di Benedetta Chieffallo

Settembre è il mese in cui la Calabria viene restituita ai calabresi. Via la folla dei villaggi, chiusi i lidi commerciali, zittito il trambusto stridente delle spiagge affollate di agosto. Resta la costa, resta la terra e resta il presunto diritto di godersi un mare che per un intero mese estivo si è mostrato — quasi ad arte — trasparente, accogliente e perfetto per le foto da cartolina. Eppure, proprio adesso che la commedia della stagione turistica si è conclusa e i bagnanti stagionali sono ripartiti, va in scena un altro spettacolo. Più cupo, drammaticamente puntuale.

 

di Ivana Orlando

L'empatia non è una carezza consolatoria né un vezzo emotivo da anime belle: è un radar di precisione clinica e uno strumento di lavoro imprescindibile. Riduciamo l'empatia a una dote caratteriale e faremo l'errore di confonderla con la bontà d'animo, dimenticando che si tratta di una competenza cognitiva e strategica, applicabile in qualsiasi settore professionale e umano.

di Vito Sorrenti

Sono ritornato, come ogni estate, a rivedere la luce dei luoghi dove sono nato, dove ho fatto i primi passi e imparato le prime parole. Sono ritornato a Trecroci (l'antica Polia distrutta dal terremoto), dove ogni strada, ogni casa e ogni pietra conserva un volto, una voce, un ricordo.

 

Dalla morte di Antonio Perrotta una riflessione che va oltre Sangineto: sicurezza, lavoro, regole e responsabilità. Perché spegnere la musica è un gesto, cambiare ciò che accade prima è molto più difficile 

 

di Nicoletta Toselli

Ci sono fatti che appartengono alla cronaca e altri che, dopo la cronaca, ci obbligano a guardare più lontano. La morte di Antonio Perrotta è uno di questi.

 

Le dichiarazioni rilasciate nel corso della conferenza stampa di presentazione dei nuovi responsabili della Nazionale italiana, con Roberto Mancini nel ruolo di allenatore e Claudio Ranieri come direttore tecnico, hanno acceso il dibattito sul futuro del calcio italiano. Tra le affermazioni che hanno suscitato maggiore attenzione c'è quella secondo cui le scuole calcio sarebbero diventate troppo costose.

 

di Giuliani Luca

C'era un tempo in cui diventare madrina, padrino o compari non era soltanto una tradizione religiosa o una consuetudine sociale: era un vero e proprio patto d'onore. Un legame che nasceva davanti a Dio e alla comunità e che impegnava le persone per tutta la vita. Essere compari significava essere famiglia, condividere gioie e dolori, aiutarsi nei momenti difficili e custodire un rapporto fondato sulla fiducia, sul rispetto e sulla parola data.

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