incaricato di seguire l’acquisto di una apparecchiatura informatica, di contattare le varie ditte affinché mandassero le loro offerte. Lo dissi anche ad uno studente universitario che conoscevo e che guadagnava qualcosa collaborando con un negozio di informatica.
Arrivate le offerte il direttore mi chiama, apriamo le buste con le offerte e assegniamo la fornitura alla ditta che ha offerto il prezzo più basso.
Il direttore nota che tutte le ditte hanno offerto un prezzo più basso del prezzo di listino, mentre l'offerta inviata dallo studente aveva il prezzo di listino.
Quando incontro lo studente gli faccio notare la cosa e lui mi dice: "Ho messo il prezzo di listino perché sei tu. Noi vendiamo di solito alle aziende sanitarie, e applichiamo dei prezzi più alti del prezzo di listino".

 

 

Oggi vi voglio parlare di nuovo dei danni provocati dalla burocrazia. In questi tempi di pandemia da coronavirus tutti si lamentano della burocrazia e dei danni che i burocrati provocano rallentando o impedendo le procedure. Ma nessuno parla della soluzione: licenziare i burocrati.
Infatti i burocrati sono troppi, si intralciano a vicenda, sono inutili, e, rendendosi conto della loro inutilità, per far veder che lavorano, si inventano continuamente riforme e riformicchie, provocando danni.
I burocrati, per loro natura, non stanno in mezzo alla gente, ma stanno negli uffici, e non conoscono la realtà; più sono in alto e meno capiscono delle cose che dovrebbero gestire. Quindi i peggiori sono i burocrati dei ministeri romani, che sono quelli che fanno più danni, sia perché sono i più lontani dai cittadini, sia perché la loro opera malefica si espande su tutto il territorio nazionale. Peggio dei burocrati romani ci sono solo i burocrati dell’Europa, ancora più lontani dalle realtà locali. Ad esempio quando si tratta della regolamentazione della pesca credono che la pesca riguardi solo il Mare del Nord o l’Oceano Atlantico, dimenticandosi che esiste anche il mare Mediterraneo. Quando si tratta della cura delle foreste credono di avere a che fare solo con le foreste della Norvegia. Ma anche i piccoli burocrati dei comuni si danno da fare, per procurare danni nel loro piccolo ambito comunale. Tempo fa mi capitò di leggere un bando per la fornitura di alimentari per la mensa scolastica di un comune: c’erano elencati solo prodotti di marche che facevano pubblicità in televisione. Una lista che avrebbe fatto inorridire qualunque casalinga.
Ma torniamo ai nostri burocrati “nazionali”. Certamente ricorderete che negli uffici postali c’era un vetro che separava il pubblico dagli impiegati. Poi qualche ignoto burocrate di qualche ministero romano decise di “umanizzare” il rapporto tra i clienti e il personale, di avvicinare il pubblico agli impiegati, e per fare questo fece togliere i vetri.
Adesso, per evitare il contagio da coronavirus hanno dovuto rimettere i vetri in tutta fretta, con conseguente doppia spesa per i cittadini: prima per togliere i vetri, poi per ricomprarli.
Qualcuno potrebbe dire: “Quando hanno tolto i vetri non c’era il coronavirus, e non era nemmeno prevedibile”.
E’ vero.
Però c’erano in circolazione altri virus, come quello dell’influenza stagionale, e gli uffici postali erano comunque affollati da persone anziane che andavano a ritirare la pensione. 

