SAVUTO / Si chiude il 2025 tra chiacchiere, annunci e sonni tranquilli della politica locale
Il 2025 cala il sipario sul Savuto lasciando dietro di sé un bilancio impietoso: un territorio stanco, impoverito e abbandonato a se stesso, mentre la politica locale continua a parlare, promettere e autocelebrarsi. Un anno difficile, l’ennesimo, senza una visione, senza una strategia, senza un’idea concreta di futuro.
Le amministrazioni comunali procedono a passo lento, anzi lentissimo, incapaci di risolvere persino i problemi più banali e atavici che soffocano i paesi. Strade, servizi, spopolamento, lavoro: tutto resta fermo, mentre sindaci e assessori sembrano vivere in una bolla ovattata, lontani dalle difficoltà quotidiane dei cittadini. Qualcuno prova a distinguersi con piccole iniziative coraggiose, ma si tratta di eccezioni isolate in un mare di ordinaria – e spesso sterile – amministrazione.
Non mancano, come sempre, i proclami. C’è chi si vanta di aver portato risultati “storici” per la comunità, chi parla di successi e traguardi raggiunti. Ma alla prova dei fatti, il risultato è sotto gli occhi di tutti: ZERO ASSOLUTO. Nessuna crescita, nessuna inversione di rotta, nessun segnale concreto di cambiamento.
Il nuovo anno non promette nulla di buono. Si riparte con il copione già visto: promesse a raffica, sorrisi di circostanza e lo sguardo fisso alle elezioni comunali della primavera 2027. Una campagna elettorale che si preannuncia lunga e logorante, con una pioggia di candidati pronti a presentarsi come salvatori della patria. Medici, avvocati, architetti, volti nuovi e vecchie conoscenze, con una presenza femminile in crescita: molte donne pronte a scendere in campo per la fascia tricolore, mentre chi oggi amministra continua a tirare a campare.
A Rogliano e Mangone si annunciano battaglie politiche durissime tra amministrazioni uscenti e opposizioni agguerrite, così come a Belsito, dove il clima è già incandescente. A Marzi si parla di un ritorno clamoroso sulla scena politica e di una possibile candidata donna pronta a sfidare l’attuale governo del Comune.
L’auspicio, però, resta uno solo: che il nuovo anno smuova le coscienze di chi oggi dorme sonni tranquilli nei palazzi municipali. Che le amministrazioni locali smettano di vivere di annunci e inizino finalmente a progettare, lavorare e assumersi responsabilità vere per questa terra martoriata che è il Savuto.
Buon anno a tutti: ai sindaci e agli amministratori, affinché si sveglino. Ai cittadini, che continuano a resistere. Ma soprattutto agli ultimi, a chi fatica ogni giorno a sbarcare il lunario e non può più permettersi di aspettare.








