di Omar Falvo

In arrivo sulle tavole degli italiani, ops nelle librerie, il libro “L' Alambicco e il Rosario”, un primo volume della trilogia “Saperi e sapori" dell'Appennino tosco-modenese edito da Tomolo Edizioni, “cucinato”, o meglio curato nei minimi dettagli, dallo Chef Enea Braglia e da Carla Ofelia Berti. Un quaderno con la copertina nera, un ritrovamento, una casa abbandonata, il tempo cristallizzato su carta, pagine ancora leggibili: questi gli ingredienti di una vera e propria opera letteraria, con elementi storici e anche culinari. Non è la sceneggiatura di “The Blair Witch Project”, film che ha incassato milioni di dollari in tutto il mondo, non abbiamo tre esploratori, come nella pellicola, che vanno alla ricerca di un mistero nei boschi del Maryland.

I protagonisti di “L'Alambicco e il Rosario”, Enea Braglia e Carla Ofelia Berti, sviscerano su carta la tradizione, la storia e le leggende dell'Appennino: un vero e proprio “ripristino” della memoria nascosta in questi luoghi suggestivi. Nelle pagine del volume viene raccontato, con poliedrica delicatezza di scrittura, un mondo sommerso pregno di passato, presente e futuro. Il libro ha incassato il patrocinio della provincia di Modena, del comune di Polinago, della Scuola alberghiera di Serramazzoni e valli di “Santa Giulia”

Una pagina antica che profuma di carta stampata, di sapori, piatti autentici e di bosco. Previste diverse presentazioni in questa calda estate. Enea Braglia ha focalizzato, in passato, la sua attenzione sulle tradizioni culinarie della valle del Savuto e della Sila. Una vera e propria contaminazione tra due territori diversi e uniti dalla stessa magia: la cucina. 

( Foto di Michael Bortolotti)

 

 

 

di Luca Giuliani

C'è stato un tempo in cui la parola "amico" aveva un significato profondo. Non era un'etichetta da esibire, non era un nome da inserire in una lista di contatti o da citare sui social network. Era una presenza concreta, una persona sulla quale si poteva contare nei momenti difficili e con la quale condividere gioie, problemi, speranze e perfino paure.

 

di  Graziella Paola Crisci

Un momento istituzionale carico di emozione e gratitudine si è svolto nei giorni scorsi al Comune di Panettieri, dove il sindaco e l’Amministrazione comunale hanno rivolto un sentito ringraziamento al segretario comunale dott. Fabrizio Lo Moro, in occasione del suo collocamento in pensione.

 

di Katiuscia Rizzo

Questa splendida immagine di Scigliano – Calvisi restituisce tutta la bellezza autentica di un territorio sospeso tra storia, natura e memoria. Lo sguardo si perde tra le colline verdi, le strade che si arrampicano dolcemente verso il borgo e le case adagiate lungo il pendio, quasi a custodire silenziosamente il passato e le tradizioni della comunità.

 

"A spasso nel bosco… ops nella gastronomia di montagna”

 Uno chef fuori dal comune, o meglio fuori dall’Appennino, per utilizzare una metafora, parliamo di Enea Braglia, professionista del settore della gastronomia e non solo. Originario del suggestivo borgo di San Martino, nel comune di Polinago, nella ridente provincia di Modena. Un sentiero intrapreso nei meandri nascosti del gusto per il talentuoso chef , un viaggio di emozioni che parte lontano: grazie ai consigli della sua mamma e alla passione innata di Enea per questo settore.

Enea Braglia, dopo il percorso di studio alberghiero, inizia una carriera poliedrica, che porta l’artista del piatto a spasso per l’Europa, con contaminazioni anche in Calabria, precisamente nella valle del Savuto e in Sila. Enea non è solo uno chef, ma può essere definito uno studioso attento della tradizione, un vero e proprio “scrittore” del suo territorio, che ama in maniera viscerale. Trasforma il passato, declinandolo nelle sue mille sfaccettature, e narra, quasi come un’opera inedita dei fratelli Grimm, nelle sue creazioni il gusto. La cacciagione, il profumo delle castagne, il pane appena sfornato, la pasta fatta in casa sono gli ingredienti di questa bellissima fiaba. La location perfetta delle sue poesie gastronomiche? La montagna, grande Guest Star di questa storia.

Mi ispiro ai paesaggi, ai colori e alla storia dei territori per plasmare e tratteggiare un capolavoro nel piatto. Lo chef è anche uno storico, deve documentarsi sulle procedure, sulle preparazioni e anche sui prodotti. Come arriva un prodotto in un determinato luogo e come si cristallizza in maniera granitica? Questi sono i primi quesiti che analizzo prima di mettermi ai fornelli”, afferma Enea Braglia. “Stiamo lavorando a quattro mani, con Carla Ofelia Berti, scrittrice e cuoca dall’alto profilo professionale per una pubblicazione che rappresenti la storia, il territorio. La cucina è artigianalità”, ci confida Braglia. “Il trucco per il piatto perfetto non esiste, per raggiungere la qualità bisogna rispecchiare la territorialità con l’occhio rivolto sempre al passato”, conclude lo chef dell’Appennino tosco-emiliano.

Il viaggio di Enea Braglia ricorda la sceneggiatura di un capolavoro cinematografico, scritto dal giornalista Bill Bryson, diretto da Ken Kwapis con l’attore Robert Redford. La storia di due amici in cammino sul misterioso sentiero sulla catena degli Appalachi, tra paesaggi mozzafiato, intrecci rocamboleschi e suggestivi. Proprio, come la trama di questa pellicola iconica, Enea Braglia, avvia la sua avventura a spasso questa volta sugli Appennini, ricercando l' ispirazione da trasformare in opere autentiche, da gustare e da studiare. A spasso nel bosco? No! A spasso nel piatto e nella tradizione. (Foto concesse da Michael Bortolotti). 

Comunicato stampa 

 

 

 

Ci sono aperture che valgono più di una semplice inaugurazione commerciale. Sono segnali di speranza, piccoli gesti capaci di restituire anima, presenza e futuro a comunità che lottano ogni giorno contro lo spopolamento e il silenzio dei borghi. È con questo spirito che il piccolo borgo di Savuto di Cleto ha accolto la riapertura ufficiale del Bar Savuto, avvenuta nella serata di ieri in Piazza G. Amendola.

Dopo il cambio di gestione e alcuni lavori di ripristino, il locale torna ad essere un punto di riferimento per residenti, famiglie e visitatori, pronto a riportare socialità e nuova energia nel cuore del paese. Un luogo che non rappresenta soltanto un’attività commerciale, ma anche uno spazio di incontro, dialogo e comunità.

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