Salvatore Cutellè

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Oggi vi voglio parlare di come a volte si danno giudizi affrettati sugli altri e sul loro comportamento. Vi parlerò di una commedia vista in televisione molti anni fa. Allora la televisione era in bianco e nero e c’erano solo i 2 canali della RAI, non c’era molta scelta, per cui si guardava quello che c’era. In televisione c’era anche la prosa, varie commedie, anche americane e russe, che si guardavano ugualmente, anche se non c’era azione e colpi di scena, e avevano un andamento molto lento.
C’erano le commedie di Anton Čechov, di Arthur Miller, di Carlo Goldoni.
Ricordo i titoli di alcune commedie: "Vita col padre", "Casa di bambola", "Morte di un commesso viaggiatore", "Il giardino dei ciliegi".
Ricordo una commedia ambientata in periodo natalizio. Si svolgeva in una famiglia media americana. In questa famiglia si aspettava la visita di uno zio molto ricco, e intanto si chiacchierava. Si criticava questo zio, che nonostante fosse molto ricco, come regalo di Natale portava sempre una semplice cassetta di arance. Si chiedevano cosa ne facesse di tutti i suoi soldi.
Arriva lo zio che porta la solita cassetta di arance e si comincia a chiacchierare.
Ad un certo punto lo zio nota un comportamento che gli sembra strano in uno dei bambini della famiglia. Convince i genitori a farlo visitare da un medico e si scopre che il bambino ha una malattia molto grave, e che ha bisogno di cure molto costose.
Lo zio lo fa curare a sue spese. E il bambino guarisce.
Alla fine della commedia lo zio muore. Una parente che si occupa di sistemare le cose dello zio trova un diario di appunti dello zio e scopre come spendeva i suoi soldi e lo rivela agli altri parenti. Si occupava delle cure mediche di bambini poveri ammalati, spendeva i suoi soldi per curare questi bambini. Nel diario c'erano i nomi di tutti i bambini che aveva fatto curare. Legge i nomi dei bambini e le cure che hanno avuto. L'ultimo è quello del bambino della famiglia. Tocca a lei scrivere su quel diario per l’ultima volta la parola “guarito”.

Salvatore Cutellé
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

È di questi giorni la notizia di un’indagine giudiziaria su come vengono eseguite le pulizie all’ospedale di Cosenza. Quattro dirigenti della ditta che dal 2012 si è aggiudicata l’appalto per le pulizie all’ospedale sono finiti agli arresti domiciliari, accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture. Cinque dipendenti dell’Azienda Ospedaliera sono indagati perché non hanno controllato se le pulizie venivano effettivamente fatte. È anche emerso che nel corso degli anni i primari dei reparti si erano lamentati per l’inadeguatezza delle pulizie.
Cogliamo l’occasione per ripubblicare l’articolo che segue, già pubblicato su “La Voce del Savuto” n. 1 del 6 febbraio 2018.

Le scale del Pentagono

Oggi vi voglio raccontare di una vicenda americana, che dimostra come tutto il mondo è paese.
Le stesse cose succedono in tute le parti del mondo. Il problema sta nel diverso approccio e nei diversi metodi che si usano per porvi rimedio.
E' una vicenda accaduta in America negli anni 1960-1970. Ci fu un ministro della difesa degli Stati Uniti d'America a cui il medico aveva prescritto di fare più moto. Così egli decise di non prendere l'ascensore ma di fare a piedi le scale del Pentagono quando andava a lavorare. Gli Americani chiamano "Pentagono" l'edificio di forma pentagonale che ospita il Dipartimento della Difesa.
Fu così che il ministro scoprì quanto erano sporche le scale del Pentagono.
Fece cadere qualche testa, e le scale del Pentagono ritornarono pulite.
Probabilmente era accaduto che l'azienda incaricata delle pulizie, avendo notato che nessuno usava le scale, aveva deciso di non pulirle, intascandosi comunque il compenso.
Se questo episodio è successo nel posto più protetto e sorvegliato del mondo, può succedere in qualunque altro posto, anche in Italia.
E così abbiamo gli ospedali sporchi, gli uffici pubblici sporchi, i quartieri dove nessuno va a ritirare i rifiuti, le immondizie ai bordi delle strade, e (sempre in tema di strade) le canne e altra vegetazione spontanea che dai bordi della strada arrivano fino a metà corsia, ostacolando il transito dei veicoli, ecc., ecc.
E questo succede perhè nessuno controlla.
Lo Stato paga ad occhi chiusi, senza verificare se i lavori sono stati fatti effettivamente, e come sono stati fatti

