di Luca Giuliani 

Viviamo in una società in cui i titoli accademici aumentano costantemente, le università vengono presentate come eccellenze internazionali e la comunicazione istituzionale celebra continuamente master, lauree e dottorati. Eppure, nel confronto quotidiano, emerge sempre più spesso una sensazione diffusa: quella di trovarsi davanti a persone altamente scolarizzate ma prive di una reale profondità culturale.

 

di Luca Giuliani

Un referendum dovrebbe rappresentare uno dei momenti più alti della democrazia: un sì o un no attraverso cui il cittadino può incidere direttamente sulle scelte del Paese. Eppure oggi molti italiani si avvicinano alle urne con un sentimento diverso: quello della distanza, della sfiducia, della mancanza di rappresentanza.

 

Il 2025 cala il sipario sul Savuto lasciando dietro di sé un bilancio impietoso: un territorio stanco, impoverito e abbandonato a se stesso, mentre la politica locale continua a parlare, promettere e autocelebrarsi. Un anno difficile, l’ennesimo, senza una visione, senza una strategia, senza un’idea concreta di futuro.

Le amministrazioni comunali procedono a passo lento, anzi lentissimo, incapaci di risolvere persino i problemi più banali e atavici che soffocano i paesi. Strade, servizi, spopolamento, lavoro: tutto resta fermo, mentre sindaci e assessori sembrano vivere in una bolla ovattata, lontani dalle difficoltà quotidiane dei cittadini. Qualcuno prova a distinguersi con piccole iniziative coraggiose, ma si tratta di eccezioni isolate in un mare di ordinaria – e spesso sterile – amministrazione.

Non mancano, come sempre, i proclami. C’è chi si vanta di aver portato risultati “storici” per la comunità, chi parla di successi e traguardi raggiunti. Ma alla prova dei fatti, il risultato è sotto gli occhi di tutti: ZERO ASSOLUTO. Nessuna crescita, nessuna inversione di rotta, nessun segnale concreto di cambiamento.

Il nuovo anno non promette nulla di buono. Si riparte con il copione già visto: promesse a raffica, sorrisi di circostanza e lo sguardo fisso alle elezioni comunali della primavera 2027. Una campagna elettorale che si preannuncia lunga e logorante, con una pioggia di candidati pronti a presentarsi come salvatori della patria. Medici, avvocati, architetti, volti nuovi e vecchie conoscenze, con una presenza femminile in crescita: molte donne pronte a scendere in campo per la fascia tricolore, mentre chi oggi amministra continua a tirare a campare.

A Rogliano e Mangone si annunciano battaglie politiche durissime tra amministrazioni uscenti e opposizioni agguerrite, così come a Belsito, dove il clima è già incandescente. A Marzi si parla di un ritorno clamoroso sulla scena politica e di una possibile candidata donna pronta a sfidare l’attuale governo del Comune.

L’auspicio, però, resta uno solo: che il nuovo anno smuova le coscienze di chi oggi dorme sonni tranquilli nei palazzi municipali. Che le amministrazioni locali smettano di vivere di annunci e inizino finalmente a progettare, lavorare e assumersi responsabilità vere per questa terra martoriata che è il Savuto.

Buon anno a tutti: ai sindaci e agli amministratori, affinché si sveglino. Ai cittadini, che continuano a resistere. Ma soprattutto agli ultimi, a chi fatica ogni giorno a sbarcare il lunario e non può più permettersi di aspettare. 

 

 

di Leonardo Citino

In una mia recentissima intervista ho notato — o meglio, ho letto — tra le tante e innumerevoli recensioni e attestati di stima, anche di facciata, perché no, un commento che ha destato la mia attenzione e la mia curiosità. Diceva così: «Bravo Leonardo, complimenti, sempre sul pezzo».

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