Il borgo di Carpanzano, villaggio nel cuore del Savuto, approda nel gioco da tavola "Calabria-Focu Meu", ideato dal talento di Salvatore Romano. Il gioco di contrattazione e di investimento narra la Calabria. Tra le carte, elementi indispensabili per i giochi da tavola, emerge la straordinaria bellezza proprio di Carpanzano.

Con un post, pubblicato sulla pagina ufficiale, la Pro Loco di Carpanzano annuncia l'importante traguardo. 

"Un modo originale per far conoscere i territori calabresi, le loro identità e storie", è quanto emerge nell'informativa trasmessa dalla Pro Loco di Carpanzano. "Calabria-Focu Meu" promette di conquistare le tavole dei calabresi  e non solo. Un modo innovativo per valorizzare le straordinarie autenticità presenti nei territori calabresi. 

 

La comunità di Parenti si prepara a vivere un intenso momento di memoria e condivisione in occasione del decennale della morte di don Mario Vizza, parroco amatissimo e figura di riferimento per intere generazioni.
Giovedì 1° gennaio 2026 si terrà una manifestazione pubblica organizzata dal Comitato per la commemorazione, con il coinvolgimento delle istituzioni e della cittadinanza.

 

Cittadini, tecnici e Ferrovie a confronto sul progetto dei passaggi a livello

Si terrà lunedì 29 dicembre alle ore 16:00, presso la ex Comunità Montana del Savuto (Calabria Verde), l’assemblea pubblica promossa dal “Comitato No alla Chiusura delle Strade di Piano Lago” per informare la cittadinanza sulla vertenza aperta con le Ferrovie in merito al progetto di chiusura dei passaggi a livello.

 

Dopo il grande successo dei giorni scorsi, a Rogliano torna oggi pomeriggio la “Casa di Babbo Natale”, un appuntamento atteso e molto amato soprattutto dai più piccoli. L’iniziativa, promossa dai ragazzi dell’Unità pastorale San Pietro – Santa Lucia insieme ai sacerdoti: Don serafino, Don Antonio, Don Jonathan, si svolgerà nel cortile della chiesa dell’Assunta dalle ore 16 alle 18.

 

di Stefania Pettinato

Cento anni non sono soltanto una cifra, ma un patrimonio di vita, memoria e valori che appartiene a un’intera comunità. A San Mango d’Aquino si è celebrato un traguardo straordinario: i 100 anni di Zia Angelina Cimino, la nonna di tutti, testimone silenziosa e preziosa di un secolo di storia condivisa.

di Omar Falvo

I sei soldati romani, in esplorazione, dopo aver perlustrato i territori intorno al villaggio di Orsara cavalcarono presso la centuria. In quelle insenature nel bosco si trovavano oltre 100 uomini, accampati a sud del perimetro di Panicelli. Le tradizioni della vallata tratteggiavano un loro perché nel mormorio dei soldati: la strenna, questo antico canto natalizio, il pane preparato con la farina di castagne, le 13 pietanze per la notte della vigilia rivivevano con un passaparola velocissimo.

Incuriosito da questi racconti fiabeschi il centurione, comandante del distaccamento del Savuto, decise di incaricare altri 8 uomini per una ricognizione a lungo raggio. L’unità -definita Ala- con questi intrepidi guerrieri, partì nel cuore della notte, non per una battaglia, questa volta,  bensì per una marcata esplorazione alla scoperta delle tradizioni del Savuto. La loro missione? Acquisire almeno un nuovo aneddoto di quelle terre antiche. 

L’unità intraprese la traversata della vallata giungendo, dopo due ore di marcia, nell’attuale territorio di Pallone, al confine Nord con la località conosciuta come Siletta. I castagneti lasciavano il posto, metro dopo metro, alle conifere, quasi come una ritirata strategica, per utilizzare un termine militare. In questi anfratti gli esploratori vennero stregati da un suono strano: quello di due zampognari! Due figure suggestive, tipicamente calabresi,  con i loro strumenti “a fiato” al seguito: strumenti costruiti con la pelle di capra o pecora, cucita alla perfezione dai maestri dell'artigianato.

I valorosi romani vennero incuriositi anche dall’abbigliamento dei zampognari: tratteggiato dai cappelli di lana, decorati con delle piume, e dai mantelli presumibilmente di lana non trattata: grezza. L’aria era letteralmente contaminata da queste melodie natalizie, ancora vive nel mare della rete. Tre valorosi, volontari,  seguirono di nascosto i due zampognari, impegnati nel raggiungere le poche case sparse nel bosco. Questi strani “soldati della musica” portavano, in quella fredda notte, il calore della loro melodia natalizia in ogni casa del bosco. L'avventura del reparto romano continua...

Foto di Omar Falvo 

 

di Omar Falvo

Nei boschi della valle del Savuto, tra castagneti secolari, querceti centenari e faggi antichi, i mille sentieri della storia vengono declinati e scanditi dal tempo, il dolce rintocco della natura apre la pista alla vera suggestione e alla magia.  In queste vallate la tradizione, soprattutto quella cristallizzata nel periodo natalizio, resiste, come una torre in pietra medievale, agli eventi della storia. Con un pizzico di sana immaginazione, quasi come una “pellicola” del tempo, è possibile intravedere, nei boschi, le torce dei soldati dell’impero romano, distaccati per vigilare il legname trasportato lungo il fiume Savuto, simbolo per eccellenza di queste vallate. 

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