Salvatore Cutellé
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Oggi vi voglio parlare ancora una volta dei danni che provoca la burocrazia italiana. Si dirà che la burocrazia è burocrazia in tutto il mondo, formata da gente che sta rintanata negli uffici e non sa che cosa succede all’esterno, ma in Italia abbiamo una burocrazia molto più “creativa”, sia nel far andare a male le cose che non funzionano, sia nel creare sempre nuovi modi per distruggere quello che funziona. Citerò un esempio di burocrazia estera, americana, anche se si tratta di un film. In uno degli episodi della serie televisiva poliziesca “Tenente Colombo”, il protagonista viene richiamato dai suoi superiori perché non si fa vedere in ufficio. Il tenente Colombo risponde: “Faccio parte della squadra omicidi, e gli omicidi difficilmente avvengono in ufficio”. Ecco invece un episodio di burocrazia “reale” italiana: il comandante italiano di sommergibili che nella seconda guerra mondiale aveva affondato il maggior numero di navi nemiche venne richiamato dai burocrati del ministero della Marina perché consumava troppi siluri.
Torniamo alla situazione italiana attuale. Abbiamo una vecchia automobile guasta che il proprietario ormai non usa più e che ha abbandonato nel giardino di casa.
Poco a poco della macchina abbandonata se ne erano accorte le galline, che prima hanno cominciato a visitarla, e poi se ne sono impossessate facendone la propria casa.
In famiglia se ne erano accorti, ma hanno lasciato fare, tanto che ormai, quando si riferivano a quella macchina la chiamavano la “macchina delle galline”.
Se non che cominciano ad arrivare per posta delle multe per quella macchina. Ogni tanto arrivava una nuova multa, e dicevano “Le galline sono uscite di nuovo in macchina ed hanno preso un’altra multa”.
Alla fine si scopre che quelle multe erano per una moto che aveva lo stesso numero di targa di quella macchina. Evidentemente chi si occupava della pratica aveva “dimenticato” di dire che si trattava di una motocicletta e non di un’automobile.
Salvatore Cutellé
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Oggi vi voglio parlare di ciò che ad alcuni sembra bello e ad altri sembra brutto e viceversa. Dei modi diversi di vedere le cose.
Vi riporto (per come me lo ricordo) un racconto sentito alla radio molti anni fa. Come vi avevo già detto in un altro articolo, la radio, al contrario della televisione, non si vede, perciò costringe ad immaginarsi i fatti di cui si narra, ad usare la fantasia, e per questo aspetto forse è meglio della televisione.
Era una notte buia e tempestosa, e un viaggiatore inglese in Italia chiede di un posto dove potersi rifugiare. Gli viene indicata la casa del parroco.
Bussa ed il parroco è lieto di accoglierlo. Cenano, e dopo vanno a chiacchierare vicino al caminetto. Ad un certo punto il parroco dice di non essere originario di quel paese, ma di essere originario di Verona.
“Verona!” dice il viaggiatore “il paese di Giulietta”. Il parroco si meraviglia del fatto che uno straniero conosca la vicenda di Giulietta.
Allora il viaggiatore narra di come lo scrittore inglese William Shakespeare avesse scritto una tragedia sulla storia di Giulietta e Romeo. Una tragedia molto famosa in Inghilterra. E inizia a raccontare la trama della tragedia, di come i due giovani, figli di famiglie nemiche, si siano incontrati e innamorati, delle vicissitudini che alla fine portarono al suicidio dei due innamorati.
Ascoltata la storia il parroco dice “Ma no, non andò così. Dopo che quello scapestrato di Romeo fuggì da Verona, Giulietta sposò quel bravo giovane del conte Paride a cui era stata promessa, ebbero molti figlioli e vissero a lungo felici. E’ questa la vera storia.”
Il viaggiatore rimane sorpreso e poi dice: “Però è più bella la mia storia”.
“Perché è più bella?” ribatte il parroco, “nella storia del vostro Shakespeare alla fine muoiono tutti”. 

Salvatore Cutellé_
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Notizie

  • I piu Letti

  • Ultime News

Premium Sabatum (2)

Visitatori (2)

159095
OggiOggi131
IeriIeri648
Questa SettimanaQuesta Settimana1761
Questo MeseQuesto Mese2305
TotaliTotali159095
Highest 03-21-2021 : 1327
3.231.230.177
US
UNITED STATES
US

Photo Gallery (2)