di Omar Falvo

“Sila Wear”, potrebbe sembrare il titolo di uno sceneggiato cinematografico, di una nuova serie televisiva del piccolo schermo, ma non è così! Non è il colpo di genio nato da una penna raffinata nel campo della sceneggiatura, bensì racchiude i sacrifici, i sogni e l’amore viscerale per un “luogo” della sua ideatrice.  “Sila Wear” plasma un progetto innovativo, con un occhio rivolto sempre all’ambiente, un tassello imprenditoriale nato nel borgo turistico di Camigliatello, in provincia di Cosenza. Un marchio appartenente all’Outlet L&L di Marcela Morozovschi, da anni attivo nella località turistica di montagna calabrese.  

 Le mille sfaccettature della vera bellezza della Sila, questo il perimetro di azione, e non solo, dell’avventura imprenditoriale, idea finanziata dal “Gal Sila”. “Il progetto è partito dallo scorso mese di agosto, un percorso completamente ecologico. Per le stampe utilizziamo cotone organico al 100% , con inchiostro a pigmenti ad acqua”, ci racconta Marcella.  Scorci mozzafiato, angoli del Parco Nazionale della Sila, foto inedite, ricordi, momenti di autenticità, questa la “narrazione” custodita da “Sila Wear”, con episodi tutti da vivere.  Stampe su T-shirt, polo, cappellini, felpe e non solo, questa la “pellicola” trasmessa, in prima visione, con la regia di Marcela Morozovschi. “Alcuni scatti del fotografo calabrese Aldo Lecce tratteggiano le fasi di questa nuova entusiasmante missione”, prosegue Marcela.

Il territorio, le sue autenticità endemiche, lo scoiattolo nero, simbolo proprio di “Sila Wear”, e ancora il lupo, il tutto trasportato e cristallizzato, per sempre, con estrema delicatezza e raffinatezza, nel pieno rispetto dell’ambiente naturale che ci circonda. Una sceneggiatura nella sceneggiatura principale, con grandi Guest Star, questo l’anello di congiunzione di “Sila Wear”. Scatti fotografici, selfie, in pochi istanti  diventano gli attori protagonisti presenti in ogni episodio di questo viaggio di emozioni, da rivivere in una grafica alternativa e fiabesca.  Con “Sila Wear”, ogni fruitore della montagna, si trasforma nel regista di una nuova avventura. Non mancate!

 

(Nella foto una stampa del progetto inerente all'ultima Sagra del Fungo a Camigliatello)

 

 

di Luca Giuliani

Ogni anno il Festival di Sanremo riempie televisioni, giornali e discussioni pubbliche. Anche quest’anno il dibattito è acceso: chi esulta per la vittoria di Sal Da Vinci, chi la contesta, chi analizza canzoni e classifiche. Tutto legittimo: la musica e lo spettacolo fanno parte della nostra cultura popolare.

Ma mentre l’attenzione mediatica si concentra quasi esclusivamente su queste polemiche, molti cittadini guardano con crescente preoccupazione alla realtà quotidiana. Il prezzo del gasolio ha raggiunto livelli che sfiorano i due euro al litro, con conseguenze dirette sulle famiglie, sui lavoratori e su tutta la filiera dei trasporti e dei beni di consumo.

È difficile non chiedersi perché su questo tema il dibattito pubblico sia molto più debole. Il costo dei carburanti incide sulla vita reale delle persone molto più di qualsiasi classifica musicale. Ogni aumento si traduce in spese più alte, in un potere d’acquisto che si riduce e in una crescente difficoltà per tanti cittadini.

Per questo sarebbe auspicabile che l’attenzione della politica e dell’informazione tornasse a concentrarsi con maggiore decisione sui problemi concreti del Paese. Il Governo è chiamato a dare risposte, valutando interventi che possano alleggerire il peso dei carburanti sulle famiglie e sulle imprese.

La musica può unire e far discutere, ma non dovrebbe mai diventare il velo che copre le difficoltà quotidiane degli italiani.

 

di Omar Falvo

Un risultato importante per l’azienda “Scalzo Calabria 1973” e per tutta la valle del Savuto, quello incassato nei giorni scorsi a Bologna.  La prestigiosa Kermesse “Sana Food 2026”, un salone internazionale dell’agroalimentare sano e sostenibile, ha registrato la partecipazione della nota azienda di Pallone, frazione del comune di Marzi, incastonata nel cuore dei boschi della valle.

 L’iniziativa, promossa da “Calabria straordinaria”, rappresenta una vetrina importante per tutto il territorio. Le autentiche eccellenze del Savuto, tra cui la cicoria selvatica in olio extravergine di oliva, la crema vulcanica di peperoncino e ancora la confettura di fragole, sono state le grandi Guest Star dell’evento.

Una presentazione di prodotti da sceneggiatura cinematografica, una vera e propria “pellicola” dei sapori, trasmessa a Bologna dal 22 al 24 febbraio. Un rafforzamento del brand Scalzo nei mercati di nicchia, grazie alla presenza di buyer e appassionati del settore agroalimentare. Un nuovo traguardo per Scalzo Calabria 1973, dopo il successo ottenuto al “Castanea Expo 2025 di Firenze.

Fiere nazionali che rafforzano il legame con la nostra terra nel mondo.


di Monica Vendrame

Il 28 febbraio 2026 resterà una data simbolica per la grande famiglia sammanghese, in Italia e oltreoceano. A Scranton, negli Stati Uniti, sono stati celebrati i cento anni della San Mango d’Aquino Society, un secolo di storia, appartenenza e memoria custodite con orgoglio da generazioni di emigrati che, pur lontani dalla propria terra, non hanno mai smesso di sentirsi parte della comunità d’origine.

 

di Omar Falvo

Un triangolo perfetto, il “punto zero” della Calabria si trova nei territori del comune di Parenti in provincia di Cosenza: a pochi metri dal confine con Marzi e Colosimi.  Un luogo di estrema importanza per tutte le mappe catastali. “Un punto zero in Calabria alle origini delle mappe catastali”, è quanto affermato da Claudio Scalzo, abitante di Pallone, frazione del comune di Marzi, affascinato dai tanti racconti su questa tematica.

“In questi boschi antichi prende vita un pilastro delle coordinate di Cassini-Soldner, il punto zero della Calabria è uno dei 31 dislocati su tutto il territorio nazionale, di estrema importanza per le mappe catastali soprattutto del passato”, continua Scalzo. Un velo di mistero nei boschi del Savuto in queste ore ritorna alla ribalta.

“Preciso di essermi appassionato a questa tematica solo dopo aver ascoltato, per anni, i racconti di alcuni miei familiari e delle persone anziane del luogo. Dopo mesi di ricerche ho trovato questo famoso punto zero, tracciato da una grande pietra”, conclude Scalzo. Il mistero del triangolo delle “bermuda” calabrese, per utilizzare un termine suggestivo,  potrebbe trovare nelle prossime settimane ulteriori conferme. 

Foto concesse da Claudio Scalzo 

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